Scuola in casa

L’anno scolastico è giunto al termine.

Casa mia è stata una panetteria, una pasticceria, una sala cinema, una palestra, un’aula scolastica.

In giorni e in orari alterni mi sono ritrovata a scrivere al computer con accanto una figlia  in verticale, a lavare i piatti mentre qualcuno tentava di ascoltare la frase sussurrata di un attore, ad abbassare la voce al telefono con la zia che non sentiva mentre il professore di turno faceva lezione tramite zoom.

Molte famiglie hanno convertito un angolo della propria abitazione in scuola di ogni ordine e grado. Nessuno infatti avrebbe immaginato che bambini e ragazzi da un giorno all’altro avrebbero dovuto lasciare aule, compagni e professori e quell’atmosfera che a volte è fatta di squilibri ed equilibri. Numerose sono state le difficoltà per i genitori che hanno dovuto compensare un’attività scolastica gestita in modo diverso da ogni singola scuola e ancora da ogni singolo insegnante. Continua a leggere “Scuola in casa”

All’asilo no!

… e niente vasca

Come ho raccontato in un precedente articolo (Un’infanzia turbolenta) da bambina frequentai solo l’ultimo anno di asilo, perché non ci volevo andare e mio padre, geloso della sua bambina, assecondò quel capriccio.

Decisero di iscrivermi l’ultimo anno, perché si resero conto che avevo bisogno di socializzare ed anche per cercare di “addomesticarmi”.

Lo  frequentavo solo al mattino, ma lo odiavo: non mi piacevano le maestre, alle quali “sentivo” di non essere simpatica, non mi piaceva correre nel salone a tempo di pianoforte e in mensa c’erano bambini che quando mangiavano si spiaccicavano il formaggino ovunque e io… davo di stomaco. Continua a leggere “All’asilo no!”

Vino moscato e fuga

Infanzia spericolata

Per sdrammatizzare questi giorni così densi di preoccupazioni e per festeggiare in quarantena il mio compleanno, ho detto alle mie figlie che avrei “alzato il gomito”…io che praticamente non bevo alcolici, giusto un bicchiere di vino quando le amiche mi guardano di traverso se ad una cena chiedo soltanto dell’acqua.

Mi è stato quindi chiesto se ricordo di aver mai esagerato…mai! Come Gabriella sono ligia alle regole e non mi piacciono gli eccessi, diciamo che sono un tantino noiosa sotto questo aspetto.

Dopo aver letto i suoi trascorsi di infanzia turbolenti Un’infanzia turbolenta, mi sono resa conto che effettivamente anche io ho dato il meglio di me quando ero ancora una bambina, forse per questo siamo così amiche?

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Un’infanzia turbolenta

Non sempre è l’adolescenza l’età più difficile

Mia sorella mi prende in giro e mi definisce “bacchettona”, come non capirla? Chi mi conosce mi giudica seria, giudiziosa e poco incline ai colpi di testa. La mia amica Marinella è entrata nella mia vita alle superiori, quando normalmente si tende a trasgredire, ad essere ribelle, ma, come lei, raramente io ho superato “il limite”.

Però… mia madre potrebbe raccontarvi un’altra storia: vissi la mia età ribelle dai due ai cinque anni, poi ci pensò lei a raddrizzarmi.

In quel periodo detti il meglio di me

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Barbie Luce di Stelle

Un desiderio esaudito

La mia generazione è cresciuta con il mito della Barbie: tutte la amavamo… tutte tranne mia madre.

Sono cresciuta in una famiglia dignitosa ma certamente non ricca, i miei facevano i salti mortali per non farci mancare nulla, ma resta il fatto che i miei genitori o non seguivano le mode o le adattavano ai loro gusti ed esigenze.

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Di chi aver paura?

Halloween od Ognisanti?

Quando ero ancora una bambina non sapevo proprio cosa fosse Halloween, non si scherzava molto in occasione della festa di Ognissanti e della commemorazione dei defunti.

Una nonnina vicina di casa usava apparecchiare il tavolo con un posto in più, mettendo delle castagne in un piatto per ricordare chi non c’era più. Negli anni poi qui in Italia si è cominciato a far nostra anche questa festa. In effetti ha un suo fascino questa ricorrenza di origine celtica, che poi è stata trasformata in qualcosa di più commerciale, come tutto viene trasformato ormai dall’era “moderna”.

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Ricordi d’estate – I giochi

Giochi senza frontiere

Guardo i bambini, composti con zaini e grembiulini nuovi e mi fanno un po’ tenerezza. Chissà se come me, quando il primo di ottobre si riaprivano le scuole, provano nostalgia per i giochi dell’estate ormai in chiusura?

Io e mia sorella, finite le scuole, lasciavamo la città ed una volta arrivati a casa della nonna indossavamo la nostra divisa delle vacanze: pantaloncini corti, canottierina possibilmente a righe e sandali blu (quelli con gli occhi). Avevamo anche uno scamiciato per andare al mercato e un vestitino per andare a messa la domenica. Continua a leggere “Ricordi d’estate – I giochi”

L’allarme universale

Il mondo delle mamme si divide.

Si divide tra allattamento artificiale e seno? No.
Si divide tra naturale e cesareo? No.
Tra chi si ritrova con 10kg in più e le bestie di satana che dimagriscono addirittura? No.

Il mondo delle mamme si divide tra quelle che in certi momenti partirebbero con un colpo di cannone il più lontano possibile DA SOLE e quelle che non lo ammettono. Continua a leggere “L’allarme universale”

La cucina della nonna – parte 2

La colazione della domenica

Solitamente i miei genitori arrivavano il sabato e alcune volte, si presentavano anche gli zii di Genova con i miei cugini.

In realtà mia nonna non sapeva mai chi e se sarebbe arrivato qualcuno, non aveva telefono, ma lei, per non sbagliare, preparava.

La mattina, se c’erano gli zii era obbligatorio l’uovo sbattuto. Mia zia ne preparava in quantità industriale, sbattendo le uova finchè non assumevano una consistenza “spumosa” e diventavano bianche. E mentre rimestava con energia proclamava: “belandi che ovetti!”.

Io in realtà, speravo sempre, visto che l’uovo lo mangiavo praticamente tutti i giorni, che si ricordassero di portare la buonissima “focaccia di Genova” di cui andavo ghiotta… Solitamente non mi deludevano! Continua a leggere “La cucina della nonna – parte 2”

La cucina della nonna – parte 1

Dieta “quasi” mediterranea

Amavo trascorrere l’estate dalla nonna per il piacere di vivere in completa libertà, ma anche per il piacere di mangiare cibi che normalmente o non erano previsti in casa mia o che cucinati dalla nonna acquistavano un altro gusto.

La mia vacanza iniziava il lunedì mattina, quando si andava al mercato. Come mi divertiva passeggiare tra le bancarelle aiutando mia nonna con la spesa! Continua a leggere “La cucina della nonna – parte 1”