Di chi aver paura

Di mio padre rammento spesso una frase che era una sorta di ammonimento, allora ero troppo piccola, pensavo si riferisse soltanto alla paura che avevo dei bau bau della notte, dei fantasmi.

Non devi aver paura dei morti, ma dei vivi.

Anni dopo ho ritrovato le sue parole

( tratto da “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti).

Non ti senti un po’ antipatica?

Si festeggia…

Dopo…

le luci, i colori, gli alberi e gli alberelli, le palline che rotolano e fanno felice il gatto – per chi ha un gatto -, le pecorelle che proprio non stanno su – troppa carta, troppe montagne, mica c’erano tutte quelle montagne e tutta quella neve, finta, che svolazza in ogni dove –.

Dopo… Continua a leggere “Non ti senti un po’ antipatica?”

Colpa del prosecco

 

“Ciò che neghi ti sottomette, ciò che accetti ti trasforma. “(Carl Gustav Jung)

Conoscevo questa frase, l’ho ritrovata ieri, casualmente, alla vigilia di questo nuovo anno. Jung direbbe: principio di sincronicità.

Penso sia un proposito e un augurio. Eh sì, basta fare inutili, improbabili e ardui progetti che diventando inattuabili peseranno come macigni. Voglio vedere poi come si potranno buttare alle spalle quando ci appresteremo ad affrontare il prossimo anno, Dio piacendo.

Iniziamo questo anno con consapevolezza, guardando finalmente, da persone adulte e responsabili la nostra vita (lasciando comunque vivo dentro di noi il fanciullino che abbiamo dimenticato dentro la pagina del libro😅). Continua a leggere “Colpa del prosecco”

Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…

Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…

pensare di aver fatto non il meglio che potessi fare, ma ciò che ritenevo giusto e nelle mie possibilità, nelle mie forze.

Pensare di aver colto quello che immediatamente non potevo aver visto, ma soltanto lontanamente percepito.

Pensare di aver provato attimi di felicità, se non dentro di me, negli occhi di chi mi è stato accanto.

Pensare di esser stata curiosa e aperta ad ascoltare e di aver potuto dire tutte le parole che dentro mi scrivevo.

Pensare di aver riso o soltanto sorriso e di aver soprattutto condiviso. Continua a leggere “Un domani vorrei sedermi sulla mia poltrona e…”

Voglio diventare Youtuber

Un venerdì pomeriggio.

Sono circa le quattordici, il marciapiede è invaso da giovani studenti che, uscendo dalla vicina scuola media, allegramente si avviano verso le loro abitazioni. Spingono i loro trolley in avanti come carrelli della spesa, si spintonano, si sbracciano nel salutare i compagni che sono dall’altro lato della strada. Continua a leggere “Voglio diventare Youtuber”

Chissenefrega!

Elucubrazioni mentali sugli anni scritte all’amica.

Si aspetta il primo ciclo per sentirsi finalmente donna, il primo bacio per scoprirsi innamorata, si attendono i diciott’anni per avere la patente, il primo lavoro per ritenersi indipendente, il primo vagito di un figlio per sentirsi infine mamma. Si aspettano gli anni a tutto tondo, i quarant’anni forse per comprendere di più il mondo.

Così come si attenderanno gli anni successivi, che arriveranno sullo stesso volto, gli stessi occhi, gli stessi gesti e gli stessi pensieri. A volte affliggeranno, come la fine di una bella giornata, di una vacanza o di una speranza e il trascorrere del tempo sembrerà più veloce, non si potrà ancora rinviare, delegare, giustificare.

Tuttavia gli anni non saranno una linea di confine, ma un passaggio. Ogni nuovo capitolo sarà solo l’inizio della scrittura, varrà la pena viverlo appieno, senza più le pene dell’adolescenza, le incertezze della gioventù, le ansie degli obiettivi. Continua a leggere “Chissenefrega!”