Di madre in madre

Questo mese di novembre sarà da me ricordato come uno dei più complicati del 2017.

Mentre la figlia maggiore era in volo per un paese dell’Africa per partecipare ad un progetto di volontariato, la mia mamma accartocciava la sua auto e se stessa contro un palo della luce.

Ansia per un volo di tante ore verso un paese sconosciuto, ansia per una mamma che finiva in ospedale.

Di madre in madre.

Ora sono madre di una madre che mi ha rivelato gli anni che non vedevo, celati al mio sguardo dalla forza e dalla vivacità e sono sempre madre di una giovane madre surrogata, che abbraccia e ama bambini non suoi e ai quali dovrà dire addio. Continua a leggere “Di madre in madre”

Le due facce della medaglia

genitori-e-figli

Faccio parte di quella categoria di persone che parlano da sole. E’ un’abitudine che risale ai tempi della scuola, quando ripetevo la lezione a voce alta. Nel tempo ho mantenuto questa abitudine per… litigare con chiunque ed avere ragione, spiegare le mie motivazioni, fare il punto della situazione e capire se ho capito. E’ un sistema che mi aiuta a mantenere la concentrazione, mentre, se penso in silenzio, tendo a distrarmi. A questo punto, giustamente, qualcuno potrebbe pensare che sono strana, ma non è questo il momento di discuterne :-).

L’altro giorno, non ricordo per quale motivo, mi è tornato in mente un episodio avvenuto l’estate scorsa, quando sono andata a Londra in visita ai miei “bambini”. Eravamo a tavola e si scherzava sul fatto che il loro padre ancora non si era convinto che anche il più giovane dei nostri figli avesse deciso di NON tornare più in Italia; la fidanzata del più grande, con fare un po’ saccente, affermò che era brutto che noi esternassimo questi pensieri con i nostri figli: “pensa come si sentono!!”. A quel punto ho preferito lasciar cadere il discorso: non è semplice spiegare che i genitori sono prima di tutto esseri umani con le loro debolezze e che, se si vuole essere trattati da adulti, bisogna essere capaci di ascoltare gli altri e comprenderne gli stati d’animo.

Riflettendo su questo  – ed altri episodi simili – ho cominciato a spiegare al mio invisibile interlocutore, sempre a voce alta, che in fondo è comprensibile questo loro modo di pensare: sono giovani ed hanno una visione parziale di quelli che sono i rapporti genitori figli. Loro sono figli e possono solo immaginare cosa significhi essere genitori, noi siamo genitori ma sappiamo anche cosa significhi essere figli.

Mi è venuta in mente una medaglia: la facciata che vediamo è quella dei figli, la nascosta è quella dei genitori.

I figli guardano la loro facciata e la vedono bellissima e pensano di averla disegnata loro, quella dei genitori non la vedono ma “sanno”, a prescindere, che loro l’avrebbero disegnata meglio.

I genitori guardano la facciata dei figli e la vedono bellissima e sanno di averne disegnata una bozza che i figli stanno perfezionando, poi guardano la loro facciata e sanno, a prescindere, che avrebbero potuto disegnarla meglio.

Una questione di numeri

146 amici, 587, 1560, sempre di più! Caspita!

Io non ho tutti questi amici su Facebook, né followers su Instagram o Twitter e chissà quale altro social.

Ma ho le mie amiche!

Non credo ai numeri, la storia dei miei voti di matematica in pagella purtroppo lo conferma, credo al valore che possiamo dare a questi numeri.

Desidero continuare ad avere fiducia nei mezzi che possono aiutare a connetterci, ma come già mi sono espressa, ho l’impressione che quello che era un tramite, sia ormai diventato un limite, un meccanismo del quale abbiamo perso il controllo. Continua a leggere “Una questione di numeri”