Donne con le gonne

Il diritto di non essere uomo

Quando le donne parlano di uguaglianza tra i sessi, dovrebbero rivendicare gli stessi diritti e agli stessi doveri degli uomini, mantenendo il loro essere donna e non cercando di diventare uomo nel vero senso della parola. Invece mi rendo conto che ultimamente le cose stanno andando in questo senso.

Sembra che le donne vogliano acquisire tutti quei comportamenti che secoli e secoli di cattive abitudini e di cattive impostazioni hanno reso l’uomo quello che è oggi e soprattutto quello che è stato in passato. Continua a leggere “Donne con le gonne”

L’infinito cielo e il signor Parigi

Il signor Parigi era il secondo marito della signora Giovanna, per me nonna Giovanna.

Erano i miei vicini di casa, o meglio, miei e dei miei genitori, io ero ancora una bimbetta. Lo ricordo seduto al tavolo della cucina, dietro di lui il putagè, una stufa a legna sulla quale in inverno la moglie metteva a scaldare le bucce dei mandarini per profumare l’aria.

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Era un po’ stempiato, la fronte alta e lucida, aveva occhi chiari, brillanti, azzurri, era sempre ben rasato. Uomo quieto e saggio, diceva che alla sua morte i familiari avrebbero approfittato della moglie, troppo buona e troppo dolce.

Così è stato. Continua a leggere “L’infinito cielo e il signor Parigi”

Quale sarà il senso di questo Natale?

Quale sarà il senso di questo Natale?

Ora che ci siamo scoperti così cattivi, così ignoranti, così aggressivi.

Ora che forse la nostra fede vacilla, che vogliamo il crocifisso nelle aule scolastiche ma non accompagniamo alla messa i nostri figli.

Ora che non abbiamo tempo per nessuno, tantomeno per i nonni e quella zia rimasta zitella e senza figli.

Ora che il mutuo da pagare, il contratto di lavoro non rinnovato e l’auto vecchia con la quale non si può più circolare non ci fanno più dormire. Continua a leggere “Quale sarà il senso di questo Natale?”

Nuovi inizi e buoni propositi

Figuriamoci!!!

Vacanze fuori tempo, le mie. Dopo un agosto casalingo ci concediamo alcuni giorni sul lago Maggiore, bei paesi affacciati sulle splendide sponde e tedeschi come se piovesse.

I giorni passano veloci, tra poco si torna… ed è nuovamente tempo di buoni propositi per i prossimi mesi.

Ahhh questa volta è diverso, sono veramente motivata e non fallirò! Continua a leggere “Nuovi inizi e buoni propositi”

Felicità semplice

Mia suocera mi ha ispirato tenerezza e impartito, inconsapevolmente, una lezione di vita.

Qualcuno dirà: la suocera!?! Altro che tenerezza! Sorrido mentre scrivo e immagino le espressioni perplesse.

In questa prima parte dell’anno durante la quale siamo quasi tutti impegnati a fare progetti, a cercare obiettivi che potrebbero renderci felici, ancora una volta ho avuto la prova che la felicità arriva, anzi, che la avvertiamo, quando siamo noi disposti a vederla e ad accoglierla nella sua semplicità e in modo semplice.

L’altro giorno mia suocera mi raccontava che le sue amiche avevano apprezzato l’album fotografico che le è stato regalato a ricordo della festa di compleanno per i suoi ottant’anni. Una festa che desiderava e progettava da tempo: pranzo, fiori, regali e poi inaspettatamente anche questa raccolta di immagini. Continua a leggere “Felicità semplice”

Troppo incazzati!

Siamo sempre tutti incazzati e non scriverò: arrabbiati, irritati, furiosi.

Certamente non bisognerebbe trascendere, ma la realtà è che neanche il Natale mitiga questo nostro modo di sentirci. Spesso siamo poco propensi verso il prossimo, prossimo che ci appare sempre poco propenso nei nostri confronti.

In una giornata fredda e davanti ad un piatto caldo, io e mia figlia ci siamo ritrovate a fare queste considerazioni. Mi raccontava della sua esperienza in Africa, della disponibilità delle persone, dei loro sorrisi e della loro buona volontà. La volontà di collaborare, di lavorare. Di fronte alle difficoltà della vita, alla povertà, ha trovato i sorrisi di chi in questa vita cerca di fare al meglio delle sue possibilità. Continua a leggere “Troppo incazzati!”

Lupen: il cane che amava i funerali

Uno di famiglia

Mio figlio maggiore, non amava molto i cani: da piccolo, quello di mio padre, geloso delle attenzione che il padrone riservava a quello strano cucciolo a due gambe, decise di morderlo, poi, forse fiutando la sua paura, qualunque cane si avvicinasse al bambino come minimo gli ringhiava, anche se lui non aveva fatto nulla.

Per contro il fratellino amava talmente i cani che se ne vedeva uno, quando ancora gattonava, faceva di tutto per abbracciarlo, con notevole ansia da parte nostra. Continua a leggere “Lupen: il cane che amava i funerali”

Dieta: la gatta per me

Quando non hai scelta

Non amo particolarmente i gatti, non me ne vogliano i “gattari”, ma è colpa di un trauma infantile.

Avevo circa dieci anni, ero andata a dormire con le immagini viste alla televisione di un qualche terremoto di cui non ricordo il luogo e mi ero addormentata con fatica. Nel pieno della notte mi svegliai sentendo bambini urlare e piangere disperati mentre il piccolo armadio della mia camera tremava e rumori strani e terribili rimbombavano per la casa: il terremoto!!! No, semplicemente gatti in amore che litigavano tra di loro, si rincorrevano e facevano un trambusto tale da far tremare il mobile della mia cameretta. Da lì all’avversione verso il felino il passo è stato breve.

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AcidaMenti – Famiglie felici

Passeggiando in fiera, famiglie felici: mamma, papà con passeggini al seguito (tanti passeggini al seguito).. oh che bel bam… baarboncino, chihuahua, yorkshire.
E poi tutti a parlare di lotta contro il maltrattamenti sugli animali! Cosa c’è di peggio di un cane sul passeggino?

 

Vero: cane con il tutù.

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Discorsi al semaforo

Come al solito io non cammino, corro, quasi mai riesco a mantenere un’andatura da “passeggio”.

Ovviamente mi fermo ai semafori e mentre aspetto il verde, talvolta mi ritrovo ad ascoltare stralci di discorsi altrui.

L’ultima volta due signore di una certa età che avrebbero potuto avere gli anni della mia mamma, si lamentavano della mancanza di rispetto nei confronti degli anziani da parte delle giovani generazioni; erano appena scese da un tram, reputo quindi che nessuno si fosse preoccupato di cedere loro un posto a sedere. Si lamentavano del fatto che loro che avevano vissuto una guerra, che non avevano potuto studiare e non avevano avuto molto, erano state ragazze più educate dei ragazzi di oggi, che studiano e hanno tutto. Continua a leggere “Discorsi al semaforo”