Guardare al di là

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la porta accostata, il lenzuolo ben steso, il libro sul comodino, il pigiama piegato, l’asciugamano appeso, il cassetto richiuso, la sedia sotto il tavolo, la tovaglia nel cassetto, la tazza nel lavello, la carta nel cesto della carta, la plastica con la plastica, il vetro con il vetro, l’umido con l’umido, le pantofole nella scarpiera, la giacca sull’attaccapanni, la borsa sul ripiano, la biancheria stesa…

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il silenzio e l’ascolto interessato, l’empatia, il commento educato, la parola gentile, il sorriso sincero, il gesto cortese, il dubbio e la convinzione, la curiosità e il pudore, la condivisione…

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L’arte di tacere, di ascoltare, di scrivere poco…

Breve saggio, molte riflessioni

Mi piace sistemare i miei libri, dar loro una collocazione sui ripiani, ovviamente una collocazione che molto democraticamente a casa mia, decido io, così in famiglia debbono consultare me per cercare un libro per autore o per argomento

Ogni tanto ne lascio qualcuno in “vetrina”, con il titolo ben in vista, uno di questi è un piccolo libro che mi è stato regalato da una coppia di amici storici: “L’arte di tacere seguita dall’arte dello scriver poco” dell’abate Dinouart.

Il dono è stato scelto perché sono una chiacchierona? Non mi sono offesa, gli amici sono collaudati e condividiamo da anni molte idee e molti pensieri e una buona dose di ironia. Continua a leggere “L’arte di tacere, di ascoltare, di scrivere poco…”