Google Arts & Culture

Esplora l’arte con Google

Utilizzare il computer non vuol dire sempre “lavorare”, fortunatamente spesso lo si usa anche per passatempo. Il mondo del web è una continua fonte di ispirazione: su internet puoi trovare notizie, giochi e cultura.

Proprio di cultura Vi voglio parlare e più precisamente di un servizio che Google ci fornisce, di inestimabile valore: Google Arts & Culture.

Sto parlando di un sito in cui potrete visitare musei, mostre e luoghi nel mondo, potrete conoscere culture, movimenti sociali e storici che hanno cambiato il mondo.

Cosa devete fare? Prima di tutto collegatevi a questo indirizzo:

https://artsandculture.google.com/.

Adesso cosa vi serve? Solo tanto tempo a disposizione!!!

Se volete potete anche consultare questa dispensina che ho elaborato per i miei allievi: Apri Google Arts and Culture

Una nuova amica

TeoDieta – cibo e spiritualità: la strana coppia

Tra i motivi che ci hanno spinto ad aprire un blog, c’è la voglia di conoscere persone interessanti, soprattutto se nostre coetanee, perchè ci piace pensare che l’età non è un deterrente, ma uno stimolo a reinventarsi, a mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze di vita.

È proprio in quest’ottica che ci fa piacere ospitare nelle nostre pagine una nuova amica: Maria Fiorito, che ci parla di lei e della sua creatura…

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Informatica e matematica? Un gioco da ragazze

Una storia made in Amazon

“Determinate, tenaci e con una media dei voti invidiabile: Beatrice Occhiena e Rania Zaed, ventenni, sono le vincitrici della borsa di studio Women in Innovation (Donne nell’Innovazione) di Amazon, rivolta alle studentesse universitarie più brillanti nelle discipline scientifiche. Ma guai a chiamarle secchione!

Jungle chic

Questa settimana ritorna Francesca di Relove con una sua proposta.

Più che mai di tendenza, anche per l’inverno 2019 – 2020, l’animalier è facile, basta seguire la “regola dell’ 1 “: un solo capo maculato, per favore!
Anche se non siete appassionate del genere provate comunque ad osare, a cambiare: dopo i 50, indossato nel modo giusto, può impreziosire il vostro stile come non avreste mai pensato.
È una fantasia adatta a una donna speciale, consapevole della propria femminilità e sensualità, che si sente libera di rivelare anche la propria vena eccentrica, quando è il momento!

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Garbuiella o Berlusca?

I soprannomi dell’infanzia

La nostra era una borgata ai piedi del paese con un unico negozio che vendeva un po’ di tutto, la cui insegna, se mai ci fosse stata, era: “Tina d’la butega” (la bottega di Tina… più o meno).

– “Vado a prendere il pane da “Tina d’la butega”
– “Vai a comprare il sapone da “Tina d’la butega”

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Di chi aver paura?

Quando ero ancora una bambina non sapevo proprio cosa fosse Halloween, non si scherzava molto in occasione della festa di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.

Una nonnina vicina di casa usava apparecchiare il tavolo con un posto in più, mettendo delle castagne in un piatto per ricordare chi non c’era più. Negli anni poi qui in Italia si è cominciato a far nostra anche questa festa. In effetti ha un suo fascino questa ricorrenza di origine celtica, che poi è stata trasformata in qualcosa di più commerciale, come tutto viene trasformato ormai dall’era “moderna”.

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This is America!

Sulle tracce della mitica Route 66

Mio marito riposa mentre io guido, per la prima volta, lungo le strade del West America. È il nostro primo giorno “on the road” e i chilometri percorsi sono già tanti, ma dobbiamo arrivare ad Amboy prima di sera ed è già pomeriggio inoltrato.

La radio suona canzoni country, mentre la macchina sembra andare da sola. La strada divide il deserto in due e il cielo terso sta prendendo i colori del tramonto.

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Moleskine Smart Set

Per non rinunciare al fascino della carta e alla comodità della tecnologia

So già che i puristi della scrittura a mano su carta, magari su Moleskine che conservano gelosamente impilate nelle proprie librerie, inorrideranno leggendo quanto segue.

Curiosando per il web ho trovato questo articolo

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Youssef

Per non dimenticare

“Mamma perdonami, non ce l’ho fatta.

È salato questo mare, l’acqua rende rugose le mani.
Tra il caos delle onde non avrei mai pensato di tornare bambino e supplicare il tuo nome:
“Mamma” ma non è un grido d’aiuto ora, è un capriccio che mi coccola il cuore.

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“Mamma, mamma” piagnucolando, ma non è solo per me che dispero, ho paura che mie notizie ti strappino via il sonno e ti lacerino il cuore.
Chiedi scusa ai miei fratelli per le attenzioni tue che ho rubato ai loro successi, ma è Dio che ha donato al più sfortunato dei figli le pene e le attenzioni della madre.Ti lascio il ricordo del mio cuore e la sua traccia sulla terra ora che giace in mare, raccontalo tu che ne conosci luci e ombre, tu che lo conoscevi prima che provasse l’amore, prima che conoscesse la sofferenza.E mamma, ti prego, parla tu con Dio, tu che puoi, convincilo delle mie intenzioni.“Mamma” balbetto un’ultima volta; per far sì che le mie labbra, pronunciando la parola, si incontrino due volte e ti arrivino come baci.Youssef El Hirnou

Abbiamo scoperto Youssef per caso su Facebook. Ci ha colpito il suo modo di scrivere, la maturità di un ragazzo poco più che ventenne che vive e agisce come tutti i ventenni, ma che quando prende la penna in mano sa trasmettere con le parole emozioni come amore, passione, rabbia. Nel 2017 è stato pubblicato il suo primo libro: “Uè Africa!” Diario di un Marocchino, nel quale racconta la sua storia familiare e di quanto sia difficile integrarsi in un paese straniero, mantenendo viva la propria identità culturale. È poi partito per un lungo viaggio, ha toccato vari paesi quali Germania, Polonia, Russia, Mongolia, Cina, Vietnam, Thailandia, India, Egitto, Etiopia e altri ancora. Ha incontrato persone, visto luoghi, ha seguito pensieri che ha descritto attraverso i social. Da qualche tempo è rientrato a Torino e leggendo ciò che che abbiamo condiviso, pensiamo che dalla sua penna possano, anzi debbano, scaturire ancora tante e tante parole.

Se vuoi conoscere meglio Youssef El Hirnou seguilo su:

Tempo di vendemmia

Io sono la cittadina di questo duo che è menti vagabonde, una parte dei miei ricordi bucolici risale ad alcuni momenti trascorsi nella casa dei nonni di Gabriella.

Entrambe abbiamo avuto un parente centenario, io una nonna e lei un nonno. Quando l’ho conosciuto era già molto in avanti con gli anni, ancora oggi non saprei descriverne le caratteristiche fisiche se non che non fosse molto alto e avesse una magra corporatura. La mia immaginazione lo aveva associato alla tipica figura del vecchietto di molti film western, quello che parlava con la pipa in bocca, fischiettando un po’ e sentendo poco. Ora non so se effettivamente suo nonno fischiettasse parlando, ma quasi sicuramente non sentiva più molto bene. Continua a leggere “Tempo di vendemmia”