Un lungo viaggio

Non ho mai fatto recensioni di libri, mi sono sempre limitata a parlare di un libro o di un altro in famiglia o con amici. Di un romanzo si suggerisce il titolo, si riceve in prestito, in regalo o si sceglie come regalo, cosicché anche la storia scritta dall’autore si intreccia con quella di chi ne entra in possesso e la fa sua. Anche il lettore si ritroverà a pensare e a parlare attingendo ai ricordi di ciò che ha letto.

In questi ultimi anni e soprattutto in questi ultimi giorni, ognuno si esprime con toni e argomentazioni diverse su quanto sta accadendo: povertà, guerre, migrazioni di popoli, integrazione.

Mi sono ritrovata tra le mani un libro letto qualche anno fa: “Nel mare ci sono i coccodrilli” scritto da Fabio Geda con Enaiatollah Akbari, reale protagonista di questa storia.

Enaiatollah, quando è ancora bambino, rischia di essere costretto in schiavitù perché richiesto alla sua povera famiglia come risarcimento di un danno economico. La madre lo nasconde, finché è costretta ad accompagnarlo dall’Afghanistan in Pakistan, e a lasciarlo lì, solo.

Enaiatollah farà un lungo viaggio passando per l’Iran, la Turchia, la Grecia, arrivando infine in Italia.

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” Il diciottesimo giorno ho visto delle persone sedute. Le ho viste in lontananza e subito non ho capito perché si fossero fermate. Il vento era un rasoio e briciole di neve mi otturavano il naso, e quando cercavo di toglierle con le dita non c’erano più. Dietro a una curva a gomito, d’un tratto, me le sono trovate di fronte, le persone sedute. Erano sedute per sempre. Erano congelate. Erano morte. Erano lì da chissà quanto tempo. Tutti gli altri sono sfilati di fianco, in silenzio. Io, a uno, ho rubato le scarpe, perché le mie erano distrutte e le dita dei piedi erano diventate viola e non sentivo più nulla, nemmeno se le battevo con una pietra. Gli ho tolto le scarpe e me le sono provate. Mi andavano bene. Erano molto meglio delle mie. Ho fatto un cenno con la mano per ringraziarlo. Ogni tanto lo sogno.”

Come una buona medicina che ci può aiutare a guarire, in questo caso dal male dell’incomprensione, consiglio questo libro, da leggere anche con i nostri bimbi, i nostri ragazzi. Forse loro, nonostante noi, diventeranno persone migliori.