Vecchiaia

Ci vediamo sempre giovani?

Ormai tendiamo ad utilizzare poco questo termine in favore di: terza età, età della maturità, età avanzata, età della ragione, anzianità. Si cerca di ingentilire la condizione, di alleggerirla del tono dispregiativo che purtroppo gli diamo. Nei social non si invecchia, si diventa “anta”. Si mitiga una condizione nella quale si fatica a riconoscersi.

Invecchiare è un privilegio

Gli anni che viviamo sono il nostro ciclo biologico e l’arco temporale nel quale ricerchiamo la felicità, la nostra idea di felicità.

Quando riguardo le fotografie delle donne della mia famiglia, alcune poi sono immagini di molti anni fa, vedo volti di chi ha dato alla propria esistenza una considerevole dose di coerenza, scelte concrete non prive di sacrifici, di silenziosa accettazione. Non hanno avuto neanche il tempo di perdersi in sogni e ambizioni. Si prendono e si perdono occasioni, sulla banchina della vita, non ci si può soffermare a lungo, occorre fare quello che sembra la cosa migliore e forse l’unica opzione possibile in quel momento, in quel giorno, in quell’anno.

Oggi le donne si reinventano, dopo aver dedicato gran parte dei propri anni ad una relazione, alla famiglia, ai figli, ai genitori anziani o ad un lavoro spesso poco gratificante. Cercano di far pace con un senso del dovere che a volte è un compagno troppo esigente. Si percepisce che le “anta” sono in costante movimento, in continuo progresso. Quel che è stato è stato, ma quello che deve essere richiede uno sforzo ulteriore, uno spazio che è necessario ampliare, conquistare, perché facilmente si insinua la tentazione di abbandonare, di rientrare nel tran tran quotidiano.

I tempi che stiamo vivendo richiedono maggiore forza, è un diritto arrivarci e vivere questa benedetta vecchiaia. Non deve essere amara e solitaria, anche quando il corpo detta le sue regole e mostra i suoi limiti, anche quando lo specchio rimanda un’immagine che non corrisponde ai propri ricordi, anche quando per la società non c’è un rapporto costi/benefici favorevole. La vecchiaia è tempo di lotta per la vita, è conquista che va portata avanti minuto dopo minuto.

La vecchiaia non è tempo di quiete.

Materia grigia by Valeria Sechi

Un’amica speciale si racconta

Oggi vogliamo presentarvi un’amica che abbiamo conosciuto tramite Instagram. Tra tutti i profili che seguiamo il suo è tra i nostri preferiti. È una donna che ci piace, quella che nei nostri programmi avremmo voluto incontrare, perché lei è la dimostrazione che noi donne “diversamente giovani” possiamo andare a lavorare, pulire casa,  far la spesa e far quadrare il bilancio, seguire i figli e  i nipoti ed essere anche “qualcos’altro”… Continua a leggere “Materia grigia by Valeria Sechi”

Arde la vita

Anche il 2020 è arrivato

Lo abbiamo festeggiato in modi e luoghi diversi, con il suo carico di danni di cui la cronaca ci ha messo al corrente.

Si riprende, è tutto apparentemente diverso, seppur ancora uguale. Sì perché si inizia sempre con quel desiderio che fa capolino dentro di noi, di voler qualcosa di diverso, un diverso che ancora forma non ha. Con il trascorrere delle ore e poi dei giorni, tutto riprenderò il suo corso e in fondo si farà strada in noi l’idea che non abbiamo tempo per intraprendere cammini nuovi, anzi riaffioreranno dubbi, riecheggerà in noi il proverbio “Non lasciar la strada vecchia per la nuova….”

Il nuovo quale pegno e non soltanto impegno ci richiede?

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Una giovane madre eritrea

Sin da quando ero bambina, il mese di dicembre è per me sinonimo di festa.

