Rompiscatole

Mi piacciono le buone maniere

Quando racconto che ho avuto un battibecco con un’impiegata scortese dell’ufficio postale, al telefono con un interlocutore cafone, con un automobilista che ha fermato l’auto proprio sulle strisce pedonali…i miei familiari fanno tutti un sorrisetto come a dire: te pareva!

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Hai letto il messaggio?

Quanto ci sentiamo spontanei?

Non mi riferisco a ciò che scriviamo o leggiamo nel web, ma alla comunicazione nella sfera privata. Se è vero, è per me lo è, che il telefono di casa e poi negli anni a seguire lo smartphone hanno annullato le distanze e il tempo, è anche vero che sono aumentati i problemi che riguardano la privacy.

Utilizzo ogni giorno whatsapp perché mi permette di inviare messaggi ovunque, anche vocali se ho le mani impegnate o se sono di corsa, camminando velocemente farei stragi con il t9! Per non parlare poi delle immagini e dei video che posso scambiare con le amiche lontane e soprattutto con la figlia che si trova in un altro continente. Tutto bello, divertente e alla portata di tutti, caratteristica per nulla trascurabile!

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Specchiarsi come Grimilde

Non voglio arrendermi a ciò che sento e leggo.

Manchiamo di responsabilità nel comunicare tramite la Rete. Dovremmo tutti rispettare delle regole, anzi dovrebbero ormai essere scolpite dentro di noi, assimilate dal nostro organismo, fissate nella mente.

Abbiamo la possibilità di conoscere, di condividere informazioni, di ascoltare parole di chi può aprire i nostri orizzonti, invece riteniamo che ogni nostra opinione debba essere inconfutabile.

Provochiamo e odiamo, non abbiamo remore nell’utilizzare un linguaggio eccessivo e offensivo.

Siamo lo specchio di una società che critichiamo, siamo noi quella società.

Secondo un’antica credenza rompere uno specchio presagisce anni di sventure, se continueremo a rimirarci come la regina Grimilde, rischiamo di illuderci di vedere il bello dove non c’è più, diventeremo sempre più brutti e cattivi…nonostante lo specchio intatto.

Non dimentichiamo Silvia

Scorrendo le pagine di un social leggo questi commenti:

“Oca giuliva

Verginella

Se l’è andata a cercare

Poteva aiutare gli italiani

Si deve far firmare una liberatoria

Che non si paghi il riscatto con i nostri soldi”

Evito di ripetere quelle che istigano e auspicano uno stupro.

Queste frasi vomitate nel web sommergono il senso di appartenenza, la solidarietà, la stima per chi ha la capacità di dare forma al desiderio di rendersi utile e di poter aiutare quella parte di mondo abbandonata e sfruttata. Continua a leggere “Non dimentichiamo Silvia”