Leggere in quarantena

Tempi duri, difficili, ostici.

Qualsiasi sia il colore, io vivo nel rosso e mai più indovinato è stato questo colore. Vivace, riconduce alla vita, all’amore, alla passione, ma anche al rischio, al pericolo, alla morte.

Abbiamo già letto e scritto di tutto, ma non ci si può sottrarre al senso di responsabilità che ognuno di noi deve avere o ritrovare, oggi, non possiamo più rinviare, nonostante i cattivi esempi, nonostante i colori politici nei quali ci si riconosce o non ci si riconosce più.

Potremmo provare a guardare da una prospettiva diversa cercando qualcosa che ci regali un breve…ma vitale, sorriso.

“Il tempo che niente può fermare non scorre solo per piangere sulle cose perdute ma anche per ottenere un’infinità di momenti bellissimi, uno dopo l’altro. Ah, questo è un piccolo premio, pensai.”

(Il corpo sa tutto, Banana Yoshimoto)

 

La peste

di Albert Camus

“Si ballava in tutte le piazze. Da un giorno all’altro il traffico era considerevolmente aumentato e le auto, divenute più numerose, circolavano con difficoltà nelle vie stracolme. Le campane della città suonarono a distesa per tutto il pomeriggio. Riempivano delle loro vibrazioni un cielo azzurro e dorato. Nelle chiese infatti si recitavano le azioni di grazie. Ma erano stracolmi anche i luoghi di svago, e i caffè, incuranti del futuro, distribuivano gli ultimi alcolici. Una folla di persone ugualmente eccitate si accalcava ai balconi, fra cui molte coppie che non avevano alcun timore di mostrarsi abbracciate. Tutti gridavano o ridevano. La scorta di vita accumulata nei mesi in cui ciascuno aveva messo l’anima in attesa, la spendevano quel giorno che era come il giorno della rinascita. L’indomani sarebbe cominciata la vita vera e propria con le sue cautele.” (…) Continua a leggere “La peste”