25/11/2020

Cosa dire oggi, nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne?

Cosa non è stato già scritto, discusso, manifestato. Eppure siamo qui, ancora a ricordare che ci sono NO inascoltati, perché ci sono alibi, attenuanti, cavilli…sempre, sempre, sempre!

Quanto dolore, quanta rabbia. Non si può scendere a patti con l’ingiustizia, non si può interpretare un amore perché anch’esso deve avere delle condizioni.

Esiste e un’ombra in ogni persona, occorre conoscerla, farci i conti, tenerla a bada. Non si può e non si deve accettare che qualcuno allunghi la propria ombra sulla vita di una donna. Una donna ha bisogno di luce

 

Vecchiaia

Ci vediamo sempre giovani?

Ormai tendiamo ad utilizzare poco questo termine in favore di: terza età, età della maturità, età avanzata, età della ragione, anzianità. Si cerca di ingentilire la condizione, di alleggerirla del tono dispregiativo che purtroppo gli diamo. Nei social non si invecchia, si diventa “anta”. Si mitiga una condizione nella quale si fatica a riconoscersi.

Invecchiare è un privilegio

Gli anni che viviamo sono il nostro ciclo biologico e l’arco temporale nel quale ricerchiamo la felicità, la nostra idea di felicità.

Quando riguardo le fotografie delle donne della mia famiglia, alcune poi sono immagini di molti anni fa, vedo volti di chi ha dato alla propria esistenza una considerevole dose di coerenza, scelte concrete non prive di sacrifici, di silenziosa accettazione. Non hanno avuto neanche il tempo di perdersi in sogni e ambizioni. Si prendono e si perdono occasioni, sulla banchina della vita, non ci si può soffermare a lungo, occorre fare quello che sembra la cosa migliore e forse l’unica opzione possibile in quel momento, in quel giorno, in quell’anno.

Oggi le donne si reinventano, dopo aver dedicato gran parte dei propri anni ad una relazione, alla famiglia, ai figli, ai genitori anziani o ad un lavoro spesso poco gratificante. Cercano di far pace con un senso del dovere che a volte è un compagno troppo esigente. Si percepisce che le “anta” sono in costante movimento, in continuo progresso. Quel che è stato è stato, ma quello che deve essere richiede uno sforzo ulteriore, uno spazio che è necessario ampliare, conquistare, perché facilmente si insinua la tentazione di abbandonare, di rientrare nel tran tran quotidiano.

I tempi che stiamo vivendo richiedono maggiore forza, è un diritto arrivarci e vivere questa benedetta vecchiaia. Non deve essere amara e solitaria, anche quando il corpo detta le sue regole e mostra i suoi limiti, anche quando lo specchio rimanda un’immagine che non corrisponde ai propri ricordi, anche quando per la società non c’è un rapporto costi/benefici favorevole. La vecchiaia è tempo di lotta per la vita, è conquista che va portata avanti minuto dopo minuto.

La vecchiaia non è tempo di quiete.

Mamma orsa

Non chiamatemi “riccioli d’oro”

Quando mi sono sposata sono andata a vivere nella casa di famiglia di mio marito e così mia cognata che ne ha sposato il fratello. In realtà ogni famiglia ha un suo appartamento, ma le due famiglie hanno condiviso molta parte di vita in comune.

Con mia cognata abitava mio suocero, rimasto vedovo ancora con i bambini piccoli e nell’arco di quattro anni sono nati quattro maschietti. Insomma su una popolazione di nove persone due sole erano donne.

Tendenzialmente i “miei uomini” sono silenziosi e riservati e spesso mi sono definita “riccioli d’oro alla tavola dei tre orsi. Continua a leggere “Mamma orsa”

Può un giorno d’amore riempire una vita?

Scelte difficili

Sembrerà strano, ma non tutti conoscono YouTube. Quando i miei allievi ne scoprono l’esistenza, solitamente, se ne innamorano. C’è chi si appassiona ai video di cucina e chi al fai da te, chi si dedica ai motori e chi ai consigli per i viaggi. Tutti però hanno una passione in comune: la musica.

Alcuni giorni fa, parlando di musica lirica, ho fatto ascoltare ad una mia allieva un brano che amo molto: Ah, non credea mirarti! tratto da La Sonnambula di Bellini.

È una canzone struggente, in cui la protagonista piange la fine del suo amore durato un sol giorno come il fiore che tiene in mano. In realtà l’amato è presente ed ascolta le sue parole ma non può palesarsi, perché lei è sonnambula e lui non osa svegliarla per non provocarle uno shock. Continua a leggere “Può un giorno d’amore riempire una vita?”

Buongiorno “Signora”

Quando il passare degli anni fa paura

Quando ero giovane, il termine “Signora” era sinonimo di “anziana” (e il termine usato era meno signorile).

Alle Signore si dava del lei perché di un’età a cui si doveva rispetto, ma in realtà erano considerate delle “quasi-morte” che nulla desideravano se non diventare nonne o badanti dell’anziano marito.

