Il cinema sul balcone

Il cinema sul balcone nelle sere d’estate era veramente divertente.

Quando ero ancora una bambina abitavo in una casa di ringhiera, ovvero un edificio con lunghe balconate sul lato cortile, per cui la vita sociale era molto vivace. C’era sempre qualcuno che passava davanti alle varie porte (rigorosamente con i vetri) e alle finestre. Tutti vedevano tutto e sentivano di tutto. I più fortunati erano coloro che abitavano alla fine del ballatoio, perché potevano mettere un piccolo cancello e delimitare il proprio spazio, altrimenti era tutto un aprire e chiudere cancelli.

Fortunati erano anche i bimbi che abitavano alle estremità di una balconata, perché potevano facilmente organizzare il cinema. Continua a leggere “Il cinema sul balcone”

Una donna ha bisogno di luce

Dedicato a tutte le donne che sono rimaste da sole a cercare la luce

BUM!

Si è spento tutto. È buio, non ho mai amato il buio, sono una creatura che ha bisogno di luce.

Non sento più alcun rumore, che silenzio, sì è un silenzio strano, profondo. Si può dire che un silenzio è profondo? Chissà!

Perché mi vengono in mente questi pensieri? Forse perché sono qui, ma qui dove? Buio, silenzio, assenza. Sono assente da cosa? Da dove? Continua a leggere “Una donna ha bisogno di luce”

La mia amica voleva fare la Madonna

Io ero meno ambiziosa.

I bambini osservano, registrano, custodiscono e diventati ormai adulti, ritornano a sentirsi bambini quando ricordano emozioni e desideri ormai lontani.

Ero nel gruppetto di amiche che ha riso, ma anche provato tenerezza, nell’immaginare l’amica Gabriella, allora piccola futura amica Gabriella, che sedeva leggiadra su di una pietra intenta a “fare” la Madonna e ad osservare un piccolo mondo agreste

Invece io, quando ero ancora piccina, a seconda dei momenti ho desiderato essere: una maestra, una parrucchiera, una dottoressa, una mamma!

Ero un tantino meno ambiziosa di lei!

Ricordo in modo particolare che la fantasia accorreva in mio aiuto quando venivo costretta a fare il cosiddetto riposino pomeridiano, avevo così tante cose da fare…ed ero poi così giovane, per cosa mi sarei mai dovuta riposare? Continua a leggere “La mia amica voleva fare la Madonna”

Fado

 

Ora che sono sull’aereo che mi sta riportando a casa e guardo dal finestrino la terra portoghese che si allontana, sento un po’ di malinconia,

non tanto perché i giorni di vacanza con la mia famiglia e con i miei amici sono ormai giunti al termine, ma perché quando vado via da un luogo lontano, mi ritrovo a pensare che non so se avrò ancora l’occasione di rivederlo.

Anche se per pochi giorni, mi sento sempre parte del paese che visito.

Porterò nel cuore la casetta di Lisbona con la facciata di azulejos; raggiungevamo a fatica l’appartamento al terzo piano, ma da lassù avevamo una vista splendida della città. Il salotto con le lampade, una ricca collezione di cd di Fado, il tavolino zeppo di cartine e guide sul quale la sera, con il nostro immancabile caffè, progettavamo l’itinerario per il giorno successivo. Continua a leggere “Fado”

Fuori

Quando visito una città, mi piace molto camminare e osservare le persone che vi abitano.

Oltre ai turisti, allegri, rumorosi, colorati, oltre alla gente che cerca di condurre la propria vita nonostante l’invasione estiva, ci sono loro…i dimenticati. Uomini e donne, giovani e meno giovani che conservano il loro mondo dentro sacchetti di plastica e dormono su panchine o ripari improvvisati davanti a chiese e negozi.

L’estate scorsa ne avevo notati tanti a Budapest, soprattutto nelle stazioni della metropolitana. Non disturbano nessuno, stanno lì.

Noi turisti non li vediamo, facciamo finta di non accorgerci di loro, nulla deve rovinare i nostri giorni “felici”. Continua a leggere “Fuori”

Cuore di mamma vigile

Erano le diciotto passate di un venerdì sera.

Camminavo frettolosamente per sbrigare le mie ultime commissioni, ero decisamente in ritardo e c’era un po’ di confusione in una delle vie più commerciali del mio quartiere, nonostante il mio passo sostenuto, avevo notato una bimbetta di circa quattro anni, piccolina, carina con il suo piumino rosa, stava mangiando qualcosa, penso un pezzetto di focaccia.

A passo sostenuto come avrò fatto? Chi lo sa! Sono miope, ma registro sempre velocemente i particolari di una situazione, forse ho una mente fotografica per compensare quello che la natura non mi ha dato! Registro anche perché sono l’alter ego della Signorina Rottermeier…secondo me ai bambini non va data una merenda in prossimità della cena!!! Continua a leggere “Cuore di mamma vigile”