I genitori del terzo millennio

Nuovo appuntamento con Ilaria Corona

E’ stato l’articolo che su Facebook ci ha fatto conoscere la nostra amica: in poche ore un boom di condivisioni! Da allora siamo veramente tanti a seguire la sua pagina e a leggere i suoi racconti.

“La verità è che noi genitori del terzo millennio siamo pappamolla. Questi figli li trattiamo con i guanti e abbiamo mille accorgimenti, neanche fossero statuette dei Thun.

E siamo troppo informati.

Se nostro figlio si sveglia con le pustoline di sudamina, andiamo su Google e cerchiamo “Puntini rossi sul corpo”. 178 malattie trovate, di cui 12 sindromi rare. Tolto morbillo, rosolia e varicella che son vaccinati, sulle altre non resta altro che fare la conta. “Ronaldo vieni qua, solleva la maglia che devo controllare se il tuo esantema corrisponde a quello di questa foto. Che se è uguale dobbiamo correre dal dottor House”.

Quando eravamo bambini noi e ci veniva un eritema, la soluzione era il sapone SOLE. Il pannetto da 300 grammi, quello giallo.
“Lavati con quello, che ti passa”
“Mamma ho un certo prurito intimo”- “Sapone Sole”
Herpes? Sapone Sole.
Dermatite? Sapone Sole.
Acne? Sapone Sole. Continua a leggere “I genitori del terzo millennio”

Nonna Angelina e lo zoccolo

Metodi educativi a prova di bomba

Rileggendo il sottotitolo sorrido, perchè mai parole furono più veritiere e vi spiego il perchè.

Mia nonna era una donna di campagna indurita dalle prove della vita. Era una di quelle persone all’apparenza fragili ma, che all’occorrenza, esibiva un carattere non sempre piacevole.

Io e Marinella, tra le altre, abbiamo anche la fortuna/sfortuna di avere in comune la stessa situazione in fatto di figli. Sarà che sono nati il 26 con qualche mese di differenza, sarà il caso, però i nostri due pargoli amano la vita non convenzionale e i viaggi alternativi.

Così ecco che qualche mese fa cercavo di rassicurare la mia amica quando sua figlia ha deciso di seguire il sogno di lavorare in Africa con un’organizzazione umanitaria e… “sbam!” eccomi qua a cercare rassicurazioni dopo che mio figlio ci ha comunicato di aver lasciato un buon lavoro, Londra, e aver deciso di prendersi sei mesi “sabatici” per viaggiare zaino in spalla per l’Asia orientale. Certo i nostri ragazzi sono più vicini ai trenta che ai vent’anni, ma si sa la mamma è sempre la mamma.

Ora cosa c’entra questo con mia nonna? C’entra… c’entra… E’ a lei che ho pensato quando Marinella mi parlava dei suoi timori e sempre a lei quando il mio ragazzo mi ha comunicato i suoi progetti.

Dovete sapere che avevo uno zio che al tempo della seconda guerra mondiale era un ragazzo abile al servizio militare, ma essendo il più grande di quattro fratelli venne esonerato dal partire per il fronte. Questa cosa però non lo aveva reso particolarmente orgoglioso e fu così che un giorno comunicò alla famiglia di aver deciso di unirsi ai partigiani.

Non lo avesse mai detto: nonna Angelina, che era alta un metro e cinquanta e quando si arrabbiava faceva comunque tanta paura, cominciò a fare fuoco e fiamme per cercare di convincerlo a restare, ma zio Giovanni era determinato a partire.

Come sappiamo, i partigiani non operavano alla luce del sole e quindi mio zio aveva preso accordi per ritrovarsi in un dato luogo in una data ora. La mattina si era alzato all’alba, e non so esattamente la dinamica del fatto, ma mia nonna con una poderosa zoccolata alla testa l’aveva tramortito facendolo svenire.

Quando si riprese il convoglio era passato insieme alla sua carriera di partigiano e salvatore della patria. Quante volte abbiamo riso di questa storia, soprattutto guardando mia nonna, ormai anziana, indifesa e persa in un mondo tutto suo, che ci osservava con occhi dolci e biricchini!

Quando ho consigliato questo metodo a Marinella ho visto una certa consapevolezza nello sguardo della mia amica, mentre mi ha fatto ridere lo sguardo scandalizzato di sua figlia.

– “Nooo, non si fa, non è giusto!”.

– “Forse no”, ho pensato… ma a noi i mesi di vita persi a stare in pena per loro chi ce li ridà?

Vado a cercare uno zoccolo.

Donne con le gonne

Il diritto di non essere uomo

Quando le donne parlano di uguaglianza tra i sessi, dovrebbero rivendicare gli stessi diritti e agli stessi doveri degli uomini, mantenendo il loro essere donna e non cercando di diventare uomo nel vero senso della parola. Invece mi rendo conto che ultimamente le cose stanno andando in questo senso.

Sembra che le donne vogliano acquisire tutti quei comportamenti che secoli e secoli di cattive abitudini e di cattive impostazioni hanno reso l’uomo quello che è oggi e soprattutto quello che è stato in passato. Continua a leggere “Donne con le gonne”

L’infinito cielo e il signor Parigi

Il signor Parigi era il secondo marito della signora Giovanna, per me nonna Giovanna.

