Noi blogger: considerazioni sulle considerazioni


Cassandra è la PR del nostro blog, chi ci segue con un po’ di attenzione se ne sarà già reso conto. Lo dimostra anche il fatto che i suoi articoli hanno più seguito dei miei, sia in termini di like che di commenti: mai e poi mai ammetterò che lei è più brava.

Già immagino Cassandra ridere come una pazza, perchè la nostro amicizia è tale che mai e poi mai lei crederà che la mia ultima affermazione sia vera.

Leggo spesso i commenti che scambia con alcuni dei nostri followers e, in questi giorni, mi sono soffermata in particolare a leggere un articolo molto interessante di un blogger scrittore che mi ha fatto riflettere.

Io e Cassandra abbiamo deciso di aprire questo blog per una serie di motivi. Prima di tutto il desiderio di fare qualche cosa insieme: in gioventù abbiamo spesso considerato la possibilità di avviare un’attività lavorativa nostra, ma i rispettivi impegni famigliari e forse una “leggera” mancanza di coraggio ci hanno fatto accantonare questo progetto. Abbiamo voluto creare un qualcosa che unisse le nostre predisposizioni: Cassandra ama le materie umanistiche, io quelle scientifiche, lei è sempre stata brava con le parole (vi assicuro che parla tanto!!!) io ho sempre adorato l’informatica (tenete conto che non siamo ragazzine e quindi ho cominciato da autodidatta con un vecchio Windows 95). Bene, un blog poteva unire queste due nostre sfaccettature! Infine, l’idea di ampliare le nostre conoscenze, intese come persone, anche se solo virtualmente e il confrontarci con altri ci stuzzicava: in fondo se la finalità fosse stata solo quella di scambiare opinioni tra di noi, con il cellulare sarebbe stato più comodo!

Scrivere in un blog ci aiuta a ritagliare un piccolo spazio nostro, ci sprona ad informaci, a concentrarci su ciò che vogliamo comunicare, ma soprattutto ad evitare che gli anni che passano e le generazioni che ci surclassano facciano di noi delle rassegnate donne di mezz’età!


Per fortuna nostra non siamo scrittrici, per cui viviamo questa esperienza con entusiasmo, ma anche con serenità. Cassandra mi ha appena scritto che “più cerchi qualcosa di speciale e più pensi di non trovarlo” (è l’abito per il matrimonio di mio figlio!): credo sia una grande verità in ogni campo della vita. Per quanto riguarda i blogger scrittori o aspiranti tali, penso che in tutte le arti, purtroppo, siano pochi quelli che emergono e non sempre sono i migliori, specialmente in questa società dove il fattore “C” è molto importante e dove entrano in campo presupposti che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. Poi, la solitudine del blogger che consulta spesso con ansia e timore la pagina delle statistiche e fa la conta dei “like”, non mi pare  tanto diversa da quella dello scrittore di un secolo fa che correva ogni giorno alla buca delle lettere per verificare se ci fosse qualcosa per lui: cambiano i tempi e i sistemi ma non cambia la sostanza.
Sibilla