Anche senza avere grandi possibilità economiche, ci sono sempre state: le luci, un presepe, le pecorelle, la scoperta di un regalo nascosto sotto al letto. Una volta diventata adulta, ho sempre cercato di creare nella mia famiglia un’atmosfera gioiosa, serena, perché al di là della religione e del denaro che ognuno può spendere, la natività per me ha il valore della famiglia e soprattutto della condivisione. Un piccolo gesto verso chi ci è accanto e verso il prossimo è soprattutto un regalo che facciamo a noi stessi.

Facevo queste riflessioni proprio alcune sere fa…

Sto guardando una trasmissione che seguo abitualmente il venerdì. La giornalista mostra i filmati di una sua inchiesta girata nei centri di detenzione in Libia. Gli uomini chiedono di essere ascoltati, chiedono a lei di portare la loro voce, la loro richiesta di aiuto.

Nell’ultimo servizio intervista una giovane donna eritrea, ormai da quasi un anno e mezzo è bloccata in Libia con il marito e la figlia. Non riescono ad andare via, non hanno passaporto né denaro, lei non se la sentirebbe comunque di partire via mare, il viaggio non sarebbe sicuro, la sua creatura è così piccola. Il suo sogno è quello di andare via e di poter studiare, e che naturalmente un domani possa farlo anche sua figlia. Vorrebbe diventare un’infermiera, perché ha visto morire troppe donne di parto.

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Sogni e progetti

Il tutto e il niente: parte b (Il tutto e il niente)

I sogni sono sogni e in quanto desideri, in parte non potranno essere realizzati.

Nascono e crescono in noi, poi con gli anni, la maturità e un pizzico di cinismo dovremmo trovare il coraggio di porci alcune domande. Non è stato possibile realizzarli? Non siamo stati in grado di batterci fino in fondo per essi? Non è più il momento giusto?

Allora lasciamoli andare, abbandoniamoli. Impieghiamo più energia ad essere scontenti che contenti. Ogni tanto ci ripenseremo, forse con un po’ con malinconia, ma non farà male.

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Castelli da fiaba

Hohenschwangau e Neuschawanstein

Ero arrivata con la mia famigliuola e con gli amici collaudati a Füssen in una mattina di pioggia battente, un freddo decisamente non estivo attraversava jeans e felpe. A tutti, per un attimo, era balenata la domanda: ma chi ce l’ha fatto fare? Lasciare il sole italiano, le spiagge e il mare per andare a vedere dei castelli, anche nel nostro bel paese ne abbiamo diversi!

Invece fu amore a prima vista.

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Menti in viaggio

Raccontano emozioni

Noi menti…in quanto vagabonde, parliamo spesso di viaggi, di luoghi che abbiamo visitato o che desideriamo conoscere. Gabriella viaggia anche in camper da moltissimi anni (è una camperista esperta), ha raggiunto molti posti, molti più di me che probabilmente ho una vena meno avventurosa. Ho comunque viaggiato nel suo primo storico e improbabile camper un paio di volte molti anni or sono, ma questa è un’altra storia che a tempo debito racconterò.

Lei ad esempio ama la montagna, mentre io preferisco il mare in tutte le stagioni, ma ad entrambe piace, anche se solo per un periodo limitato, provare a vivere…

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Alla Sacra di San Michele

Tra sacro e profano

Oggi è una bella giornata di sole e ho voglia di uscire dalla città, ma dove andare?

Il dubbio dura un attimo perché c’è solo un posto che mi regala emozioni e anche un pizzico di mistero: andrò alla Sacra di San Michele.

A circa quaranta chilometri da Torino arroccato su una montagna impervia sorge il santuario benedettino dedicato a San Michele. Esso fa parte di un percorso lineare che inizia a Skellig Michael in Irlanda, passa da St. Michael’s Mount in Cornovaglia, tocca il famoso Mont Saint Michel in Bretagna, arriva in Piemonte, più precisamente a Sant’Ambrogio per ripartire alla volta della Puglia a Monte Sant’Angelo, lascia l’Italia, arriva in Grecia al Monastero di San Michele e termina al Monastero di Monte Carmelo in Israele. Continua a leggere “Alla Sacra di San Michele”