Attraversamento

…2022

Mi sveglio, fuori è ancora buio, la sveglia mi indica l’ora e il giorno: 31 dicembre. C’è silenzio e mi piace sapere di essere l’unica persona sveglia in casa, sapere di essere sola, senza essere realmente da sola, e ascoltare il respiro di chi dorme accanto a me, mentre in strada passa un’auto solitaria e qualcuno scende frettolosamente le scale lasciando dietro di sé il rumore del portoncino che si chiude da solo.

Il gorgoglio della caffettiera, uno sbuffo di vapore sale verso la luce accesa sul fornello e la tazza è lì accanto, pronta ad accogliere il primo caffè del giorno.

Un costante e duro esercizio tenere sotto controllo i pensieri, la spinta aggressiva, quel moto che renderebbe materia la preoccupazione, la rabbia e la delusione di questi ultimi anni.

Un costante e duro esercizio vivere questi tempi. Occorre provare come l’atleta che ogni mattina si alza dal suo letto pronto ad affrontare la giornata scandita dai suoi allenamenti. Paure, prove, successi e fallimenti, sempre alla ricerca di quel centimetro in lunghezza o in altezza, sempre teso ad eliminare un decimo di secondo o a conquistare un altro punto. Tutto perché si possa liberare dalla frustrazione di un’ennesima prova.

Cerco di guardare agli altri con il sorriso e la pazienza, sapendo da sempre che ci saranno momenti che rifiuterò di accettare ma che lascerò andare, perché niente è immutabile, tutto potrebbe sempre deludermi quando il mio punto di vista prende il sopravvento…anche quando non dovrebbe essere così.

Su cosa basiamo le nostre certezze e di conseguenza le nostre insicurezze? Sono proprio le insicurezze a dettare le nostre regole, sono loro che ci allontanano o ci avvicinano agli altri. Se siamo troppo sicuri non cerchiamo conferme, andiamo e basta, coperti da questo manto che sembra uno scudo o uno scettro con il quale impartire ordini a noi stessi e a chi ci è accanto, con la presunzione di sapere, senza farci sfiorare dall’ombra di un dubbio.

Un costante e duro esercizio controllare quanto si agita, la spinta che precede lo scatto, io sento che quella forza va governata, perché le parole troppo libere possono diventare prepotenti, prevaricatrici.

Quanto tempo è passato!

Dal rivedere luoghi, persone o nel ritornare a qualcosa che avevamo lasciato lì, in sospeso, come le pagine di un romanzo che riprendiamo cercando di ritrovare l’interesse per una storia che quasi non ricordiamo più. E dopo questo fuggevole pensiero o questa frase ripetuta con il sorriso, forse nascosto dalla mascherina che è entrata a far parte dei nostri accessori quotidiani, scoprire che è bello ritrovarsi anche se ci avrebbe fatto piacere vedere un cambiamento.

Negli altri o in noi?

Durante questo ultimo anno io e Gabriella siamo state lettrici silenziose, ma molto ha animato le nostre chiacchiere, tutto quello che è accaduto nella nostra vita e attorno a noi. Abbiamo imparato non solo a vivere giorno dopo giorno tutto ciò che accade, ma “attraverso”. Attraverso quello che trasformiamo nella nostra mente, ci confrontiamo con il nostro modo di essere e di percepire gli eventi, attraverso quello che cogliamo, attraverso le nostre letture e ciò che ci raccontano la tv, i blog, Instagram…

Attraverso…

Io passo tra, fra, in mezzo a questo periodo – lungo periodo – tra tutto quanto. Faccio un salto, oplà, cercando di passare indenne dall’aggressività che sta caratterizzando questi ultimi anni.

Attraverso e lascio indietro anche quest’anno, trattenendo quello che è stato importante per me e attraverso tutto quanto cambio quello che posso cambiare in me, per raggiungere cosa? Non lo so, non ho più voglia di fissare in un’agenda o su di un post it degli obiettivi, questi tempi richiedono un cambiamento, un cambio di marcia. Il mio obiettivo saranno allora le persone, attraverso loro scoprirò se la direzione sarà quella giusta.

Sarà un passo e un mezzo per andare, non solo per arrivare.

Non potrebbe essere già così una bella avventura?

Auguri di buon attraversamento, siamo tutti in viaggio.

