Vino moscato e fuga

Infanzia spericolata

Per sdrammatizzare questi giorni così densi di preoccupazioni e per festeggiare in quarantena il mio compleanno, ho detto alle mie figlie che avrei “alzato il gomito”…io che praticamente non bevo alcolici, giusto un bicchiere di vino quando le amiche mi guardano di traverso se ad una cena chiedo soltanto dell’acqua.

Mi è stato quindi chiesto se ricordo di aver mai esagerato…mai! Come Gabriella sono ligia alle regole e non mi piacciono gli eccessi, diciamo che sono un tantino noiosa sotto questo aspetto.

Dopo aver letto i suoi trascorsi di infanzia turbolenti Un’infanzia turbolenta, mi sono resa conto che effettivamente anche io ho dato il meglio di me quando ero ancora una bambina, forse per questo siamo così amiche?

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Fuga da casa

Lo sguardo di una madre.

Quando ero ancora una bambina ero un po’ timida, immagino già il sorrisetto di Gabriella in questo momento, invece è vero, d’altronde occorre fare esperienza e crescere per definire il proprio carattere.

Desideravo che il nonno mi portasse allo zoo cittadino, era poco distante dalla portineria dei nonni, per cui era possibile arrivarci tranquillamente a piedi. Se ci ripenso, poveri animali, vivevano in un ambiente inadatto e in spazi angusti. Fortunatamente questo zoo è chiuso da tantissimi anni, ma allora era il luogo per poter vedere veramente da vicino gli animali che popolavano la mia fantasia.

Quel giorno non potevano accontentarmi, così mentre gli adulti erano distratti dal pranzo, ricordo di aver lasciato il mio gioco e di aver deciso di uscire, era facile, la portineria era ovviamente al piano terreno e la porta non era chiusa per l’andirivieni di persone. Avevo circa quattro anni, camminavo speditamente, con un ombrellino chiuso anche se piovigginava, in men che non si dica raggiunsi un ponte molto trafficato. Fui notata da una signora che mi affidò ad un vigile che dirigeva il traffico e che mi accompagnò in caserma.

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