Un “Puerto de Amistad”

Un messaggio da lontano

Oggi ho ricevuto questa bellissima mail da amici che vivono lontano, in un paese meraviglioso, ricco di umanità e purtroppo di problemi: Cuba. Eppure riescono sempre a trovare parole che scaldano il cuore e fanno riflettere.
Ve le lascio in spagnolo, perché credo siano di facile interpretazione e per mantenere l’autenticità di questo augurio che è arrivato a me e che giro a tutti voi a nome di Menti Vagabonde.

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Roma

Non tornavo a Roma da tempo immemorabile, quale periodo migliore per rivederla se non durante le vacanze natalizie?

Il Natale con la sua atmosfera, nasconde le immagini negative della nostra capitale: disservizi, spazzatura nelle strade, autobus che prendono fuoco, scale mobili non funzionanti nelle stazioni della metropolitana, buche nelle strade. Per me è tutto sparito, anche perché io tutta questa spazzatura e queste buche nel manto stradale non le ho viste, o per lo meno non come ne parlano nei telegiornali nazionali. Mi rendo conto che il turista “vive” una città in modo privilegiato, guardando solo il bello e soltanto per un periodo di tempo limitato, penso però che anche un certo tipo di giornalismo tenda ad esasperare alcuni temi per creare ogni giorno un caso. Tutto ormai è emergenza: meteo (caldo, freddo, siccità) influenze, trasporti, spazzatura, traffico…

In ogni caso Roma è Roma. Come viene detto, è un museo a cielo aperto.

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Napoli e le declinazioni della gentilezza

Si stanno ormai avvicinando le vacanze natalizie.

Vi porto allora a fare un giro nei miei ricordi di un’estate. Napoli potrebbe essere un’idea per un viaggio proprio nei prossimi giorni, magari per fare un giro in via San Gregorio Armeno, la strada degli artigiani dei presepi.

“Attonita, affascinata, saltava con gli occhi dan una scena all’altra. La strada, senza marciapiedi, era, ai bordi, una serie ininterrotta di banchetti, illuminati da torce e lanterne colorate. Vi si vendeva di tutto a una folla rissosa e ingorda […] Sullo sfondo, nero immenso vicinissimo, il Vesuvio intento ai suoi infocati gorgògli [… ] La scosse la vocetta del vetturino, recitante con frenesia – Lo San Carlo. Lo palazzo reale. Santa Lucia. Lo Gigante. Lo San Carlo […] Ma qui non era come a Roma. Non aveva paura. La gente non mostrava aria cattiva; nonostante la povertà dell’esistenza, sembrava soddisfatta di stare al mondo. Le pareva, inoltre. di leggere negli occhi, nei gesti, semplice, superiore sapienza […] (Enzo Striano, Il resto di niente).

Negli ultimi anni ho visitato diverse città, ho incontrato persone, ricevuto cortesie, ma a Napoli ho ritrovato l’autentico senso dell’ospitalità, dell’amore verso la propria città. Ho visto la disponibilità del passante che se si accorgeva di un turista in difficoltà sulla direzione da prendere, prontamente indicava il percorso migliore e consigliava la visita della chiesa vicina elencandone le sue bellezze; del negoziante che regalava, con la mozzarella acquistata, un chilo di ricotta, o di quello che faceva assaggiare tutti i suoi Limoncelli mettendo a rischio la sobrietà dei clienti.

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Castelli da fiaba

Hohenschwangau e Neuschawanstein

Ero arrivata con la mia famigliuola e con gli amici collaudati a Füssen in una mattina di pioggia battente, un freddo decisamente non estivo attraversava jeans e felpe. A tutti, per un attimo, era balenata la domanda: ma chi ce l’ha fatto fare? Lasciare il sole italiano, le spiagge e il mare per andare a vedere dei castelli, anche nel nostro bel paese ne abbiamo diversi!

Invece fu amore a prima vista.

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La Baviera

Una vacanza in Germania

Viaggiando viaggiando in Baviera è stato il primo articolo che ho scritto in questo blog nel quale avevo brevemente raccontato le sensazioni provate durante una vacanza estiva in Germania.

La Baviera si è rivelata ai miei occhi come un mondo disneyano:

casette color pastello con tetti spioventi, finestre traboccanti di fiori, negozi che vendono abiti tradizionali bavaresi persino per neonati, biciclette lasciate in strada senza alcun tipo di catena e lucchetto, vegetazione rigogliosa, prati all’inglese, castelli di qua e di là, tutto organizzato, pulito perfetto.

