Informatica e matematica? Un gioco da ragazze

Una storia made in Amazon

“Determinate, tenaci e con una media dei voti invidiabile: Beatrice Occhiena e Rania Zaed, ventenni, sono le vincitrici della borsa di studio Women in Innovation (Donne nell’Innovazione) di Amazon, rivolta alle studentesse universitarie più brillanti nelle discipline scientifiche. Ma guai a chiamarle secchione!

Suor Mary Kenneth Keller

Casa, chiesa e informatica

Riprendiamo la nostra navigazione tra le donne dell’informatica parlando di una suora.

Mary Kenneth Keller, nacque a Cleveland, nell’Ohio, nel 1913, fu probabilmente  la prima donna ad ottenere un PhD in informatica negli Stati Uniti. Cos’è il PhD? Acronimo di Philosophiae Doctor è l’ultimo livello di istruzione universitaria mondiale e dà accesso a lavori prestigiosi e ovviamente molto ben retribuiti. Continua a leggere “Suor Mary Kenneth Keller”

Specchiarsi come Grimilde

Non voglio arrendermi a ciò che sento e leggo.

Manchiamo di responsabilità nel comunicare tramite la Rete. Dovremmo tutti rispettare delle regole, anzi dovrebbero ormai essere scolpite dentro di noi, assimilate dal nostro organismo, fissate nella mente.

Abbiamo la possibilità di conoscere, di condividere informazioni, di ascoltare parole di chi può aprire i nostri orizzonti, invece riteniamo che ogni nostra opinione debba essere inconfutabile.

Provochiamo e odiamo, non abbiamo remore nell’utilizzare un linguaggio eccessivo e offensivo.

Siamo lo specchio di una società che critichiamo, siamo noi quella società.

Secondo un’antica credenza rompere uno specchio presagisce anni di sventure, se continueremo a rimirarci come la regina Grimilde, rischiamo di illuderci di vedere il bello dove non c’è più, diventeremo sempre più brutti e cattivi…nonostante lo specchio intatto.

L’importanza di Internet

Non arrendiamoci alla “tristità”

Oggi, curiosando in una pagina dedicata ai viaggi, mi sono soffermata a leggere le considerazioni di una ragazza che esprimeva il suo disappunto perchè, molto spesso gli iscritti a questo gruppo chiedono consiglio sulla scelta di un operatore piuttosto che di un piano telefonico e su come poter utilizzare il proprio cellulare all’estero. Concludeva il post chiedendosi come si faceva una volta senza internet e con l’esclamazione: “che tristità!”… no, non è un errore di battituta, proprio “tristità”. Continua a leggere “L’importanza di Internet”

Ricatti online

Deformazione professionale

Spesso quando parlo con le mie amiche, si finisce col parlare di tecnologia, internet e, visto che è il mio lavoro, mi trovo a dispensare consigli e opinioni. La sicurezza è un argomento molto comune e sentito e non solo dalle mie amiche, per questo vi giro un articolo, di alcuni mesi fa che è tornato molto attuale.

“Purtroppo da qualche mese ha ripreso vigore questa pratica illecita: invio di mail con richiesta di denaro.

Negli ultimi due mesi ne ho ricevute ben tre e tutte molto simili. Sono mail che saltano subito all’occhio perchè nell’oggetto è indicata una propria password (anche vecchia) e noi sappiamo che le password “dovrebbero” essere segrete.

Una volta aperta la mail compare un testo interamente in inglese che, riassumendo, dice di essere in possesso di un video in cui siamo ripresi mentre, a nostra volta, guardiamo un video pornografico. Ci comunica inoltre che, grazie ad un programma spia installato nel nostro computer, sono in possesso dell’indirizzo di tutti i nostri contatti di posta, facebook ed altro. A questo punto scatta la richiesta di denaro da versare in Bitcoin (moneta virtuale, difficilmente tracciabile): non una grande cifra, ma pur sempre un’estorsione. Ovviamente  ci spiega che sa che abbiamo letto la mail e che è inutile contattare la polizia postale perchè irragiungibile. Se desiderassimo una prova, il delinquente è disponibile ad inviare il nostro video ad una selezione de nostri contatti.

Ovviamente per chi non frequenta siti pornografici risulta subito chiaro che non può esserci nessun video, ma, visto che ognuno in casa propria fa quel che vuole, chi si sente in difetto proverà un brivido di paura al pensiero che tutti vengano a conoscenza di questo lato intimo… soprattutto i propri compagni.

Bene: non esiste nessun video, non siete stati infettati da alcun virus e soprattutto non dovete mai pagare! Questi cyberdelinquenti lanciano di queste bombe nel gruppo e qualcuno che ci casca c’è: essendo la cifra mai troppo esosa, c’è chi pensa che in fondo la propria privacy valga un piccolo sacrificio. Se anche fosse vero, pensate che una volta pagato veramente il video verrebbe cancellato? O piuttosto prontamente verrabbe richiesto altro denaro? C’è chi, rispondendo a queste mail si è rovinato perdendo ben più della reputazione!

Cosa fare allora? Prima di tutto, per sicurezza, cambiate la password incriminata da tutte le vostre registrazioni, tenendo ben in mente che ogni sito deve avere una sua propria password: qui sotto vi allego un piccolo schema per la scelta di una password sicura. Quando possibile, non aprire queste mail e in ogni caso non rispondete ma inviatele nella cartella SPAM.

Altra cosa molto importante è collegarsi al sito della polizia postale per segnalare l’accaduto: www.commissariatodips.it

(Articolo tratto dal blog: https://lezionidicomputer.com/)

Gli Influencers della prima repubblica

C’è posto per tutti

Lo sapevate che gli “over” per non dire i “nonni” ormai spopolano nel mondo di Instagram, tanto da avere un nome proprio? Sono gli “Instagraners”, una popolazione di anziani che, a giusta ragione, stanno diventando veri e propri Influencers del web.

