La mia Londra

Have a nice day!

Vado spesso a Londra. Con la scusa di avere i figli che abitano li, almeno una volta all’anno mi concedo una vacanza in questa città che è diventata la mia seconda casa.

Amo camminare tra i suoi quartieri, ma non quelli che ogni turista desidera vedere, quelli piacciono anche me ed una giornata è sempre dedicata alle meraviglie lungo il Tamigi o ai mercati decantati in tutto il mondo, preferisco però muovermi nella Londra di tutti i giorni, di chi qui abita, lavora, gioisce, soffre. Mi fa sembrare di appartenerle e per qualche giorno sono londinese anche io.

Negli anni tante cose sono cambiate e continuano a cambiare nella mia famiglia. Ogni volta aspetto di poter tornare per rivivere situazioni e momenti felici, ma ciò che è passato non torna e ciò che trovo a volte è meglio e a volte no. Però, lei, la mia città, non mi delude mai e non cambia mai. Certo, qualche nuovo grattacielo, qualche negozio chiuso ed un altro al suo posto, ma camminando per le vie ecco che ritrovo la mamma che passeggia nel parco con la carrozzina, la signora attempata che sceglie la frutta al banco del negozio all’angolo, bambini con la divisa che vanno a scuola.

Mi piace passeggiare nelle vie laterali delle grande arteria che portano in centro: piccole case in stile inglese, alcune sembrano un gioiellino altre avrebbero bisogno di qualche ritocco. In mezzo a giardinetti incolti la sorpresa di un’aiuola fiorita, dal bow window senza tende intravedo un ragazzo che studia circondato da libri o la signora che rassetta la cucina e io immagino di essere al loro posto.

Dev’essere bello vivere in un luogo che pur con le sue contraddizioni, i suoi problemi infonde la consapevolezza che per tutti c’è una possibilità e non importa da dove vieni, di che colore è la tua pelle, di che religione sei. Sulla linea di partenza ci può stare chiunque, arrivare al traguardo dipende da te.

Buon Ferragosto a tutti

Sull’onda dei ricordi rieccomi a casa della nonna

Per la nostra famiglia il 15 d’agosto non segnava l’apice dell’estate o l’apoteosi di vacanze da sogno, ma “la festa d’la Madona” (la festa della Madonna).

Mia nonna si alzava presto per preparare il pranzo nella convinzione, non sempre indovinata, che tutti i figli si sarebbero presentati per la grande festa. Continua a leggere “Buon Ferragosto a tutti”

Ricordi d’estate

Le vacanze dalla nonna

Vi ho già parlato di quella nonna che per non fare partire il figlio tra i partigiani lo tramortì con uno zoccolo. Bene quella nonna guerriera aveva un punto debole: io! Mia nonna mi adorava: ero la prima nipote femmina ed ero “coccolosa”.

Tutte le estati, finite la scuola partivo per un paio di settimane tra le colline astigiane e per me che abitavo in città, era una festa.

Come me anche tanti bambini, figli di amici di mio padre che erano andati a vivere tra Torino e Genova, venivano mandati dalla nonna per passare l’estate.

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Forrest Gump

Camminare e non fermarsi più

Ci sono giorni in cui tutto sembra più difficile. Camminare mi rilassa, soprattutto quando riesco a farlo senza una meta precisa, ma quella volta ho iniziato a camminare e man mano che prendevo il ritmo, il mio passo si faceva più lungo e deciso.

Ad un certo punto mi sono resa conto che mi stavo allontanado troppo, ma non mi sarei fermata più. Non era propriamente una fuga, ma un andare lontano… come Forrest Gump che ha cominciato a camminare e lo ha fatto fin quando è stato necessario e poi ha ripreso la sua vita.

Io mi sono fermata… ma è stato difficile.

Una vita… in pochi scatoloni!

(Continua da “Una vita in 40 scatoloni!”)

Salgo in mansarda, la stanza degli sposi, so che qui farò in fretta. Uno scatolone lo userà mio marito per raccogliere tutte le cianfrusaglie che ha comprato nei vari mercatini di cose vecchie (speriamo vadano perse negli spostamenti!). Un paio serviranno per portare via i regali del matrimonio che sono rimasti a casa e qualche effetto personale dei ragazzi.

Alla fine ho ancora avanzato qualche scatola: rifaccio il giro… sicuramente riuscirò a riempirle tutte!…”No, ti ho detto che le pentole non le prendo!” Continua a leggere “Una vita… in pochi scatoloni!”

Una vita in 40 scatoloni!

(Continua da “Una vita in 50 scatoloni!“)

Al primo piano ci sono le camere da letto ed una stanza adibita a ripostiglio e lì ci sarà da ridere.

Entro nella mia camera da letto: sicuramente prendo il mio portagioie e chincaglieria varia perchè la maggior parte delle mie collane, orecchini e bracciali sono frutto di regali e perchè, insieme ai miei due profumi, non posso farne a meno.

Apro gli armadi e non credo sarà un grosso problema: sono pieni di “lo tengo se mai dimagrissi”. Ci sono una ventina di capi “must have”, i miei comodi jeans e alcuni maglioncini che amo particolarmente, il problema sono le scarpe, credo ne prenderò almeno la metà. Con mio marito la scelta è ancora più facile: posso prendere tutto, non occuperà molto posto… e poi lui è ancora in garage! Continua a leggere “Una vita in 40 scatoloni!”

Una vita in 50 scatoloni

… e se toccasse a me?

Qualche giorno fa, al telegiornale è passata la notizia che finalmente gli sfollati del ponte Morandi di Genova potevano tornare alle loro case per circa due ore, con cinquanta scatoloni, a prendersi tutto ciò che ritenevano necessario.

Una vita in cinquanta scatoloni. Caspita! Mi sono guardata intorno e mi sono chiesta: “e se toccasse a me, cosa prenderei?” Continua a leggere “Una vita in 50 scatoloni”

Amiche per sempre

Quando un grazie è troppo poco

Qualche giorno fa io e Marinella abbiamo pranzato assieme a casa sua. E’ stata una giornata serena, calda e rilassante.

Per me questo non è stato un anno semplice e probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che possa dire: “anche questa è passata!”, ma nello stesso tempo ho la fortuna di avere molte amiche che mi sostengono e una in particolare che sa sempre dire le cose giuste e dare la giusta proporzione alle cose.

Ero rientrata da pochi minuti a casa quando il cellulare mi ha avvisato dell’arrivo di un nuovo messaggio: era di Marinella. Continua a leggere “Amiche per sempre”

Musicoterapia

La cura dell’anima

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto). Continua a leggere “Musicoterapia”

Altri-Menti!!

Io sono vero/a – Io sono fatto/a così

Quante volte l’ho sentita questa frase! A volte in un unico concetto, altre in due idee separate: l’una sottintendeva l’altra. Ma come dice Meryl Streep in un noto post di Facebook (certe volte lo dicono anche altri personaggi famosi “overanta” 😉 ), ho ormai un’età che proprio non ne ho più voglia di ascoltare certe castronerie!! E diciamocelo: “Sei fatto/a così? E un bel chi se ne frega?” oppure mi dici: “Se ti piace io sono così altrimenti…” –  “ecco… appunto… altrimenti”. Continua a leggere “Altri-Menti!!”