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Menti in viaggio

Noi menti…in quanto vagabonde, parliamo spesso di viaggi, di luoghi che abbiamo visitato o che desideriamo conoscere. Gabriella viaggia anche in camper da moltissimi anni (è una camperista esperta), ha raggiunto molti posti, molti più di me che probabilmente ho una vena meno avventurosa. Ho comunque viaggiato nel suo primo storico e improbabile camper un paio di volte molti anni or sono, ma questa è un’altra storia che a tempo debito racconterò.

Lei ad esempio ama la montagna, mentre io preferisco il mare in tutte le stagioni, ma ad entrambe piace, anche se solo per un periodo limitato, provare a vivere…

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This is America!

Sulle tracce della mitica Route 66

Mio marito riposa mentre io guido, per la prima volta, lungo le strade del West America. È il nostro primo giorno “on the road” e i chilometri percorsi sono già tanti, ma dobbiamo arrivare ad Amboy prima di sera ed è già pomeriggio inoltrato.

La radio suona canzoni country, mentre la macchina sembra andare da sola. La strada divide il deserto in due e il cielo terso sta prendendo i colori del tramonto.

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Youssef

Per non dimenticare

“Mamma perdonami, non ce l’ho fatta.

È salato questo mare, l’acqua rende rugose le mani.
Tra il caos delle onde non avrei mai pensato di tornare bambino e supplicare il tuo nome:
“Mamma” ma non è un grido d’aiuto ora, è un capriccio che mi coccola il cuore.

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“Mamma, mamma” piagnucolando, ma non è solo per me che dispero, ho paura che mie notizie ti strappino via il sonno e ti lacerino il cuore.
Chiedi scusa ai miei fratelli per le attenzioni tue che ho rubato ai loro successi, ma è Dio che ha donato al più sfortunato dei figli le pene e le attenzioni della madre.Ti lascio il ricordo del mio cuore e la sua traccia sulla terra ora che giace in mare, raccontalo tu che ne conosci luci e ombre, tu che lo conoscevi prima che provasse l’amore, prima che conoscesse la sofferenza.E mamma, ti prego, parla tu con Dio, tu che puoi, convincilo delle mie intenzioni.“Mamma” balbetto un’ultima volta; per far sì che le mie labbra, pronunciando la parola, si incontrino due volte e ti arrivino come baci.Youssef El Hirnou

Abbiamo scoperto Youssef per caso su Facebook. Ci ha colpito il suo modo di scrivere, la maturità di un ragazzo poco più che ventenne che vive e agisce come tutti i ventenni, ma che quando prende la penna in mano sa trasmettere con le parole emozioni come amore, passione, rabbia. Nel 2017 è stato pubblicato il suo primo libro: “Uè Africa!” Diario di un Marocchino, nel quale racconta la sua storia familiare e di quanto sia difficile integrarsi in un paese straniero, mantenendo viva la propria identità culturale. È poi partito per un lungo viaggio, ha toccato vari paesi quali Germania, Polonia, Russia, Mongolia, Cina, Vietnam, Thailandia, India, Egitto, Etiopia e altri ancora. Ha incontrato persone, visto luoghi, ha seguito pensieri che ha descritto attraverso i social. Da qualche tempo è rientrato a Torino e leggendo ciò che che abbiamo condiviso, pensiamo che dalla sua penna possano, anzi debbano, scaturire ancora tante e tante parole.

Se vuoi conoscere meglio Youssef El Hirnou seguilo su:

Viaggiare con le amiche

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse. (Milan Kundera)

Lo scorso fine settimana io e la mia compagna di blog siamo riuscite finalmente a ritagliarci un paio di giorni tutti per noi, a mettere qualche chilometro di distanza tra noi e la nostra città, la nostra famiglia e gli amici che frequentiamo…non tutti in effetti, in quanto siamo diventate un terzetto femminile con una nostra cara amica comune.

Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo.
Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni. (Fernando Pessoa)

Non è stato così importante decidere la meta, più pressante era il desiderio di stare insieme senza il problema del tempo, del pensiero di dover adempiere agli impegni giornalieri. Libere per alcune ore di non avere ruoli, se non quello di essere donne e amiche che si vogliono bene e si stimano. Continua a leggere “Viaggiare con le amiche”

La mia Londra

Have a nice day!

Vado spesso a Londra. Con la scusa di avere i figli che abitano li, almeno una volta all’anno mi concedo una vacanza in questa città che è diventata la mia seconda casa.

Amo camminare tra i suoi quartieri, ma non quelli che ogni turista desidera vedere, quelli piacciono anche me ed una giornata è sempre dedicata alle meraviglie lungo il Tamigi o ai mercati decantati in tutto il mondo, preferisco però muovermi nella Londra di tutti i giorni, di chi qui abita, lavora, gioisce, soffre. Mi fa sembrare di appartenerle e per qualche giorno sono londinese anche io. Continua a leggere “La mia Londra”