Non toccate le banane

Io e Johnny Stecchino: una storia in comune

Un film di Benigni che mi diverte molto è proprio Johnny Stecchino e la scena che mi fa sempre ridere è quella in cui il protagonista rischia di morire mentre ruba una banana e la mitica frase: “Se vai a Palermo non toccare le banane!”…. Come lo capisco!!!

Oddio, a Palermo non ho avuto problemi con le banane, ma a Torino sì.

Uno dei miei primissimi ricordi risale  a quando avevo circa quattro anni (quindi circa ..un tot di anni fa😊). I miei genitori, da bravi astigiani, avevano aperto una rivendita di vini e liquori in una zona prestigiosa della città, in un quartiere tranquillo. Durante il giorno, nella bella stagione, giocavo sui marciapiedi davanti al negozio. In quegli anni ai bambini si lasciava relativa libertà, per quanto ci fossero già molti dei pericoli odierni.

Un giorno, con un’amichetta, iniziammo un gioco proibito: rubare la frutta al fruttivendolo. Proprio all’angolo della via c’era il negozio che esponeva la merce anche all’esterno. In realtà, l’idea fu della mia amica, che si rivelo essere più sveglia di me.

Inizio lei: con fare guardingo si avvicino alla cassetta delle mele e con mano svelta ne prese una e scappo via senza essere vista da nessuno.

Toccò a me. Non lo avevo mai fatto, però anch’io mi avvicinai alla cassetta… delle banane (io adoro le banane… con il pane poi… non divaghiamo!) e… zac… ne presi una proprio mentre la fruttivendola mi agguantava per il colletto.

Nel quartiere ci si conosceva tutti, per cui, tempo zero, mia madre fu messa al corrente del mio tentativo di delinquere.

Tornata in negozio, trovai un essere fiammeggiante che mi aspettava al varco. Non dimenticate che io sono la nipote di quella nonna che tramortì il figlio per impedirgli di partire. Proseguendo quindi la stessa linea educativa, mia madre, dopo avermele ripassate  per bene, prese un cordino, mi legò le mani dietro la schiena, mi fece sedere per terra dietro il bancone e lì mi lasciò per tutto il giorno: “perchè i ladri finiscono in prigione con le mani legate!”. Finì così la mia carriera di malavitosa.

La mia è una bellissima città, ma ricordate: se venite a Torino… non toccate le banane!

Una donna ha bisogno di luce

Dedicato a tutte le donne che sono rimaste da sole a cercare la luce

BUM!

Si è spento tutto. È buio, non ho mai amato il buio, sono una creatura che ha bisogno di luce.

Non sento più alcun rumore, che silenzio, sì è un silenzio strano, profondo. Si può dire che un silenzio è profondo? Chissà!

Perché mi vengono in mente questi pensieri? Forse perché sono qui, ma qui dove? Buio, silenzio, assenza. Sono assente da cosa? Da dove? Continua a leggere “Una donna ha bisogno di luce”

Evoluzione

firenze_scarpe_rosse_violenza_contro_donne.jpg

Siamo molto democratici qui in occidente:

perché mai le donne debbono coprirsi, portare il velo, perché non sono libere di uscire e di parlare liberamente con un uomo?

Però se ti hanno picchiata, stuprata, ammazzata

Con chi sei uscita? Eri da sola? A che ora sei tornata? Hai bevuto? Com’eri vestita? Prima ci stavi…poi hai detto no???

Te la sei cercata!

Ah come siamo evoluti!

Cuore di mamma intuitivo

Le mamme si agitano, si preoccupano…uffa!

I figli sbuffano! Quando io lo facevo da bambina mia madre rispondeva “Sbuffa sbuffa che si gonfia il palloncino!”

Mi è ritornata in mente questa frase, che ancora oggi mi fa sorridere, perché qualche giorno fa la voce di una pubblicità alla radio diceva che gennaio è il mese dei buoni propositi, ma che bisognava agire d’istinto. E lì mi sono venuti in mente un sacco di pensieri e di propositi che ormai mi ripeto ogni anno…ma il punto non è questo; intanto avevo sentito l’ennesima notizia di un’aggressione con benzina e fuoco nei confronti di una ragazza da parte del suo ex fidanzato. Ricordo che d’istinto avevo scritto alcune considerazioni, credo molto simili a quelle che donne e madri come me si ritrovano a fare in queste circostanze. Continua a leggere “Cuore di mamma intuitivo”