Auguri di Natale

da Menti Vagabonde

Auguri a chi davanti ad un foglio bianco sente la testa vuota e a chi le parole si fermano in punta alla lingua.

Auguri a chi non sa ancora cosa regalare

Auguri a chi si fa il regalo a cui nessuno penserà

Auguri a chi ha deciso di mettersi a dieta dopo le feste

Auguri a chi non si aspetta nulla e doppi auguri a chi si aspetta tanto.

Auguri a chi si sente triste e a chi invece è felice

Auguri a chi non sente la magia del Natale e a chi questa notte dormirà male aspettando di poter aprire quel pacchetto

Tanti auguri a tutti voi che ci avete tenuto compagnia in questi mesi e che con la vostra presenza ci avete dato l’energia di continuare i nostri “Vagabondaggi”

Auguri a chi è lontano

Che la fortuna ci sorrida!

Siamo scaramantici?

Forse ognuno di noi ogni tanto compie un gesto scaramantico, quasi senza accorgersene, automaticamente. Così come qualcuno si sarà ritrovato a scegliere un oggetto, magari strano, inusuale o invece addirittura banale, come piccolo portafortuna personale, da conservare in borsa o in un taschino della giacca.

Perché ho un pulcinella sul mio albero di Natale?

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La bella Torino

Una passeggiata natalizia

Un luogo visitato durante una vacanza, diventa un ricordo che dà il via a tutta una serie di sensazioni che arrivano come onde che ci sfiorano, si ritirano, per ritornare nuovamente.

Mi piace raccontare cosa mi è rimasto dentro di uno scorcio di mare, di una strada assolata, di un palazzo antico. Mi piace ripensare ai miei passi su piazze affollate, scale maestose, vicoli nascosti. Ogni giorno percorro centinaia, migliaia di passi anche in posti a me familiari, che non richiedono un biglietto aereo o una guida turistica, perché sono zone che io conosco, nelle quali vivo.

Come potrei allora non parlare della mia città, di Torino

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Questa vita cambierà

Dedicato ad una giovane amica

In questo nostro blog parliamo di donne, di amicizia e di come, spesso, si debba essere forti. Oggi vorrei parlare ad una giovane donna che sta passando un momento difficile e a cui voglio bene.

Spero che le mie parole possano regalarle un po’ di sollievo…forse faranno bene anche al cuore delle amiche di Menti.

Le dedico questa canzone che appartiene ad un mio caro ricordo. Avevo 15 anni quando l’ascoltai per la prima volta in un musicassetta registrata che mi era stata regalata da un amico e mi colpì. Tutte le volte che il mio cuore ha sanguinato (e sanguina) la canto per incoraggiarmi.

Oggi la canto a lei …

Napoli e le declinazioni della gentilezza

Si stanno ormai avvicinando le vacanze natalizie.

Vi porto allora a fare un giro nei miei ricordi di un’estate. Napoli potrebbe essere un’idea per un viaggio proprio nei prossimi giorni, magari per fare un giro in via San Gregorio Armeno, la strada degli artigiani dei presepi.

“Attonita, affascinata, saltava con gli occhi dan una scena all’altra. La strada, senza marciapiedi, era, ai bordi, una serie ininterrotta di banchetti, illuminati da torce e lanterne colorate. Vi si vendeva di tutto a una folla rissosa e ingorda […] Sullo sfondo, nero immenso vicinissimo, il Vesuvio intento ai suoi infocati gorgògli [… ] La scosse la vocetta del vetturino, recitante con frenesia – Lo San Carlo. Lo palazzo reale. Santa Lucia. Lo Gigante. Lo San Carlo […] Ma qui non era come a Roma. Non aveva paura. La gente non mostrava aria cattiva; nonostante la povertà dell’esistenza, sembrava soddisfatta di stare al mondo. Le pareva, inoltre. di leggere negli occhi, nei gesti, semplice, superiore sapienza […] (Enzo Striano, Il resto di niente).

Negli ultimi anni ho visitato diverse città, ho incontrato persone, ricevuto cortesie, ma a Napoli ho ritrovato l’autentico senso dell’ospitalità, dell’amore verso la propria città. Ho visto la disponibilità del passante che se si accorgeva di un turista in difficoltà sulla direzione da prendere, prontamente indicava il percorso migliore e consigliava la visita della chiesa vicina elencandone le sue bellezze; del negoziante che regalava, con la mozzarella acquistata, un chilo di ricotta, o di quello che faceva assaggiare tutti i suoi Limoncelli mettendo a rischio la sobrietà dei clienti.

