Vabbè vado…

Guardare con gli occhi di una ragazzina…

Che scomodo questo divano, ma è stato sempre così piccolo? Sembra si sia ristretto, adesso stropiccio questi cuscini e mi sistemo, la nonna Nonna al tempo del Covid mi guarderà di traverso, poi si farà una delle sue risate, mi chiama spilungona, lei è proprio diventata piccina, io le rispondo che non sono cresciuta troppo io, ma è lei ad essere ormai una piccoletta!

Apre e chiude le ante della sua cucina e frulla frulla, fa un rumore infernale quell’aggeggio, devo ricordarmene quando con la mamma ci scervelliamo per farci venire in mente un regalo utile da farle. Appena entro in casa, mi libero delle mie scarpe e mi siedo sul divano, anzi mi tuffo come mi fa sempre notare e lei mi prepara una torta, non serve neanche che le mandi qualche messaggio o cominci a guardarmi in giro alla ricerca di qualcosa di buono. La sua cucina sa di buono. Continua a leggere “Vabbè vado…”

Nonna al tempo del Covid

Ogni tanto mi piace immaginare e raccontare…

Sento il suo sguardo su di me.

Il frullatore elettrico copre i suoni delle voci che arrivano della televisione accesa. Guardo le uova disfarsi, incorporarsi poi allo zucchero e gonfiarsi, come è gonfio il mio cuore, ma di dolcezza. Aggiungo il latte, il burro, la farina, il lievito e le gocce di cioccolato che a lei piacciono tanto.

Teglia, timer, forno, oplà. Mi volto e la vedo allungata sul divanetto della cucina, mi viene da ridere a vederla così, per lei è scomodo, ha quelle gambe lunghe, così lunghe e io mi sento tanto piccola, vecchia nonna piccoletta mi chiama. Altro che piccoletta, sì ormai mi ha superata in altezza da un bel pezzo, ma sono ancora la nonna che si occupava di lei, quante volte ho corso con la mia auto: scuola, palestra, festicciole di compleanno. Ora è lì, ormai signorina come non vuol essere chiamata da me, io glielo dico apposta, mi diverte prenderla in giro, i giovani si prendono troppo sul serio e non hanno il dono dell’ironia. Quando viene a trovarmi so che le piace mangiare un dolce con me, mi guarda mentre lo preparo, ho sempre l’occorrente per una torta, poi sfoglia il giornale che settimanalmente compro, borbotta perché non le piacciono le fiction che guardo e così si impossessa del telecomando e cambia continuamente canale, tanto non troverà niente su cui fermarsi, non ho quei canali a pagamento che lei segue, ormai non è più tempo neanche per i cartoni animati. Continua a leggere “Nonna al tempo del Covid”

Una bella giornata

Con una zia speciale

Andare per cimiteri, per me, sta diventando un rituale, un passaggio di consegne e il segnale che inesorabilmente il tempo scorre.

Appartengo a famiglie in cui il culto dei morti è sempre stato presente, per cui le festività dei santi erano e sono ancora un momento di riflessione e di ricordo.

Con gli anni le famiglie si sono assottigliate: meno figli, meno nipoti e gli anziani pian piano ci hanno salutato quasi tutti. Ogni nucleo aveva ed ha cura delle proprie tombe, ma vi sono anche tanti zii che non si sono mai sposati e le urne di nonni e bisnonni che attendono una visita. Continua a leggere “Una bella giornata”

Vecchiaia

Ci vediamo sempre giovani?

Ormai tendiamo ad utilizzare poco questo termine in favore di: terza età, età della maturità, età avanzata, età della ragione, anzianità. Si cerca di ingentilire la condizione, di alleggerirla del tono dispregiativo che purtroppo gli diamo. Nei social non si invecchia, si diventa “anta”. Si mitiga una condizione nella quale si fatica a riconoscersi.

Invecchiare è un privilegio

Gli anni che viviamo sono il nostro ciclo biologico e l’arco temporale nel quale ricerchiamo la felicità, la nostra idea di felicità.

