Lupen: il cane che amava i funerali

Uno di famiglia

Mio figlio maggiore, non amava molto i cani: da piccolo, quello di mio padre, geloso delle attenzione che il padrone riservava a quello strano cucciolo a due gambe, decise di morderlo, poi, forse fiutando la sua paura, qualunque cane si avvicinasse al bambino come minimo gli ringhiava, anche se lui non aveva fatto nulla.

Per contro il fratellino amava talmente i cani che se ne vedeva uno, quando ancora gattonava, faceva di tutto per abbracciarlo, con notevole ansia da parte nostra. Continua a leggere “Lupen: il cane che amava i funerali”

Le pazze/ i pazzi sono fuori

I pazzi sono fuori, sì sì questa sera ne sono quasi certa!

E’ sera, visto che il tempo e un po’ più fresco ne approfitto per stirare qualcosina, accendo la televisione perché  in una trasmissione sarà ospite un giovane marocchino che secondo me scrive in modo molto interessante.

Vengono proposti vari servizi, uno di questi riguarda i vari concorsi per baby modelle, cantanti, ballerine e via di questo passo.

Mi viene in mente un programma americano nel quale le bambine venivano “verniciate” con l’autoabbronzante, agghindate come scimmiette al circo – povere scimmiette, tutte – e portate in lungo e in largo per le esibizioni.

Questi concorsi sono, diciamo, più “casarecci”, ma la sostanza è la stessa…anzi il problema è che non c’è alcuna sostanza. Continua a leggere “Le pazze/ i pazzi sono fuori”

Non sono profiteroles

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Sono trafelata, cammino con la borsa a tracolla, i sacchetti della spesa – sempre troppo pesanti – l’ombrello perché non si capisce se vale la pena ripararsi o no da queste gocce di pioggia… e all’ultimo minuto sul marciapiede davanti casa, vedo e schivo delle belle montagnole posizionate quasi a regolare distanza l’una dall’altra.

Sono sassi?

Noo

Sono palline che un bambino ha smarrito?

Ma neanche per idea.

Sono profiteroles?

Magari!

Si tratta di: pupù, popò, cacca, cacchina…caccona!

Ora mi odieranno tutti coloro che hanno un cane, l’amato cane, che d’altronde ha il sacrosanto diritto di espletare tutte le sue funzioni corporali.
Non parliamo di pipì, ruscelli di pipì, che formano laghi per dare una visione poetica della cosa.
Molti padroni, chiamiamoli parenti se padroni suona male, spesso amano il loro cane più di un essere umano perché possono comportarsi come meglio credono e vengono comunque ricambiati da sincero e incondizionato amore, mentre un umano ti manda anche a quel paese, si proprio quello lì in cui manderei loro, magari portandosi dietro i sacchetti con gli amati escrementi, perché mai abbandonarli?

Eppure anche io ho avuto in famiglia un cane, che abbiamo molto amato, ma quando si usciva ci si armava di palettina con tanto di sacchettino e si tirava su quanto veniva espulso, si faceva attenzione a tenere il cane sul lato esterno del marciapiede, onde evitare di innaffiare portoni e negozi. Ci vuole molto sforzo? Evitare che la gente ci finisca sopra per sbaglio, che il tutto non si attacchi alle ruote di un passeggino è così difficile?
In genere non si impone agli altri di pulire la propria casa, di lavare i proprio bucato, di lavare la propria auto. Forse sono poi proprio quelli che mentre lavano i vetri dell’amata berlina, imprecano contro i colombi e i teneri uccellini a causa della loro cacchina.
Troviamo una soluzione, che facciano defecare il loro cane sotto il loro balcone, all’entrata del loro portone, sulle ruote della loro auto, così forse comprenderanno se questo loro amore è così smisurato…e tollerante!

Cara Cassandra,
come ti capisco!!! Ricordi anche tu il mio amato cagnetto dalle gambe storte che tanto affetto ci ha dato, a volte anche immeritatamente? Non c’è più da tanto tempo e mi manca ancora eppure, se mi guardo attorno, non posso non restare basita da questo strano rapporto tra umano e cane. Come te penso che sia troppo comodo volere un animale ma imporre il lato sgradevole di questo rapporto anche a chi non ne sente la necessità. Ricordo che quando i miei cuccioli bipedi protestavano di voler fare la pipì fuori dalle mura di casa, scattava la frenetica ricerca di un luogo appartato, possibilmente verde, ehehe a volte un tombino, per far fare il bisognino al bambino di turno… il tutto con un qual certo senso di colpa e un po’ di vergogna. Oggi assisto all’indifferenza con cui “tutti” i “genitori” di cani (sempre più spesso sento dire “Bruno vieni da mamma” al bassotto di turno) lasciano che il piccolo annaffi il muro esterno di casa mia: ok è esterno e sulla strada, ma in caso di ristrutturazione pago io non la collettività!! Qualche anno fa questo problema non era così evidente perché ancora il fenomeno non era così esteso, ma quando passeggio per il centro storico del mio paese, con il bel pavé della mia via, non è piacevole sviare le colate che ormai hanno segnato la pietra e il tanfo in certe giornate. Ma ancora di più mi destabilizza guardare nugoli di comari raccolte intorno ai loro “pargoli” emettere gridolini di piacere, parlar loro con vocine leziose e dispensare frasi d’amore e ammirazione che un paio di decenni fa si elargivano davanti al passeggino dell’ultimo nato nella famiglia… e non era peloso! E ancora oggi, anche se con 40 gradi all’ombra, si costringono i neonati a sopportare quel fastidioso pannolino plastificato, perchè non sporchino le amate lenzuolina, ma nello stesso tempo via libera a cani e gatti. Ho deciso che quando diventerò nonna porterò mio nipote ad innaffiare il muro di quella tipa che tutte le mattine lascia che il suo alano scarichi tutta la vescica sul muro del cartolaio sotto casa mia! E se qualcuno dovesse reclamare risponderò come mi ha risposto una conoscente: “… ma il mio è piccolo!”
Sibilla
NB: ovviamente tutti i genitori di cani risponderanno “non siamo noi, sono i soliti maleducati”, ma io SO che tutti, almeno una volta, si sono voltati dall’altra parte e nella quantità….
PS:… io adoravo i Profiteroles!