Anita Borg

L’informatica che credeva nella “sorellanza”

Anita Borg non è stata solo una programmatrice di grande talento, ma è stata la musa ispiratrice di tante donne che si sono avvicinate alla tecnologia.

Nacque nel 1949 a Chicago in Illinois. Nel 1969 iniziò a programmare e a lavorare in molte aziende tecnologiche americane. Sviluppò un sistema di comunicazione via mail, il Mecca, in un periodo che ancora non si parlava di community.

Nel 1987 fondò Systers, la più grande comunità del mondo tra donne che operavano nell’informatica e che condividevano opinioni, pensieri e si scambiavano informazioni tecnologiche. Continua a leggere “Anita Borg”

Computer, smartphone e tablet

Facciamo chiarezza

Menti Vagabonde è per me un luogo dove evadere dalla routine quotidiana e dove esprimere anche aspetti personali sconosciuti a chi mi conosce. Sono però una donna che fa un lavoro molto particolare e appagante: insegno l’uso delle nuove tecnologie agli “over cinquanta”. Il computer, in particolare, per me, non è solo uno strumento di lavoro, ma una passione e mi piace condividerla con gli altri.

Continua a leggere “Computer, smartphone e tablet”

Margaret Hamilton

Continuando le mie ricerche sulle donne e l’informatica ecco un altro personaggio sconosciuto alla maggior parte di noi, ma fondamentale in uno dei più grandi progetti nella storia dell’umanità: lo sbarco sulla luna!

Margaret Hamilton, nata in America nello stato dell’Indiana nel 1936 è una brillante informatica che ha sviluppato il software (programma) che si trovava a bordo della navicella spaziale Apollo 11. Esso aveva il compito di guidare operazioni molto delicate come il decollo e l’allunaggio. Continua a leggere “Margaret Hamilton”

Karen Spärck Jones

La scienziata a cui Google può dire grazie

Ecco un’altra donna di cui non si conosce molto benchè sia colei che ci ha dato la possibilità di utilizzare i motori di ricerca che tanto ci aiutano nella vita quotidiana e non solo.

Nata nel 1935 nello Yorkshire in Gran Bretagna, si laureò in Filosofia  e iniziò la sua carriera come insegnante. Continua a leggere “Karen Spärck Jones”

Ma cosa stiamo diventando!

Intoppi tecnologici

Da qualche mese seguiamo su Facebook una simpatica ragazza che racconta la sua vita a Londra: Caterina Amato. Qualche giorno fa ha però scritto un articolo che si collega bene alla nostra rubrica dedicata alla tecnologia e in particolare al rapporto che hanno le donne con l’informatica.

È un articolo simpatico e ironico che ben spiega le frustazioni che noi signore giovani e meno (e diciamolo anche molti maschietti), periodicamente proviamo di fronte agli inevitabili ostacoli tecnologici!

Continua a leggere “Ma cosa stiamo diventando!”

Suor Mary Kenneth Keller

Casa, chiesa e informatica

Riprendiamo la nostra navigazione tra le donne dell’informatica parlando di una suora.

Mary Kenneth Keller, nacque a Cleveland, nell’Ohio, nel 1913, fu probabilmente  la prima donna ad ottenere un PhD in informatica negli Stati Uniti. Cos’è il PhD? Acronimo di Philosophiae Doctor è l’ultimo livello di istruzione universitaria mondiale e dà accesso a lavori prestigiosi e ovviamente molto ben retribuiti. Continua a leggere “Suor Mary Kenneth Keller”

L’importanza di Internet

Non arrendiamoci alla “tristità”

Oggi, curiosando in una pagina dedicata ai viaggi, mi sono soffermata a leggere le considerazioni di una ragazza che esprimeva il suo disappunto perchè, molto spesso gli iscritti a questo gruppo chiedono consiglio sulla scelta di un operatore piuttosto che di un piano telefonico e su come poter utilizzare il proprio cellulare all’estero. Concludeva il post chiedendosi come si faceva una volta senza internet e con l’esclamazione: “che tristità!”… no, non è un errore di battituta, proprio “tristità”. Continua a leggere “L’importanza di Internet”

Hedy Lamar: l’attrice scienziata

La “femme fatal” che inventò la connessione wireless

Eccoci nuovamente a parlare di donne e tecnologia… e che donne!!

Hedy Lamar è l’archetipo dell’attrice sensuale degli anni 30. Non solo, fu addirittura la prima ad interpretare una scena di nudo nel film Estasi. Ovviamente la la pellicola fu censurata e in alcuni Paesi tolta dal mercato.

Eppure, la quasi laureata in Ingegneria (rinunciò agli studi per seguire la carriera artistica), non solo fu bella e fatale ma fu anche una ricercatrice e scienziata.

Sempre negli anni ’30 brevettò, con l’amico e compositore George Antheil, un sistema di codifica delle informazioni che avrebbe consentito di comandare a distanza i mezzi navali e addirittura i siluri, suscitando ovviamente l’interesse degli apparati militari.

Di fatto gettò le basi dei sistemi informatici wireless (senza fili) e della telefonia mobile.

Niente male per essere una donna, un’attrice e un sex simbol!

E se scoprissimo che Belen…?

Il Computer è donna

Ada Lovelace Byron, la lady del computer

Il computer è uno strumento che genera due tipi di sentimenti: amore od odio. Fortunatamente per Marinella, io faccio parte della prima categoria, così posso compensare quella sua mancata predisposizione allo strumento. Per fortuna mia lei è però dotata di un’inestinguibile fantasia che va a riempire i miei buchi creativi!!

Approfitterò di Menti Vagabonde per parlare di altre donne che in tempi non comuni, hanno aperto la porta all’informatica e al Web.

Inizierò parlando di Ada Byron e già questo cognome a qualcuno ricorderà qualcosa, infatti questa donna, nata nel 1815, era figlia del noto poeta George Byron. Per quanto sua unica figlia, fu allontanata dal padre quando aveva solo un anno, da sua madre. Appassionata di scienze, logica e matematica le studiò utilizzanto una fantasia che forse le derivava dal DNA artistico del padre. Continua a leggere “Il Computer è donna”

Yes, we can!

Io e le tecnologia

Ieri sera con mio marito ci siamo fermati a guardare una partita di tennis in televisione. Premesso che non conosco questo sport, mi sono imbambolata seguendo il ritmico andirivieni della palla che le due abili tenniste si scambiavano cercando di bucare la difesa l’una dell’altra. Avanti e indietro, avanti e indietro… come il mio primo video game collegato alla televisione e le interminabili partite con mia sorella: uno schermo nero con due mattoncini che si dovevano spostare per intercettare e rilanciare una pallina… avanti e indietro, avanti e indietro. Continua a leggere “Yes, we can!”