Quando riguardo le fotografie delle donne della mia famiglia, alcune poi sono immagini di molti anni fa, vedo volti di chi ha dato alla propria esistenza una considerevole dose di coerenza, scelte concrete non prive di sacrifici, di silenziosa accettazione. Non hanno avuto neanche il tempo di perdersi in sogni e ambizioni. Si prendono e si perdono occasioni, sulla banchina della vita, non ci si può soffermare a lungo, occorre fare quello che sembra la cosa migliore e forse l’unica opzione possibile in quel momento, in quel giorno, in quell’anno.

Oggi le donne si reinventano, dopo aver dedicato gran parte dei propri anni ad una relazione, alla famiglia, ai figli, ai genitori anziani o ad un lavoro spesso poco gratificante. Cercano di far pace con un senso del dovere che a volte è un compagno troppo esigente. Si percepisce che le “anta” sono in costante movimento, in continuo progresso. Quel che è stato è stato, ma quello che deve essere richiede uno sforzo ulteriore, uno spazio che è necessario ampliare, conquistare, perché facilmente si insinua la tentazione di abbandonare, di rientrare nel tran tran quotidiano.

I tempi che stiamo vivendo richiedono maggiore forza, è un diritto arrivarci e vivere questa benedetta vecchiaia. Non deve essere amara e solitaria, anche quando il corpo detta le sue regole e mostra i suoi limiti, anche quando lo specchio rimanda un’immagine che non corrisponde ai propri ricordi, anche quando per la società non c’è un rapporto costi/benefici favorevole. La vecchiaia è tempo di lotta per la vita, è conquista che va portata avanti minuto dopo minuto.

La vecchiaia non è tempo di quiete.

Il cammino di una vita

Camminava lungo la battigia, non voleva bagnarsi le scarpe e il bordo dei pantaloni, per questo faceva attenzione ad ogni passo.

I passi costano fatica ma portano lontano, pensava, come le onde che arrivano e si ritirano, così il tempo arriva e poi si sottrae. Gli piaceva quell’ora, ancora silenziosa e non calda, anche i raggi del sole erano come quelle onde, arrivavano ma ancora si disperdevano. Non aveva caldo e la camicia non gli dava fastidio, l’avrebbe tolta più tardi. Guardò indietro e vide le sue orme, sarebbero rimaste ancora per poco, poi si sarebbero cancellate, tracce labili del suo passaggio.

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Cambiano le stagioni

Estate, autunno, giovinezza, vecchiaia.

Le stagioni si susseguono, si alternano, così come le nostre sensazioni. Non siamo esseri definiti, siamo giovani o vecchi, entusiasti, euforici o malinconici, preda delle nostre emozioni e talvolta delle nostre paure. 

Un libro mi ha chiamato: “Le stagioni della vita” di Hermann Hesse, un’antologia di scritti tratti da testi diversi. Lo avevo già letto qualche tempo fa, ho ripreso a sfogliarlo come faccio sempre quando un titolo attira nuovamente la mia attenzione. Mi sono soffermata su questo passaggio che qui riporto, mi sembra particolarmente interessante in questo periodo di pandemia nel quale si sono inaspriti i commenti sui comportamenti di giovani e anziani. Uno spunto di riflessione sugli atteggiamenti e le posizioni che assumono, che assumiamo noi che abbiamo percorso un tratto più lungo di strada… Continua a leggere “Cambiano le stagioni”

Quant’è bella…l’estate

La stagione che maggiormente fa sentire inadeguati

Mamma mia ho iniziato proprio con una frase di quelle che sconsiglierebbero tutti coloro che lavorano con e per il mondo del web. Durante la bella stagione si desiderano argomenti più leggeri, si ha voglia di staccare da tutto ciò che è negativo, che sa di malinconia, ci vogliamo tutti più belli e più sani.

È l’ora dei consigli!

Via cellulite, via pallore, via rughe, esfoliamo, idratiamo, tonifichiamo, e mangiamo sano per consentirci schifezzuole varie se e dove riusciremo a concederci qualcosa che abbia una parvenza di vacanza. Continua a leggere “Quant’è bella…l’estate”

Buongiorno “Signora”

Quando il passare degli anni fa paura

Quando ero giovane, il termine “Signora” era sinonimo di “anziana” (e il termine usato era meno signorile).

Alle Signore si dava del lei perché di un’età a cui si doveva rispetto, ma in realtà erano considerate delle “quasi-morte” che nulla desideravano se non diventare nonne o badanti dell’anziano marito.

