La nonna portinaia

Quella volta in cui mi pronunciai contro la guerra.

Durante la mia infanzia, soprattutto quando ero ancora piccina, passavo molte ore della mia giornata con i nonni che erano i portinaia dello stabile nel quale abitavo.
Tanti sono i ricordi legati ad episodi di vita di quegli anni. Lui era un uomo magro, con dei bei baffoni e una piccola pelata sulla testa che io regolarmente annaffiavo confidando in una ricrescita dei capelli, gli dicevo sempre di aspettarmi perché quando sarei diventata grande lo avrei sposato. Lei era invece un donnone, aveva occhi di ghiaccio, grigi come i capelli che portava, accanita fumatrice, non era esattamente una lady per modi e parole. Proveniva da una famiglia povera, era stata una mondina, aveva vissuto la guerra, ed era arrivata in città con niente e un paio di zoccoli ai piedi. Continua a leggere “La nonna portinaia”

Tsukumogami 付喪神

Gli spiriti delle cose.

Da bambina parlavo con le mie bambole, giocavo con i giocattoli o gli oggetti che man mano la mia fantasia trasformava in qualcosa di animato. Non mi piaceva fare il riposino pomeridiano al quale mi obbligavano la mamma o la nonnina che si occupava di me – ho avuto schiere di nonne – , quindi il mio letto diventava un palcoscenico e la coperta il mio abito da sera.

In seguito il film di animazione  “Toy story” mi ha aperto un mondo, con fatica ho gettato giocattoli ormai inutilizzabili, il più delle volte li ho riciclati o sono finiti in solaio, così tra loro si fanno compagnia. Qualcuno è comunque rimasto qui in casa e nessuno della nostra famiglia ormai osa disfarsene, saranno l’eredità di eventuali futuri nipoti.

Insomma per me gli oggetti hanno una forma di anima, sono vissuti con me, mi sono stati utili e quindi qualcosa di mio è passato a loro, così come qualcosa di chi me li ha regalati o semplicemente prestati. Continua a leggere “Tsukumogami 付喪神”