Cercare un nuovo percorso

Per ora Menti Vagabonde vi saluta

In questi anni noi, Menti Vagabonde, abbiamo posato uno sguardo curioso sulle nostre vite e su ciò che accadeva intorno a noi. Abbiamo parlato di incontri e poi ancora di ricordi, desideri, aspirazioni, sogni, delusioni e di dubbi (quelli non sono mai mancati!).

Oggi, in piena pandemia, siamo costrette a rivedere quello che era il nostro tran tran quotidiano. Quasi nulla è più come prima: ci siamo rese conto che occorre rivedere i piani futuri e/o cercarne di nuovi.

Nei momenti di difficoltà torniamo a porci le domande esistenziali alle quali forse tutti tentiamo di dare delle risposte a seconda del momento, delle esperienze vissute…o evitate. È tutta una questione di equilibrio tra ciò che vogliamo e ciò che possiamo fare o che vorremmo aver fatto in modo diverso.

Anche nei social è sempre una questione di equilibrio, tra quello che è l’intento, il modo di comunicarlo e l’interazione che realmente si ottiene. È un mondo in perenne movimento, ricco di energia, che rivela scenari al di fuori della normalità e che regala sogni non sempre realizzabili.

Noi, Marinella e Gabriella, siamo le donne della porta accanto, normali signore (eh eh eh!), lontane dal desiderio di addentrarci nei meandri della filosofia sul concetto di normalità. Ognuno ha il suo! Per noi la vita è fatta anche di quotidianità, di gesti ripetuti, appuntamenti fissi, abitudini… ricerca di sicurezza.

Siamo in una fase di stallo, vorremmo ricominciare, rinnovarci, ma è complicato senza prima valutare fino in fondo cosa ora potrebbe essere per noi motivo di reale soddisfazione. Per questo, con dispiacere, abbiamo preso la decisione di sospendere le pubblicazioni su Menti Vagabonde… forse solo per un po’ o forse per sempre, il tempo farà chiarezza.

Abbiamo imparato tanto: a stare sui social in modo diverso, ad esprimerci con la scrittura, a lavorare di nuovo insieme, a battibeccare anche sulla scelta di una parola in un articolo. Abbiamo “conosciuto” profili interessanti, scambiato opinioni, seguito dei corsi. Ci siamo confrontate tanto e questo blog è stato un po’ casa nostra, siamo state coinquiline, e questa” convivenza” virtuale ha cementato la nostra amicizia tanto da farci notare che vogliamo condividere altro. Abbiamo passioni diverse sulle quali consigliarci, incoraggiarci, ma che dobbiamo portare avanti anche singolarmente. Ci frulla in testa un’idea ancora legata a Menti Vagabonde, se riusciremo a realizzarla magari ve lo faremo sapere…

Non sappiamo come sarà il domani, aspettiamo tutti di vedere finalmente una luce in fondo al tunnel. È proprio il buio che spinge, tutti, anche noi due, a cercare qualcosa che possa indicare una nuova strada, un nuovo percorso.

E se la luce non c’è? Siamo amiche! Troveremo una stella (buona stella), un faro, una torcia,una lampadina, un fiammifero…

 

Una bella giornata

Con una zia speciale

Andare per cimiteri, per me, sta diventando un rituale, un passaggio di consegne e il segnale che inesorabilmente il tempo scorre.

Appartengo a famiglie in cui il culto dei morti è sempre stato presente, per cui le festività dei santi erano e sono ancora un momento di riflessione e di ricordo.

Con gli anni le famiglie si sono assottigliate: meno figli, meno nipoti e gli anziani pian piano ci hanno salutato quasi tutti. Ogni nucleo aveva ed ha cura delle proprie tombe, ma vi sono anche tanti zii che non si sono mai sposati e le urne di nonni e bisnonni che attendono una visita. Continua a leggere “Una bella giornata”

Un viaggio non è un viaggio senza Autogrill

Ognuno sogna a modo suo

Sarà che da bambina in vacanza ci andavo poco e sarà che per un semplice trasferimento a Genova toccava alzarsi alle 5 per non trovare traffico ed essere i primi davanti alla saracinesca della panetteria di Voltri dove, dopo spasmodica annuale attesa ci potevamo strafogare di focaccia ligure, ho ricordi indelebili di quella settimana trascorsa dagli zii.

C’è però un rito a cui ancora oggi, se posso, non rinuncio: la sosta all’Autogrill, possibilmente quello grande che attraversa le due corsie dell’autostrada.

