Vabbè vado…

Guardare con gli occhi di una ragazzina…

Che scomodo questo divano, ma è stato sempre così piccolo? Sembra si sia ristretto, adesso stropiccio questi cuscini e mi sistemo, la nonna Nonna al tempo del Covid mi guarderà di traverso, poi si farà una delle sue risate, mi chiama spilungona, lei è proprio diventata piccina, io le rispondo che non sono cresciuta troppo io, ma è lei ad essere ormai una piccoletta!

Apre e chiude le ante della sua cucina e frulla frulla, fa un rumore infernale quell’aggeggio, devo ricordarmene quando con la mamma ci scervelliamo per farci venire in mente un regalo utile da farle. Appena entro in casa, mi libero delle mie scarpe e mi siedo sul divano, anzi mi tuffo come mi fa sempre notare e lei mi prepara una torta, non serve neanche che le mandi qualche messaggio o cominci a guardarmi in giro alla ricerca di qualcosa di buono. La sua cucina sa di buono. Continua a leggere “Vabbè vado…”

Aggiustiamo…

Ultimamente Gabriella mi rimprovera una certa deriva malinconica.

Probabilmente ha ragione, anche se credo che in me ci sia sempre stata una vena crepuscolare eheheh! Non sono una una psicologa, una coach motivazionale, ma credo di saper ascoltare, per questo in famiglia e con le amiche, quando la situazione lo richiede, cerco di sdrammatizzare e di incoraggiare, delle volte mi riesce anche bene! D’altronde sentirmi vicina a qualcuno, utile anche solo quando dico la parola giusta al momento giusto, mi spinge a guardare in avanti, a rinfrancare me stessa. Per quanto possibile tento di dare il giusto peso a certe preoccupazioni che attanagliano.

Invidio chi sa vivere con il sorriso ovunque e comunque, a volte ho il dubbio che celi solo timori e insicurezze, ma chi sono io per criticare questo atteggiamento? Allora questa mattina mi sono risvegliata con un pensiero, come dimostrare all’altra mente vagabonda che non voglio crogiolarmi in pensieri nostalgici e mesti?

Condividendo un aforisma:

Il pessimista si lamenta del vento, l’ottimista aspetta che cambi, il velista aggiusta le vele

(Nicolas Chamfort)

Ecco, non che debba costruire barche, ma qualcosa, magari un progetto che mi porti a veleggiare lontano. Nutrirsi soltanto di un’attesa fiduciosa che qualcosa prima o poi cambi, vale fino ad un certo punto, serve nelle frasi di circostanza, quando si scambiano convenevoli, ma ora la situazione richiede impegni diversi. Abbiamo bisogno di metterci al lavoro, di non aspettare che compiano gli altri i passi che dobbiamo invece fare noi.

Non garantisco sui prossimi post, però oggi mi sono impegnata… e voi? 

Komplotto!

Il settimo giorno

È domenica, il settimo giorno, quello che dovrebbe essere dedicato all’agognato riposo. Non bisognerebbe pensare a cose tristi o noiose, ma fare qualcosa di rilassante, magari divertente.

Sui social il messaggio dovrebbe essere positivo, propositivo…

Però oggi non riesco a seguire questo consiglio, anche quello di non usare “parolacce”. Piacciono troppo le teorie complottiste e la parola libertà viene usata e abusata. C’è sempre un potere oscuro, qualcuno che tira le fila dall’alto, che muove gli ingranaggi, che sta in una fantomatica stanza dei bottoni, dietro le quinte, sotto il letto, sopra l’armadio, in cantina… Continua a leggere “Komplotto!”

In questi giorni, in questo periodo

In tempo di pandemia

Mi rendo conto che ormai quando scrivo, esordisco spesso con: in questi giorni, in questo periodo…

Quello che era ieri, sembra si sia allontanato, sia meno delineato, chiaro, contestualizzato. Le persone mi sembrano diverse e lontane dall’idea che mi ero fatta di loro. Sono cambiate o più semplicemente erano già così? Quanto sono state influenzate da questi giorni, da questo periodo. C’è poi un aspetto particolare, questo cambiamento l’ho notato in chi per me ha una rilevante preparazione culturale e dovrebbe quindi aver maturato una certa esperienza, stabilità emotiva e capacità di discernere…fino ad ora…

Continua a leggere “In questi giorni, in questo periodo”