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Una giovane madre eritrea

Sin da quando ero bambina, il mese di dicembre è per me sinonimo di festa.

Anche senza avere grandi possibilità economiche, ci sono sempre state: le luci, un presepe, le pecorelle, la scoperta di un regalo nascosto sotto al letto. Una volta diventata adulta, ho sempre cercato di creare nella mia famiglia un’atmosfera gioiosa, serena, perché al di là della religione e del denaro che ognuno può spendere, la natività per me ha il valore della famiglia e soprattutto della condivisione. Un piccolo gesto verso chi ci è accanto e verso il prossimo è soprattutto un regalo che facciamo a noi stessi.

Facevo queste riflessioni proprio alcune sere fa…

Sto guardando una trasmissione che seguo abitualmente il venerdì. La giornalista mostra i filmati di una sua inchiesta girata nei centri di detenzione in Libia. Gli uomini chiedono di essere ascoltati, chiedono a lei di portare la loro voce, la loro richiesta di aiuto.

Nell’ultimo servizio intervista una giovane donna eritrea, ormai da quasi un anno e mezzo è bloccata in Libia con il marito e la figlia. Non riescono ad andare via, non hanno passaporto né denaro, lei non se la sentirebbe comunque di partire via mare, il viaggio non sarebbe sicuro, la sua creatura è così piccola. Il suo sogno è quello di andare via e di poter studiare, e che naturalmente un domani possa farlo anche sua figlia. Vorrebbe diventare un’infermiera, perché ha visto morire troppe donne di parto.

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Natale sta arrivando

Attenzione all’ansia

Prima della festa, delle immancabili luci, del panettone troppo dolce, del torrone spacca denti, delle candele che colano sulla tovaglia ricamata, c’è sempre quella malinconia che forse prelude al sorriso.

Quanti sono i giorni di festa che abbiamo accantonato nella memoria, che ormai ci si rassegna a non ritrovare più e quanti invece proprio perché sono ancora lì, anche loro sono ormai irripetibili?

I bambini sono cresciuti, gli adolescenti pure, alcune persone ci hanno lasciato, malgrado loro, altre hanno scelto l’assenza invece della costante presenza.

C’è sempre un po’ di ansia, di aspettativa, come alle prove di una grande ennesima rappresentazione che a volte è noiosamente ripetitiva ma della quale non si può proprio fare a meno.

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Regali di Natale tecnologici

Pensieri utili ed economici

I primi giorni di dicembre ci introducono in quel periodo che dovrebbe essere caratterizzato da pensieri d’amore e di pace… se non fosse che è tempo di regali.

È sempre più difficile trovare il regalo giusto e soprattutto gradito senza per questo dover chiedere un finanziamento alla banca.

Se per i bambini la scelta in questo senso è più vasta, per gli adulti le cose si complicano. Così anche io sto pensando a cosa scegliere.

Un suggerimento dal mondo tecnologico

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I calendari di Colorland

La fantasia al computer

Rieccoci all’angolo informatico. Mi piace spiegare l’uso di App che non cambiano certo la vita, però la rendono più allegra. I miei allievi poi, quando vedono il lavoro finito, si sentono (e lo sono) dei piccoli geni informatici e la soddisfazione aumenta quando ricevono i complimenti di amici e parenti.

Adesso, sotto Natale, le mie classi sono in fermento perchè hanno la possibilità di creare con il computer regali di grande effetto. Chi legge i nostri post qui su WordPress o su Instagram, ha sicuramente una discreta preparazione informatica e magari sorride di queste considerazioni, ma per chi si è avvicinato tardi a questo mondo, ogni successo è molto più apprezzato di quanto si pensi.

Cosa regalo a Natale di particolare?

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Non ti senti un po’ antipatica?

Si festeggia…

Dopo…

le luci, i colori, gli alberi e gli alberelli, le palline che rotolano e fanno felice il gatto – per chi ha un gatto -, le pecorelle che proprio non stanno su – troppa carta, troppe montagne, mica c’erano tutte quelle montagne e tutta quella neve, finta, che svolazza in ogni dove –.

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