Arde la vita

Anche il 2020 è arrivato

Lo abbiamo festeggiato in modi e luoghi diversi, con il suo carico di danni di cui la cronaca ci ha messo al corrente.

Si riprende, è tutto apparentemente diverso, seppur ancora uguale. Sì perché si inizia sempre con quel desiderio che fa capolino dentro di noi, di voler qualcosa di diverso, un diverso che ancora forma non ha. Con il trascorrere delle ore e poi dei giorni, tutto riprenderò il suo corso e in fondo si farà strada in noi l’idea che non abbiamo tempo per intraprendere cammini nuovi, anzi riaffioreranno dubbi, riecheggerà in noi il proverbio “Non lasciar la strada vecchia per la nuova….”

Il nuovo quale pegno e non soltanto impegno ci richiede?

Continua a leggere “Arde la vita”

Una giovane madre eritrea

Sin da quando ero bambina, il mese di dicembre è per me sinonimo di festa.

Anche senza avere grandi possibilità economiche, ci sono sempre state: le luci, un presepe, le pecorelle, la scoperta di un regalo nascosto sotto al letto. Una volta diventata adulta, ho sempre cercato di creare nella mia famiglia un’atmosfera gioiosa, serena, perché al di là della religione e del denaro che ognuno può spendere, la natività per me ha il valore della famiglia e soprattutto della condivisione. Un piccolo gesto verso chi ci è accanto e verso il prossimo è soprattutto un regalo che facciamo a noi stessi.

Facevo queste riflessioni proprio alcune sere fa…

Sto guardando una trasmissione che seguo abitualmente il venerdì. La giornalista mostra i filmati di una sua inchiesta girata nei centri di detenzione in Libia. Gli uomini chiedono di essere ascoltati, chiedono a lei di portare la loro voce, la loro richiesta di aiuto.

Nell’ultimo servizio intervista una giovane donna eritrea, ormai da quasi un anno e mezzo è bloccata in Libia con il marito e la figlia. Non riescono ad andare via, non hanno passaporto né denaro, lei non se la sentirebbe comunque di partire via mare, il viaggio non sarebbe sicuro, la sua creatura è così piccola. Il suo sogno è quello di andare via e di poter studiare, e che naturalmente un domani possa farlo anche sua figlia. Vorrebbe diventare un’infermiera, perché ha visto morire troppe donne di parto.

Continua a leggere “Una giovane madre eritrea”

Castelli da fiaba

Hohenschwangau e Neuschawanstein

Ero arrivata con la mia famigliuola e con gli amici collaudati a Füssen in una mattina di pioggia battente, un freddo decisamente non estivo attraversava jeans e felpe. A tutti, per un attimo, era balenata la domanda: ma chi ce l’ha fatto fare? Lasciare il sole italiano, le spiagge e il mare per andare a vedere dei castelli, anche nel nostro bel paese ne abbiamo diversi!

Invece fu amore a prima vista.

img_6789.jpg

Continua a leggere “Castelli da fiaba”

Viaggio poetico

Ogni tanto dovremmo passeggiare nella nostra città con lo sguardo del turista.

Il turista cammina con il naso all’insù, osserva palazzi, portoni e finestre, cerca di arrivare ai terrazzi dai quali spuntano fiori e foglie. Guarda le facciate delle chiese, si sofferma sulle sculture, allunga la propria visione ai campanili. Passeggia osservando strade, piazze, monumenti, si confonde con i residenti, osserva le vetrine cercando qualcosa di particolare. Si siede all’aperto, ai tavolini del centro storico per mangiare e bere qualcosa e intanto mescolare i suoi pensieri alle parole che ascolta. Il turista cerca un angolo particolare, un cortile, un lampione, un giardino fiorito, una fontana, qualcosa di originale da fotografare.

Marina Grey ogni tanto si sveglia turista, guarda con occhi nuovi le vie familiari nelle quali troppo spesso passa di corsa, ogni giorno qualcosa di nuovo può sfuggire. Continua a leggere “Viaggio poetico”