Il viaggio nel cortile

Io ero la nipote della portinaia, un grande privilegio, potevo far scendere i bambini a giocare nel cortile dello stabile, sempre che la nonna, generale dei marines mancata, fosse in giornata buona.

Una volta però noi bimbi vivemmo una bellissima avventura…nel cortile di casa.

Nel cortile vi era un panificio, per la consegna del pane veniva utilizzato un furgoncino che per alcuni giorni rimase parcheggiato in quanto era guasto, non so come né perché, io e la mia combriccola avemmo il permesso di salirci e di utilizzarlo per i nostri giochi.

Divenne una sorta di camper. Che viaggi in quel cortile, a rotazione qualcuno guidava, altrimenti si stava dietro, come in una piccola casa, come quelle case sugli alberi che tutti desideravamo.

Viaggiammo per qualche giorno, la città, il quartiere, il palazzo, quel cortile non esistevano più, macinavamo chilometri nel mondo dei sogni e delle avventure, in quel mondo dove i bambini diventano quel che desiderano, possono avventurarsi senza paura, senza rischi, ridendo stupidamente perché è così bello ridere senza cercarne il motivo.

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Lei viaggia da sola

 

Mi sono iscritta, su suggerimento di Gabriella, ad un gruppo Facebook di donne che viaggiano da sole.

È un gruppo eterogeneo in quanto ne fanno parte donne di età diversa e sono: studentesse, lavoratrici, single, fidanzate, sposate. Qualcuna non è ancora mai partita da sola – io – molte hanno già fatto numerosi viaggi, altre hanno lasciato la loro vita per percorrere itinerari che dureranno mesi. Viaggi con aerei, treni, auto noleggiate, sacco in spalla e via!

È un gruppo stimolante perché vi sono racconti interessanti, curiosi, consigli pratici e saggi, documentati con immagini suggestive. Grande è il desiderio di toccare con mano quei luoghi così lontani e che probabilmente non vedrò mai. Continua a leggere “Lei viaggia da sola”

Un lungo viaggio

Non ho mai fatto recensioni di libri, mi sono sempre limitata a parlare di un libro o di un altro in famiglia o con amici. Di un romanzo si suggerisce il titolo, si riceve in prestito, in regalo o si sceglie come regalo, cosicché anche la storia scritta dall’autore si intreccia con quella di chi ne entra in possesso e la fa sua. Anche il lettore si ritroverà a pensare e a parlare attingendo ai ricordi di ciò che ha letto.

In questi ultimi anni e soprattutto in questi ultimi giorni, ognuno si esprime con toni e argomentazioni diverse su quanto sta accadendo: povertà, guerre, migrazioni di popoli, integrazione.

Mi sono ritrovata tra le mani un libro letto qualche anno fa: “Nel mare ci sono i coccodrilli” scritto da Fabio Geda con Enaiatollah Akbari, reale protagonista di questa storia.

Enaiatollah, quando è ancora bambino, rischia di essere costretto in schiavitù perché richiesto alla sua povera famiglia come risarcimento di un danno economico. La madre lo nasconde, finché è costretta ad accompagnarlo dall’Afghanistan in Pakistan, e a lasciarlo lì, solo.

Enaiatollah farà un lungo viaggio passando per l’Iran, la Turchia, la Grecia, arrivando infine in Italia.

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” Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute. Le ho viste in lontananza e subito non ho capito perché si fossero fermate. Il vento era un rasoio e briciole di neve mi otturavano il naso, e quando cercavo di toglierle con le dita non c’erano più. Dietro a una curva a gomito, d’un tratto, me le sono trovate di fronte, le persone sedute. Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano lì da chissà quanto tempo. Tutti gli altri sono sfilati di fianco, in silenzio. Io, a uno, ho rubato le scarpe, perché le mie erano distrutte e le dita dei piedi erano diventate viola e non sentivo più nulla, nemmeno se le battevo con una pietra. Gli ho tolto le scarpe e me le sono provate. Mi andavano bene. Erano molto meglio delle mie. Ho fatto un cenno con la mano per ringraziarlo. Ogni tanto lo sogno.”

Come una buona medicina che ci può aiutare a guarire, in questo caso dal male dell’incomprensione, consiglio questo libro, da leggere anche con i nostri bimbi, i nostri ragazzi. Forse loro, nonostante noi, diventeranno persone migliori.

Amiche in viaggio

Frida Kahlo

Come i bambini un po’ stanchi e imbronciati perché il giro alle giostre è terminato, così sono io questa sera dopo aver trascorso due giorni insieme a Gabriella e alle nostre amiche.

A volte non è necessario andare molto lontano, cercare città nuove o lidi sconosciuti per staccare dalla routine quotidiana.

Così terminate le corse per lasciare in ordine la propria casa, la lavatrice in funzione per l’ultimo lavaggio, la pappa per il gatto di un’amica, qualcosa in frigorifero per la cena con sottofondo di figlie che ti rimproverano di voler sempre avere il controllo – un pochino avranno pur ragione, ma intanto oggi il frigorifero piangeva letteralmente – sono scappata a casa di Gabriella per una serata tutta al femminile. Continua a leggere “Amiche in viaggio”