Oggi che appartengo a questa categoria di donne, mi accorgo dell’errore grossolano di valutazione fatto dalla me ragazza, ma nello stesso tempo, mi rendo conto del fatto che attualmente il problema è un altro: noi donne “mature” facciamo fatica a calarci nella categoria delle “Signore”, continuiamo a valutarci con lo stesso metro di giudizio di quando avevamo trent’anni in meno.

Ci mettiamo in competizione con le nostre figlie e a volte anche con le nostre nipoti, vestendoci, truccandoci e, spesso, pubblicando foto che invece di liberarci da stereotipi e aspettative desuete, ci mortificano mettendo ancora più in evidenza gli anni trascorsi e i segni che hanno lasciato. Continua a leggere “Buongiorno “Signora””

Perchè le donne invecchiano peggio degli uomini?

Un’autorevole risposta

In questi giorni sto facendo caso ad alcuni passaggi pubblicitari in cui, come il solito, il ruolo della donna non più giovane è quello di illustrare come affronta i problemi di salute legati all’età.

È indubbio che solo noi donne soffriamo di incontinenza, stitichezza e dissenteria, ginocchia scricchiolanti e problemi di sovrappeso.

Mi è tornato in mente un capitolo di un libro che ho letto alcuni anni fa: Ave Mary di Michela Murgia. L’ho cercato e vorrei che leggeste anche voi questo estratto.

Continua a leggere “Perchè le donne invecchiano peggio degli uomini?”

Lettera al figlio “tecnologico”

Ricorda che ti ho insegnato ad usare il cucchiaino

Ho deciso di scrivere questa lettera a mio figlio, rivolgendomi, in realtà, a tutti quei giovani che spesso perdono la pazienza con i loro genitori perché non capiscono subito…

“Chi come te ha meno di quarant’anni, sicuramente sa usare la tecnologia meglio di quanto sappia fare sua madre, suo zio o suo nonno.

Quando abitavi ancora con noi, capitava spesso che qualche attempato (secondo il tuo metodo di valutazione) parente o amico ti sottoponesse qualche quesito “tecnologico”… io lo faccio spesso!

Probabilmente la domanda ti sarà apparsa stupida ma parti dal presupposto che c’è stato un tempo in cui qualcuno ti ha insegnato ad allacciare le scarpe.

Gli adulti che si avvicinano al computer sono come al primo giorno di scuola: aiutali a superare le loro paure e ad apprezzare le enormi potenzialità di internet.

Ecco cosa ho imparato IO con il tempo e l’esperienza.

  • La pazienza è fondamentale: la persona che stai aiutando solitamente trova complicatissima la logica del computer. Se saprai aiutarla a comprendere, un giorno ti guarderà e ti dirà: “Ho sbagliato perché…” oppure “Ma se questa funzione è valida in questa situazione, allora lo è anche quando…”. Ti assicuro che ti sentirai estremamente orgoglioso di te stesso!!!
  • Cerca di usare al minimo le parole in inglese, limitati solo a quelle indispensabili, traducile e fai in modo che le pronunci nel modo giusto: per un adulto è imbarazzante essere preso in giro perché storpia un termine!
  • In generale usa parole semplici e chiare: deve capire cosa sta facendo e perché: il “fai così e non ti preoccupare” con noi non funziona.
  • Evita per quanto possibile la teoria e lascia che sia la persona stessa ad utilizzare lo strumento: noi adulti non amiamo sentirci inferiori…
  • Prova a motivarla esponendole i benefici concreti nell’utilizzare il dispositivo: segui le sue esigenze personali e mostrale siti che possono apparirle utili e o interessanti.
  • Spiegale l’importanza della comunicazione con applicazioni che permettono videochiamate o messaggeria e chat: sempre più spesso noi adulti abbiamo figli e nipoti all’estero o anche lontani parenti.
  • La condivisione è ormai una pratica fondamentale: aiutala a capire che ciò che sente in televisione è il lato negativo di una pratica che invece può aiutarla a passare momenti spensierati e utili. Entrare a far parte di una comunità online vuol dire confrontarsi con altri su temi, informazioni e pensieri: si impara e si combatte anche la solitudine. Inoltre Facebook, Twitter, Instagram sono una buona palestra per migliorare le proprie capacità.

Ci può volere del tempo, ma i risultati arriveranno e potrebbero stupirti.