Erano i miei vicini di casa, o meglio, miei e dei miei genitori, io ero ancora una bimbetta. Lo ricordo seduto al tavolo della cucina, dietro di lui il putagè, una stufa a legna sulla quale in inverno la moglie metteva a scaldare le bucce dei mandarini per profumare l’aria.

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Era un po’ stempiato, la fronte alta e lucida, aveva occhi chiari, brillanti, azzurri, era sempre ben rasato. Uomo quieto e saggio, diceva che alla sua morte i familiari avrebbero approfittato della moglie, troppo buona e troppo dolce.

Così è stato. Continua a leggere “L’infinito cielo e il signor Parigi”

Quale sarà il senso di questo Natale?

Quale sarà il senso di questo Natale?

Ora che ci siamo scoperti così cattivi, così ignoranti, così aggressivi.

Ora che forse la nostra fede vacilla, che vogliamo il crocifisso nelle aule scolastiche ma non accompagniamo alla messa i nostri figli.

Ora che non abbiamo tempo per nessuno, tantomeno per i nonni e quella zia rimasta zitella e senza figli.

Ora che il mutuo da pagare, il contratto di lavoro non rinnovato e l’auto vecchia con la quale non si può più circolare non ci fanno più dormire. Continua a leggere “Quale sarà il senso di questo Natale?”

Nuovi inizi e buoni propositi

Figuriamoci!!!

Vacanze fuori tempo, le mie. Dopo un agosto casalingo ci concediamo alcuni giorni sul lago Maggiore, bei paesi affacciati sulle splendide sponde e tedeschi come se piovesse.

I giorni passano veloci, tra poco si torna… ed è nuovamente tempo di buoni propositi per i prossimi mesi.

Ahhh questa volta è diverso, sono veramente motivata e non fallirò! Continua a leggere “Nuovi inizi e buoni propositi”

Felicità semplice

Mia suocera mi ha ispirato tenerezza e impartito, inconsapevolmente, una lezione di vita.

Qualcuno dirà: la suocera!?! Altro che tenerezza! Sorrido mentre scrivo e immagino le espressioni perplesse.

In questa prima parte dell’anno durante la quale siamo quasi tutti impegnati a fare progetti, a cercare obiettivi che potrebbero renderci felici, ancora una volta ho avuto la prova che la felicità arriva, anzi, che la avvertiamo, quando siamo noi disposti a vederla e ad accoglierla nella sua semplicità e in modo semplice.

L’altro giorno mia suocera mi raccontava che le sue amiche avevano apprezzato l’album fotografico che le è stato regalato a ricordo della festa di compleanno per i suoi ottant’anni. Una festa che desiderava e progettava da tempo: pranzo, fiori, regali e poi inaspettatamente anche questa raccolta di immagini. Continua a leggere “Felicità semplice”

Troppo incazzati!

Siamo sempre tutti incazzati e non scriverò: arrabbiati, irritati, furiosi.

Certamente non bisognerebbe trascendere, ma la realtà è che neanche il Natale mitiga questo nostro modo di sentirci. Spesso siamo poco propensi verso il prossimo, prossimo che ci appare sempre poco propenso nei nostri confronti.

In una giornata fredda e davanti ad un piatto caldo, io e mia figlia ci siamo ritrovate a fare queste considerazioni. Mi raccontava della sua esperienza in Africa, della disponibilità delle persone, dei loro sorrisi e della loro buona volontà. La volontà di collaborare, di lavorare. Di fronte alle difficoltà della vita, alla povertà, ha trovato i sorrisi di chi in questa vita cerca di fare al meglio delle sue possibilità. Continua a leggere “Troppo incazzati!”

Lupen: il cane che amava i funerali

Uno di famiglia

Mio figlio maggiore, non amava molto i cani: da piccolo, quello di mio padre, geloso delle attenzione che il padrone riservava a quello strano cucciolo a due gambe, decise di morderlo, poi, forse fiutando la sua paura, qualunque cane si avvicinasse al bambino come minimo gli ringhiava, anche se lui non aveva fatto nulla.

Per contro il fratellino amava talmente i cani che se ne vedeva uno, quando ancora gattonava, faceva di tutto per abbracciarlo, con notevole ansia da parte nostra. Continua a leggere “Lupen: il cane che amava i funerali”

Dieta: la gatta per me

Quando non hai scelta

Non amo particolarmente i gatti, non me ne vogliano i “gattari”, ma è colpa di un trauma infantile.

Avevo circa dieci anni, ero andata a dormire con le immagini viste alla televisione di un qualche terremoto di cui non ricordo il luogo e mi ero addormentata con fatica. Nel pieno della notte mi svegliai sentendo bambini urlare e piangere disperati mentre il piccolo armadio della mia camera tremava e rumori strani e terribili rimbombavano per la casa: il terremoto!!! No, semplicemente gatti in amore che litigavano tra di loro, si rincorrevano e facevano un trambusto tale da far tremare il mobile della mia cameretta. Da lì all’avversione verso il felino il passo è stato breve.

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