Seguitissimi, non solo dai coetanei, ma anche da tanti giovani che scoprono un nuovo mondo in quello che, per pregiudizi atavici, viene da sempre considerato obsoleto e inutile. Direi un nuovo modo di approcciarsi alla “saggezza degli anziani”.

Si sta affermando tutto un mercato dedicato a “noi” che così giovani non siamo più, ma che non per questo, ci sentiamo di tirare i remi in barca e lasciare campo libero alle nuove leve. D’altrone nel web c’è posto per tutti, l’importante è trovare la propria nicchia ed evitare di scimmiottare i comportamenti dei “millennial”. Continua a leggere “Gli Influencers della prima repubblica”

Discorsi indiretti

Abbiamo poca voglia di condividere il nostro tempo

il nostro spazio,

il nostro denaro.

Su Facebook però condividiamo poesie, aforismi, frasi di nostra creazione…

spesso per farli arrivare indirettamente a qualcuno che dovrebbe indovinare che Sì stiamo parlando proprio a lui, proprio a lei!!!

Ehi proprio tu hai capito che te la stai tirando troppo?!?

Ehi proprio tu hai capito che mi stai sull’anima, che non dovevi fare questo, che non dovevi dire quello?!?

 

Ehi tu non potevi dirlo direttamente all’interessato?

Miss Gaya 2018

Una questione di rispetto

Questo è il nome di un concorso di bellezza dedicato alle donne omosessuali, tenutosi alcuni giorni fa.

Leggendo questo titolo e capendo a chi era rivolto ho provato un senso di fastidio… no, no, non per il popolo “gayo” ma per il senso di questo concorso.

Ricordo una serie in cui una improbabile mamma dal nome Iva Zanicchi spiegava ad un’amica di avere un figlio “gayo” e se il personaggio strappava un sorriso in questo contesto mi pare che si cada nel ridicolo. Continua a leggere “Miss Gaya 2018”

Sono stato frainteso

“Tra quello che pensiamo, quello che vogliamo dire, quello che crediamo di dire, quello che diciamo, quello che vogliamo sentire, quello che sentiamo, quello che crediamo di aver capito e quello che capiamo, esistono otto possibilità di non capirsi”.

Il motto che accompagna questi ultimi anni, soprattutto se si seguono certi programmi televisivi o si leggono i post di certi social, è “Dico sempre quello che penso, perchè IO sono vera/o!!”. Continua a leggere “Sono stato frainteso”

Noi blogger: considerazioni sulle considerazioni


Cassandra è la PR del nostro blog, chi ci segue con un po’ di attenzione se ne sarà già reso conto. Lo dimostra anche il fatto che i suoi articoli hanno più seguito dei miei, sia in termini di like che di commenti: mai e poi mai ammetterò che lei è più brava.

Già immagino Cassandra ridere come una pazza, perchè la nostro amicizia è tale che mai e poi mai lei crederà che la mia ultima affermazione sia vera.

Leggo spesso i commenti che scambia con alcuni dei nostri followers e, in questi giorni, mi sono soffermata in particolare a leggere un articolo molto interessante di un blogger scrittore che mi ha fatto riflettere.

Io e Cassandra abbiamo deciso di aprire questo blog per una serie di motivi. Prima di tutto il desiderio di fare qualche cosa insieme: in gioventù abbiamo spesso considerato la possibilità di avviare un’attività lavorativa nostra, ma i rispettivi impegni famigliari e forse una “leggera” mancanza di coraggio ci hanno fatto accantonare questo progetto. Abbiamo voluto creare un qualcosa che unisse le nostre predisposizioni: Cassandra ama le materie umanistiche, io quelle scientifiche, lei è sempre stata brava con le parole (vi assicuro che parla tanto!!!) io ho sempre adorato l’informatica (tenete conto che non siamo ragazzine e quindi ho cominciato da autodidatta con un vecchio Windows 95). Bene, un blog poteva unire queste due nostre sfaccettature! Infine, l’idea di ampliare le nostre conoscenze, intese come persone, anche se solo virtualmente e il confrontarci con altri ci stuzzicava: in fondo se la finalità fosse stata solo quella di scambiare opinioni tra di noi, con il cellulare sarebbe stato più comodo!

Scrivere in un blog ci aiuta a ritagliare un piccolo spazio nostro, ci sprona ad informaci, a concentrarci su ciò che vogliamo comunicare, ma soprattutto ad evitare che gli anni che passano e le generazioni che ci surclassano facciano di noi delle rassegnate donne di mezz’età!


Per fortuna nostra non siamo scrittrici, per cui viviamo questa esperienza con entusiasmo, ma anche con serenità. Cassandra mi ha appena scritto che “più cerchi qualcosa di speciale e più pensi di non trovarlo” (è l’abito per il matrimonio di mio figlio!): credo sia una grande verità in ogni campo della vita. Per quanto riguarda i blogger scrittori o aspiranti tali, penso che in tutte le arti, purtroppo, siano pochi quelli che emergono e non sempre sono i migliori, specialmente in questa società dove il fattore “C” è molto importante e dove entrano in campo presupposti che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. Poi, la solitudine del blogger che consulta spesso con ansia e timore la pagina delle statistiche e fa la conta dei “like”, non mi pare  tanto diversa da quella dello scrittore di un secolo fa che correva ogni giorno alla buca delle lettere per verificare se ci fosse qualcosa per lui: cambiano i tempi e i sistemi ma non cambia la sostanza.
Sibilla