Una vacanza in ammollo

In questi giorni di agosto a tante di noi saranno tornati alla mente i ricordi di altre vacanze: quando eravamo bambine a casa dei nonni, ragazze alle prese con la prima cotta al mare o mamme che correvano dietro ai pargoli che mangiavano la sabbia.

L’altro giorno scherzavo con la mia compagna di blog sull’onda dei suoi ricordi felici in campagna, all’aria aperta, finalmente libera dalla città con i suoi orari e le sue regole. Ho fatto mente locale per ricordare le mie vacanze. Oggi i bambini fanno viaggi avventurosi, talvolta in luoghi esotici… o insoliti. il massimo dell’avventura per me era partire con il treno dal nord per tornare al sud e fare il pellegrinaggio da nonne, zii e cugini. Non c’erano ancora i treni ad alta velocità, mi aspettavano lunghe ore di viaggio, ma io ero contenta, anzi mi pareva ancora più bello perché significava che andavo lontano. Mi piaceva partire con un libro per leggere per ore, cosa che invece non mi era possibile quando si decideva di utilizzare l’auto.

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È di nuovo notte

Avevo una terra, cercavo una nuova terra. Terra nella quale affondare le mie mani e i miei piedi, dove far crescere frutti, dove far crescere come fiori i miei figli. Un posto per ripararmi, per sentirmi al sicuro, dove far riposare le mie ossa.

Volevo una terra, non la desideravo soltanto, la volevo fortemente, non più straniera, ma accogliente.

Volevo una terra, tutti ne hanno diritto, anche io, anche i miei fiori.

Ma vedo solo un orizzonte, e acqua, solo salata acqua, che non disseta, che non ti nutre, che non è terra.

È di nuovo notte…

 

Dal mio balcone

Sera d’estate nel borgo antico di una località di mare del nostro sud.

Sono qui sul balcone di un appartamentino preso in affitto per qualche giorno, spettatrice privilegiata di un paesaggio da cartolina. La collina è punteggiata dalle luci delle case, così come le luci segnano i contorni del porticciolo. La notte è un tutt’uno con la linea dell’orizzonte, non distinguo più dove inizia e finisce il cielo e dove il mare.

La lunga scalinata che porta verso il castello aragonese è affollata di gente: chi scende, chi sale per passeggiare, chi attende il turno per sedersi nei locali sotto al mio balcone. È tardi, ma in vacanza tutti hanno sempre fame, si mischiano profumi di pietanze e di dolci, voci, pianti di bambini ormai stanchi, suoni di un tormentone estivo e di una canzone folkloristica. Continua a leggere “Dal mio balcone”

Pino solitario

C’è un pino solitario nel cortile del condominio nel quale abito. Mi rammenta le vacanze, le pinete vicino alle spiagge.

Quando iniziano le giornate estive, calde e luminose e un po’ ventilate e io percorro l’ultima parte di marciapiede per arrivare al cancello del cortile, ne avverto il suo profumo, quando al mattino l’aria è ancora fresca e mi affaccio al balcone per stendere il bucato, ecco che nuovamente arriva il suo profumo.

Ogni volta che mi affretto a chiedere a chi è accanto a me se avverte ciò che sento io, quel qualcuno mi sorride affettuosamente, con quel sorriso che sa di presa in giro.

Eppure è così, da tanti anni, sarà un regalo che il pino fa soltanto a me? Continua a leggere “Pino solitario”