Oggi che appartengo a questa categoria di donne, mi accorgo dell’errore grossolano di valutazione fatto dalla me ragazza, ma nello stesso tempo, mi rendo conto del fatto che attualmente il problema è un altro: noi donne “mature” facciamo fatica a calarci nella categoria delle “Signore”, continuiamo a valutarci con lo stesso metro di giudizio di quando avevamo trent’anni in meno.

Ci mettiamo in competizione con le nostre figlie e a volte anche con le nostre nipoti, vestendoci, truccandoci e, spesso, pubblicando foto che invece di liberarci da stereotipi e aspettative desuete, ci mortificano mettendo ancora più in evidenza gli anni trascorsi e i segni che hanno lasciato. Continua a leggere “Buongiorno “Signora””

Scherzi del caffè

Amore e insonnia

… e poi capita che troppi caffè rendano le notti insonni. Guardi l’orologio sul comodino: è l’una… ma di dormire non se ne parla.

Decidi di rivedere quel film che ormai conosci a memoria: lo vedi due volte l’anno, quasi quanto Dirty Dancing! Sicuramente la noia ti concilierà il sonno.

Guardi l’orologio sul comodino: sono le 3 e 10 e tu stai correndo nella brughiera incontro a Darcy.

Orgoglio e Pregiudizio non annoia mai… accidenti a Jane Austen!

Lettera ad una figlia

da “Se ti abbraccio non aver paura” – Fulvio Ervas

“Cara Roxana,
chissà quante volte ti sarai sentita dire che la tua è una famiglia sfortunata di donne sole. Be’ sembrerebbe così, a prima vista. (…) Però questo non ha niente a che vedere con la sfortuna e la solitudine. Sei sfortunata se inciampi e perdi la corriera o se ti cade un ramo sulla testa quando passi sotto un albero. Quando accadono cose importanti, anche cose che fanno soffrire, non è sfortuna: è la tua vita e devi solo trovare il modo per continuare, al meglio. E per quanto riguarda la solitudine non lasciarti spaventare dalla parola. Una donna sola può non soffrire di solitudine e io non ne ho mai sofferto, perché puoi sempre aprire una finestra e respirare l’aria pulita, guardare un gatto sul cornicione, accarezzarti i capelli, sognare a occhi aperti qualsiasi mondo tu voglia. La solitudine nasce quando non respiri abbastanza, quando non ti accorgi dei cambiamenti e quando hai un unico sogno che bussa tutte le notti nella tua testa. Non ti scrivo, quindi, perché mi sento sola. Ti scrivo e vorrei parlarti perché tu ti convinca di non essere sola. Per allontanare da te quest’idea sbagliata. Se ami te stessa, ami la vita e la vita non ci lascia mai soli. Stanchi, a volte, ma mai soli.”

(Dipinto di Edward Hopper: Automat)

A proposito di figli dimenticati

Traumi per la vita!

Vi ho raccontato di quando mia madre mi “dimenticava” all’asilo. Probabilmente era solo in ritardo, ma per me bambina che odiava frequentare quelle aule e che aspettava solo il momento di tornare a casa, ogni minuto di attesa era una sofferenza. A distanza di cinquant’anni mi rivedo sbirciare la porta con la paura che lei non arrivasse.

Mentre scrivevo il racconto mi è tornato in mente un fatto accaduto tanti anni dopo con uno dei miei figli.

Frequentavo un laboratorio che si teneva in un locale all’interno della scuola elementare che lui frequentava e che si protraeva oltre l’orario di uscita dei bambini. Solitamente chiedevo alla “bidella” (perché così le chiamavamo senza alcuna mancanza di rispetto) di accompagnarlo da me.

Quel giorno però lui mi chiese espressamente di non farlo, perché ormai era grande e poteva raggiungermi anche da solo. Un po’ titubante acconsentii.

Suonò la campanella di fine lezioni e attesi il suo arrivo… Passarono cinque minuti, sei, dieci e allora, insospettita, andai in cerca del mio bambino. Continua a leggere “A proposito di figli dimenticati”

Barbie Luce di Stelle

Un desiderio esaudito

La mia generazione è cresciuta con il mito della Barbie: tutte la amavamo… tutte tranne mia madre.

Sono cresciuta in una famiglia dignitosa ma certamente non ricca, i miei facevano i salti mortali per non farci mancare nulla, ma resta il fatto che i miei genitori o non seguivano le mode o le adattavano ai loro gusti ed esigenze.

Continua a leggere “Barbie Luce di Stelle”

Il nostro 8 marzo

Just the woman I am

Sono ormai due anni che ci “autocelebriamo” prendendo parte a questa manifestazione tutta torinese. L’evento che si ripete da sette anni è organizzato dall’Università degli Studi e il Politecnico di Torino e dal Centro Universitario Sportivo torinese per raccogliere fondi a favore della ricerca sul cancro.

È una splendida occasione per trascorre ore piacevoli con le nostre amiche in comunione con tante donne di tutte l’età ed anche con l’appoggio di tanti uomini che non mancano di sensibilità nei confronti del mondo femminile.

La nostra città si tinge di rosa e le vie del centro si animano di risate, musica e balli: cosa c’è di meglio di una bella festa per esorcizzare la paura del cancro e far uscire la celebrazione dell’8 marzo da atteggiamenti retorici? Continua a leggere “Il nostro 8 marzo”