Che meraviglia! Mi sembra di essere Pinocchio nel paese dei balocchi, o uno dei bambini di quella trasmissione che guardavo una vita fa, dove la squadra che vinceva poteva abbuffarsi di tutti i dolci messi in esposizione sui vassoi. Continua a leggere “Un viaggio non è un viaggio senza Autogrill”

Tanti auguri a me

Giornata dedicata ai mancini

Ebbene si, ho appena scoperto che ieri era la Giornata mondiale dei mancini: quindi la mia festa.  Questa iniziativa naque nel 1976 per ricordare le disparità di cui siamo stati vittima in passato e per eliminarle completamente dal nostro futuro. Continua a leggere “Tanti auguri a me”

Mamma orsa

Non chiamatemi “riccioli d’oro”

Quando mi sono sposata sono andata a vivere nella casa di famiglia di mio marito e così mia cognata che ne ha sposato il fratello. In realtà ogni famiglia ha un suo appartamento, ma le due famiglie hanno condiviso molta parte di vita in comune.

Con mia cognata abitava mio suocero, rimasto vedovo ancora con i bambini piccoli e nell’arco di quattro anni sono nati quattro maschietti. Insomma su una popolazione di nove persone due sole erano donne.

Tendenzialmente i “miei uomini” sono silenziosi e riservati e spesso mi sono definita “riccioli d’oro alla tavola dei tre orsi. Continua a leggere “Mamma orsa”

Punti di vista

… non sempre scontati

“Se guardi la persona che commette il reato, ha sempre dei buoni motivi per farlo.
Il problema è che ci sono molte più persone che i reati non li commettono. (…)
Ecco, io penso a loro.” (tratto da La battaglia navale  di Marco Malvaldi)

Forse dovremmo pensarci tutti.

 

Immagine di copertina: L’amministrazione della giustizia – Antonio Chiarello

Può un giorno d’amore riempire una vita?

Scelte difficili

Sembrerà strano, ma non tutti conoscono YouTube. Quando i miei allievi ne scoprono l’esistenza, solitamente, se ne innamorano. C’è chi si appassiona ai video di cucina e chi al fai da te, chi si dedica ai motori e chi ai consigli per i viaggi. Tutti però hanno una passione in comune: la musica.

Alcuni giorni fa, parlando di musica lirica, ho fatto ascoltare ad una mia allieva un brano che amo molto: Ah, non credea mirarti! tratto da La Sonnambula di Bellini.

È una canzone struggente, in cui la protagonista piange la fine del suo amore durato un sol giorno come il fiore che tiene in mano. In realtà l’amato è presente ed ascolta le sue parole ma non può palesarsi, perché lei è sonnambula e lui non osa svegliarla per non provocarle uno shock. Continua a leggere “Può un giorno d’amore riempire una vita?”

WashApp e non WhatsApp

telefonate disinteressate

I miei figli non abitano più con me e a volte mi chiamano per avere suggerimenti o delucidazioni sulla conduzione della casa.

Spesso i loro dubbi sono incentrati sul “bucato” e onestamente non sempre sono in grado di dare un suggerimento sicuro.

Certamente non ho problemi con la divisione dei colori o gradazione dell’acqua a seconda dei diversi tipi di tessuto, ma quando si tratta di macchie non vado oltre ai soliti suggerimenti: nel dubbio, anche io, li porto in lavanderia.

Ho da poco però scoperto un’app che ho suggerito ai miei ragazzi e che sembra essere molto utile: WashApp. Continua a leggere “WashApp e non WhatsApp”

Steve Jobs vs Bill Gates

Una diatriba infinita

Alcune settimane fa vi suggerii la visione di una serie Netflix dedicata a Bill Gates (Colpa di Bill Gates). L’articolo ha scaturito un simpatico dibattito dedicato a questo personaggio e al suo diretto rivale, Steve Jobs: chi “tifava” per l’uno, chi per l’altro.

Visto l’interesse che ha suscitato l’argomento, vi vorrei suggerire una biografia ed un film che potrebbero darvi un’idea più precisa di chi siano gli artefici della grande rivoluzione tecnologica che ci permette di essere qui oggi a discutere di informatica.

La biografia che vorrei proporvi, intitolata “Steve Jobs“, è stata scritta da Walter Isaacson con più di quaranta colloqui personali in circa due anni con il protagonista e con interviste a familiari, amici, rivali e colleghi. Continua a leggere “Steve Jobs vs Bill Gates”