Scherzi del caffè

Amore e insonnia

… e poi capita che troppi caffè rendano le notti insonni. Guardi l’orologio sul comodino: è l’una… ma di dormire non se ne parla.

Decidi di rivedere quel film che ormai conosci a memoria: lo vedi due volte l’anno, quasi quanto Dirty Dancing! Sicuramente la noia ti concilierà il sonno.

Guardi l’orologio sul comodino: sono le 3 e 10 e tu stai correndo nella brughiera incontro a Darcy.

Orgoglio e Pregiudizio non annoia mai… accidenti a Jane Austen!

Lettera ad una figlia

da “Se ti abbraccio non aver paura” – Fulvio Ervas

“Cara Roxana,
chissà quante volte ti sarai sentita dire che la tua è una famiglia sfortunata di donne sole. Be’ sembrerebbe così, a prima vista. (…) Però questo non ha niente a che vedere con la sfortuna e la solitudine. Sei sfortunata se inciampi e perdi la corriera o se ti cade un ramo sulla testa quando passi sotto un albero. Quando accadono cose importanti, anche cose che fanno soffrire, non è sfortuna: è la tua vita e devi solo trovare il modo per continuare, al meglio. E per quanto riguarda la solitudine non lasciarti spaventare dalla parola. Una donna sola può non soffrire di solitudine e io non ne ho mai sofferto, perché puoi sempre aprire una finestra e respirare l’aria pulita, guardare un gatto sul cornicione, accarezzarti i capelli, sognare a occhi aperti qualsiasi mondo tu voglia. La solitudine nasce quando non respiri abbastanza, quando non ti accorgi dei cambiamenti e quando hai un unico sogno che bussa tutte le notti nella tua testa. Non ti scrivo, quindi, perché mi sento sola. Ti scrivo e vorrei parlarti perché tu ti convinca di non essere sola. Per allontanare da te quest’idea sbagliata. Se ami te stessa, ami la vita e la vita non ci lascia mai soli. Stanchi, a volte, ma mai soli.”

(Dipinto di Edward Hopper: Automat)

A proposito di figli dimenticati

Traumi per la vita!

Vi ho raccontato di quando mia madre mi “dimenticava” all’asilo. Probabilmente era solo in ritardo, ma per me bambina che odiava frequentare quelle aule e che aspettava solo il momento di tornare a casa, ogni minuto di attesa era una sofferenza. A distanza di cinquant’anni mi rivedo sbirciare la porta con la paura che lei non arrivasse.

Mentre scrivevo il racconto mi è tornato in mente un fatto accaduto tanti anni dopo con uno dei miei figli.

Frequentavo un laboratorio che si teneva in un locale all’interno della scuola elementare che lui frequentava e che si protraeva oltre l’orario di uscita dei bambini. Solitamente chiedevo alla “bidella” (perché così le chiamavamo senza alcuna mancanza di rispetto) di accompagnarlo da me.

Quel giorno però lui mi chiese espressamente di non farlo, perché ormai era grande e poteva raggiungermi anche da solo. Un po’ titubante acconsentii.

Suonò la campanella di fine lezioni e attesi il suo arrivo… Passarono cinque minuti, sei, dieci e allora, insospettita, andai in cerca del mio bambino. Continua a leggere “A proposito di figli dimenticati”

Barbie Luce di Stelle

Un desiderio esaudito

La mia generazione è cresciuta con il mito della Barbie: tutte la amavamo… tutte tranne mia madre.

Sono cresciuta in una famiglia dignitosa ma certamente non ricca, i miei facevano i salti mortali per non farci mancare nulla, ma resta il fatto che i miei genitori o non seguivano le mode o le adattavano ai loro gusti ed esigenze.

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Il nostro 8 marzo

Just the woman I am

Sono ormai due anni che ci “autocelebriamo” prendendo parte a questa manifestazione tutta torinese. L’evento che si ripete da sette anni è organizzato dall’Università degli Studi e il Politecnico di Torino e dal Centro Universitario Sportivo torinese per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro.

È una splendida occasione per trascorre ore piacevoli con le nostre amiche in comunione con tante donne di tutte l’età ed anche con l’appoggio di tanti uomini che non mancano di sensibilità nei confronti del mondo femminile.

La nostra città si tinge di rosa e le vie del centro si animano di risate, musica e balli: cosa c’è di meglio di una bella festa per esorcizzare la paura del cancro e far uscire la celebrazione dell’8 marzo da atteggiamenti retorici? Continua a leggere “Il nostro 8 marzo”

Perchè le donne invecchiano peggio degli uomini?

Un’autorevole risposta

In questi giorni sto facendo caso ad alcuni passaggi pubblicitari in cui, come il solito, il ruolo della donna non più giovane è quello di illustrare come affronta i problemi di salute legati all’età.

È indubbio che solo noi donne soffriamo di incontinenza, stitichezza e dissenteria, ginocchia scricchiolanti e problemi di sovrappeso.

Mi è tornato in mente un capitolo di un libro che ho letto alcuni anni fa: Ave Mary di Michela Murgia. L’ho cercato e vorrei che leggeste anche voi questo estratto.

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Materia grigia by Valeria Sechi

Un’amica speciale si racconta

Oggi vogliamo presentarvi un’amica che abbiamo conosciuto tramite Instagram. Tra tutti i profili che seguiamo il suo è tra i nostri preferiti. È una donna che ci piace, quella che nei nostri programmi avremmo voluto incontrare, perché lei è la dimostrazione che noi donne “diversamente giovani” possiamo andare a lavorare, pulire casa,  far la spesa e far quadrare il bilancio, seguire i figli e  i nipoti ed essere anche “qualcos’altro”… Continua a leggere “Materia grigia by Valeria Sechi”

L’alta moda a Torino

Le Caterinette

Come ben sapete io e Marinella siamo di Torino. Notizie sulle bellezze artistiche di questa città, se ne possono trovare a bizzeffe, tante nostre conoscenze “di penna” (meglio “di tastiera”) trattano l’argomento in maniera completa ed esaustiva.

Io invece vorrei farvi conoscere una città… che non c’è più… Continua a leggere “L’alta moda a Torino”

Questa vita cambierà

Dedicato ad una giovane amica

In questo nostro blog parliamo di donne, di amicizia e di come, spesso, si debba essere forti. Oggi vorrei parlare ad una giovane donna che sta passando un momento difficile e a cui voglio bene.

Spero che le mie parole possano regalarle un po’ di sollievo…forse faranno bene anche al cuore delle amiche di Menti.

Le dedico questa canzone che appartiene ad un mio caro ricordo. Avevo 15 anni quando l’ascoltai per la prima volta in un musicassetta registrata che mi era stata regalata da un amico e mi colpì. Tutte le volte che il mio cuore ha sanguinato (e sanguina) la canto per incoraggiarmi.

Oggi la canto a lei …

Grace Murray Hopper

Il capitano di Marina esperto di linguaggio informatico

Parliamo di una donna piccola e minuta (non superava i 45 chilogrammi di peso) che ha saputo influenzare in maniera determinante la storia della programmazione, grazie alla sua curiosità e alle innate capacità di analisi e deduzione.

Nasce a New York il 9 dicembre 1906 ed è passata alla storia per aver realizzato un linguaggio di programmazione indipendente dalla macchina che lo ospitava: il Cobol. Inoltre ha gettato le basi per l’eliminazione dei bug informatici (errori di funzionamento) attraverso analisi periodiche e continue.

Già da bambina dimostrò una particolare curiosità, infatti a sette anni decise di smontare sette sveglie per capire  come funzionassero e a che cosa servissero tutti quegli ingranaggi.

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