Guardare al di là

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la porta accostata, il lenzuolo ben steso, il libro sul comodino, il pigiama piegato, l’asciugamano appeso, il cassetto richiuso, la sedia sotto il tavolo, la tovaglia nel cassetto, la tazza nel lavello, la carta nel cesto della carta, la plastica con la plastica, il vetro con il vetro, l’umido con l’umido, le pantofole nella scarpiera, la giacca sull’attaccapanni, la borsa sul ripiano, la biancheria stesa…

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il silenzio e l’ascolto interessato, l’empatia, il commento educato, la parola gentile, il sorriso sincero, il gesto cortese, il dubbio e la convinzione, la curiosità e il pudore, la condivisione…

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Rompiscatole

Mi piacciono le buone maniere

Quando racconto che ho avuto un battibecco con un’impiegata scortese dell’ufficio postale, al telefono con un interlocutore cafone, con un automobilista che ha fermato l’auto proprio sulle strisce pedonali…i miei familiari fanno tutti un sorrisetto come a dire: te pareva!

Ho imparato presto, anche a mie spese, a gestire la timidezza, ho capito che non bisogna aver timori reverenziali nei confronti di nessuno, soprattutto se questo nessuno è maleducato. C’è sempre qualcuno che approfitta dell’insicurezza altrui, che scambia la cortesia per assenso. In alcune occasioni “ho fatto la scema per non andare in guerra”, perché bisogna saper aspettare, far decantare, per poi comprendere se val la pena puntualizzare o se è ancor meglio lasciare andare. Continua a leggere “Rompiscatole”