Quando ho cominciato ad amarmi

Iniziamo una nuova settimana in una stagione che ormai sta mostrando i suoi colori autunnali, con una poesia che esprime un po’ di noi e, sicuramente, anche un po’ di voi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto. Continua a leggere “Quando ho cominciato ad amarmi”

Torna Relove

e il suo appuntamento settimanale.

“Una donna essenziale. Cresciuta, cambiata, centrata sulle cose davvero importanti per lei.

Fa delle scelte consapevoli, arricchita dal suo intenso passato. Forte nel superare le difficoltà, ottimista e positiva! Continua a leggere “Torna Relove”

Marina e il suo nuovo progetto

Marina sente l’esigenza di qualcosa di nuovo quando avverte le prime avvisaglie dell’autunno.

Le vacanze sono terminate, le giornate cominciano ad essere meno calde e anche meno luminose, qui al nord è così purtroppo, si comincia a fare il cambio di stagione del guardaroba, si fanno grandi pulizie in casa e si formulano i…buoni propositi.

Ormai ci pensa due volte l’anno, a Capodanno, perché il bilancio di fine anno la rende un po’ insoddisfatta di quello che ha fatto…e non fatto! E in questo periodo, quando l’estate è quasi andata e bisogna prepararsi ad affrontare il prossimo inverno, l’età anagrafica e il senso che si è dato al tempo speso.

In questi giorni osserva i bambini che sgambettano per strada per recarsi a scuola, i ragazzi che riprendono le scuole superiori e i giovani universitari, riconoscibili nei caffè con i libri aperti sui tavolini, che si preparano a partire per mete più o meno lontane. Tutti corrono verso mille novità e le fanno notare che forse lei correrà di meno perché non si è inventata qualcosa di nuovo, loro viaggeranno mentre lei starà ferma.

Allora è tempo di muoversi, di ritornare allieva per aprire una finestra sul mondo, per aprire un libro che non pensava di leggere, per ascoltare qualcosa che non aveva mai ascoltato.

Ora tocca a lei muoversi…ora tocca a voi muovervi!

I buoni propositi dovrebbero corrispondere a piccole soddisfazioni, con i buoni propositi autunnali è possibile costruire i bei ricordi che renderanno più soddisfacenti i bilanci futuri, quando forse sarà più difficile fare nuove scelte.

Per questo lei ha pensato alla Fondazione Università Popolare di Torino, un ente senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di rendere fruibile la cultura a tutti, indipendentemente dall’età e dai titoli di studio.

 

Numerosi sono i corsi ad un costo molto contenuto e tenuti da docenti qualificati, c’è l’imbarazzo della scelta visto che spaziano dalle lingue e letterature straniere agli studi umanistici e infine alle scienze e tecniche applicate.

Si è iscritta, il 22 ottobre inizieranno le lezioni a Palazzo Campana in via Principe Amedeo 12. Ecco un nuovo e buon proposito, ritornare ad essere una studentessa per qualche ora alla sera, magari sceglierà di rinfrescare il suo inglese, qualcosa di nuovo come Alchimie della bellezza o Arte e psiche oppure ancora Scrivere il memoir. Imparare a scrivere un memoriale sarebbe il modo migliore per fermare i dettagli e le emozioni dei propri ricordi che altrimenti rischierebbero di andare perduti.

Dovrà scegliere, non si può fare tutto e tutto bene. A volte si chiede troppo, si vuole fare troppo, bisogna darsi un ritmo, a seconda delle proprie possibilità.

Marina vi aspetta, guardatevi in giro, forse la troverete nel banco accanto a voi!

(Marina ha indossato un outfit di Relove)

Di domenica mattina

Una domenica mattina autunnale.

La domenica mattina ha sempre un’atmosfera particolare. Le case sono più silenziose, così come le strade di una qualsiasi città.

È un silenzio diverso, le porte vengono chiuse lentamente, i passi sono più leggeri. Si sente qualche voce, un sommesso saluto arriva. Ma non ci sono più i rumori della notte, i ragazzi ormai dormono pieni della loro musica, di birra e tanto rumore.

Il tuo caffè ha un sapore diverso, puoi non guardare la televisione, puoi sfuggire ai titoli catastrofici dei quotidiani, ai commenti delle notizie sportive, alla tazza di caffè che hai appena rovesciato, al cellulare che hai dimenticato di mettere in carica. Puoi dimenticarti di guardare nervosamente l’orologio, puoi non arrabbiarti per il bagno occupato.

Puoi rimanere in bilico tra il giorno e la notte che hai lasciato, durante la quale hai dormito o forse hai vissuto.

Mentre gli altri dormono ancora, senti il leggero ticchettio dell’orologio mischiato a quello delle gocce di pioggia, perché ora piove, tra il suono dei messaggi che puoi ancora non leggere, la macchia di caffè sul pavimento, la televisione spenta e il bagno libero.

Puoi stare lì, indecisa sul da farsi, come l’ultimo romanzo accanto a te.

In bilico tra la serenità di un pigro risveglio festivo e la necessità di mettere in atto dei movimenti per iniziare la giornata, dovrai pure fare una doccia, vestirti, preparare qualcosa da mangiare, uscire.

Non sai se annoiarti, angustiarti per il tempo che hai sprecato oppure gioire per quello che non hai ancora vissuto.

Di domenica puoi mettere il piede in due staffe, tra il sabato e il lunedì, tra giorni di attività frenetica e il vuoto da riempire con l’azione o l’inerzia.

Godendo di tutto questo.

Quasi fregandotene di tutto e di tutti.

Ora hai già scritto troppo, posa la penna, il foglio, spegni il computer, prepara un altro caffè.

Intanto ascoltavi i Queen