Donne con le gonne

Il diritto di non essere uomo

Quando le donne parlano di uguaglianza tra i sessi, dovrebbero rivendicare gli stessi diritti e agli stessi doveri degli uomini, mantenendo il loro essere donna e non cercando di diventare uomo nel vero senso della parola. Invece mi rendo conto che ultimamente le cose stanno andando in questo senso.

Sembra che le donne vogliano acquisire tutti quei comportamenti che secoli e secoli di cattive abitudini e di cattive impostazioni hanno reso l’uomo quello che è oggi e soprattutto quello che è stato in passato. Continua a leggere “Donne con le gonne”

L’infinito cielo e il signor Parigi

Il signor Parigi era il secondo marito della signora Giovanna, per me nonna Giovanna.

Erano i miei vicini di casa, o meglio, miei e dei miei genitori, io ero ancora una bimbetta. Lo ricordo seduto al tavolo della cucina, dietro di lui il putagè, una stufa a legna sulla quale in inverno la moglie metteva a scaldare le bucce dei mandarini per profumare l’aria.

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Era un po’ stempiato, la fronte alta e lucida, aveva occhi chiari, brillanti, azzurri, era sempre ben rasato. Uomo quieto e saggio, diceva che alla sua morte i familiari avrebbero approfittato della moglie, troppo buona e troppo dolce.

Così è stato. Continua a leggere “L’infinito cielo e il signor Parigi”

Il cinema sul balcone

Il cinema sul balcone nelle sere d’estate era veramente divertente.

Quando ero ancora una bambina abitavo in una casa di ringhiera, ovvero un edificio con lunghe balconate sul lato cortile, per cui la vita sociale era molto vivace. C’era sempre qualcuno che passava davanti alle varie porte (rigorosamente con i vetri) e alle finestre. Tutti vedevano tutto e sentivano di tutto. I più fortunati erano coloro che abitavano alla fine del ballatoio, perché potevano mettere un piccolo cancello e delimitare il proprio spazio, altrimenti era tutto un aprire e chiudere cancelli.

Fortunati erano anche i bimbi che abitavano alle estremità di una balconata, perché potevano facilmente organizzare il cinema. Continua a leggere “Il cinema sul balcone”

Di chi aver paura

Di mio padre rammento spesso una frase che era una sorta di ammonimento, allora ero troppo piccola, pensavo si riferisse soltanto alla paura che avevo dei bau bau della notte, dei fantasmi.

Non devi aver paura dei morti, ma dei vivi.

Anni dopo ho ritrovato le sue parole

( tratto da “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti).

Colpa del prosecco

 

“Ciò che neghi ti sottomette, ciò che accetti ti trasforma. “(Carl Gustav Jung)

Conoscevo questa frase, l’ho ritrovata ieri, casualmente, alla vigilia di questo nuovo anno. Jung direbbe: principio di sincronicità.

Penso sia un proposito e un augurio. Eh sì, basta fare inutili, improbabili e ardui progetti che diventando inattuabili peseranno come macigni. Voglio vedere poi come si potranno buttare alle spalle quando ci appresteremo ad affrontare il prossimo anno, Dio piacendo.

Iniziamo questo anno con consapevolezza, guardando finalmente, da persone adulte e responsabili la nostra vita (lasciando comunque vivo dentro di noi il fanciullino che abbiamo dimenticato dentro la pagina del libro😅). Continua a leggere “Colpa del prosecco”

Quale sarà il senso di questo Natale?

Quale sarà il senso di questo Natale?

Ora che ci siamo scoperti così cattivi, così ignoranti, così aggressivi.

Ora che forse la nostra fede vacilla, che vogliamo il crocifisso nelle aule scolastiche ma non accompagniamo alla messa i nostri figli.

Ora che non abbiamo tempo per nessuno, tantomeno per i nonni e quella zia rimasta zitella e senza figli.

Ora che il mutuo da pagare, il contratto di lavoro non rinnovato e l’auto vecchia con la quale non si può più circolare non ci fanno più dormire. Continua a leggere “Quale sarà il senso di questo Natale?”

Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…

Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…

pensare di aver fatto non il meglio che potessi fare, ma ciò che ritenevo giusto e nelle mie possibilità, nelle mie forze.

Pensare di aver colto quello che immediatamente non potevo aver visto, ma soltanto lontanamente percepito.

Pensare di aver provato attimi di felicità, se non dentro di me, negli occhi di chi mi è stato accanto.

Pensare di esser stata curiosa e aperta ad ascoltare e di aver potuto dire tutte le parole che dentro mi scrivevo.

Pensare di aver riso o soltanto sorriso e di aver soprattutto condiviso. Continua a leggere “Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…”

C’erano una volta i miti

 

Tanto ma tanto tempo fa, gli dei crearono gli esseri viventi: gli uomini e gli animali.

Essi ordinarono a due fratelli, i titani Epimeteo e Prometeo, di distribuire in modo equo delle qualità ad ogni creatura.

Epimeteo, il cui nome significa “colui che riflette in ritardo”, volle fare da solo, donò ad alcuni animali la forza e ai deboli invece l’astuzia e la velocità per fuggire, ad alcuni pellicce per ripararsi dal freddo, ad altri una pelle sottile per ripararsi dal caldo, ad alcuni la capacità di nuotare nell’acqua, ad altri quella di volare o di nascondersi sotto terra.

Ai carnivori la possibilità di avere pochi cuccioli, agli erbivori di riprodursi in numero maggiore in quanto prede. In questo modo tutti gli animali sarebbero vissuti in equilibrio tra loro e non avrebbero rischiato l’estinzione. Continua a leggere “C’erano una volta i miti”

Mattina, pioviggina…

Mattina: pioviggina, i vetri della finestra della cucina sono leggermente appannati, in casa tutti dormono ancora godendosi il ritorno dell’ora solare.

Accendo il cellulare e dimentico di mettere la modalità silenziosa, sento la suoneria che già mi avvisa dell’arrivo di messaggi su WhatsApp. Sbuffo nella speranza che non siano i soliti auguri per una buona domenica o una gif con una tazzina di caffè fumante.

Invece mi arriva la pagina di un libro, da una persona che non vedo da tempo, qualcuno che ha pensato a me nel silenzio della sua casa, mentre fuori pioviggina e i vetri della finestra si appannano. Continua a leggere “Mattina, pioviggina…”