La cucina della nonna – parte 2

La colazione della domenica

Solitamente i miei genitori arrivavano il sabato e alcune volte, si presentavano anche gli zii di Genova con i miei cugini.

In realtà mia nonna non sapeva mai chi e se sarebbe arrivato qualcuno, non aveva telefono, ma lei, per non sbagliare, preparava.

La mattina, se c’erano gli zii era obbligatorio l’uovo sbattuto. Mia zia ne preparava in quantità industriale, sbattendo le uova finchè non assumevano una consistenza “spumosa” e diventavano bianche. E mentre rimestava con energia proclamava: “belandi che ovetti!”.

Io in realtà, speravo sempre, visto che l’uovo lo mangiavo praticamente tutti i giorni, che si ricordassero di portare la buonissima “focaccia di Genova” di cui andavo ghiotta… Solitamente non mi deludevano! Continua a leggere “La cucina della nonna – parte 2”

Buon Ferragosto a tutti

Sull’onda dei ricordi rieccomi a casa della nonna

Per la nostra famiglia il 15 d’agosto non segnava l’apice dell’estate o l’apoteosi di vacanze da sogno, ma “la festa d’la Madona” (la festa della Madonna).

Mia nonna si alzava presto per preparare il pranzo nella convinzione, non sempre indovinata, che tutti i figli si sarebbero presentati per la grande festa. Continua a leggere “Buon Ferragosto a tutti”

Chiamatemi “Signora”, grazie!

Un altro spunto di riflessione firmato Ilaria Corona

Forse quell’appellativo che tanto ci spaventa “Signora”, dovremmo iniziare ad indossarlo con disinvoltura.

Ragazzine lo siamo state, ora basta, salutiamo quegli anni da cui è così difficile staccarci e lasciamoci abbracciare da una nuova donna.

Smettiamola di tirarci quell’occhio contornato di rughette, smettiamola di torturare i nostri fianchi con jeans elasticizzati, smettiamola di snobbare la sobrietà solo perché siamo convinte che ci invecchi.

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Mezza mela

Da bambine abbiamo immaginato l’amore romantico, siamo cresciute con il mito delle due metà di Platone, ricercando la mezza mela che ci completi e nella quale poterci specchiare.

E se invece la mezza mela fosse composta da spicchi?

Ogni donna ha bisogno di amore, che sia di un compagno, di un genitore, di una sorella, di un figlio, di un’amica. Non un’unica persona, ma persone che ci completano con le loro differenze.

Nonna Angelina e lo zoccolo

Metodi educativi a prova di bomba

Rileggendo il sottotitolo sorrido, perchè mai parole furono più veritiere e vi spiego il perchè.

Mia nonna era una donna di campagna indurita dalle prove della vita. Era una di quelle persone all’apparenza fragili ma, che all’occorrenza, esibiva un carattere non sempre piacevole.

Io e Marinella, tra le altre, abbiamo anche la fortuna/sfortuna di avere in comune la stessa situazione in fatto di figli. Sarà che sono nati il 26 con qualche mese di differenza, sarà il caso, però i nostri due pargoli amano la vita non convenzionale e i viaggi alternativi.

Così ecco che qualche mese fa cercavo di rassicurare la mia amica quando sua figlia ha deciso di seguire il sogno di lavorare in Africa con un’organizzazione umanitaria e… “sbam!” eccomi qua a cercare rassicurazioni dopo che mio figlio ci ha comunicato di aver lasciato un buon lavoro, Londra, e aver deciso di prendersi sei mesi “sabatici” per viaggiare zaino in spalla per l’Asia orientale. Certo i nostri ragazzi sono più vicini ai trenta che ai vent’anni, ma si sa la mamma è sempre la mamma.

Ora cosa c’entra questo con mia nonna? C’entra… c’entra… E’ a lei che ho pensato quando Marinella mi parlava dei suoi timori e sempre a lei quando il mio ragazzo mi ha comunicato i suoi progetti.

Dovete sapere che avevo uno zio che al tempo della seconda guerra mondiale era un ragazzo abile al servizio militare, ma essendo il più grande di quattro fratelli venne esonerato dal partire per il fronte. Questa cosa però non lo aveva reso particolarmente orgoglioso e fu così che un giorno comunicò alla famiglia di aver deciso di unirsi ai partigiani.

Non lo avesse mai detto: nonna Angelina, che era alta un metro e cinquanta e quando si arrabbiava faceva comunque tanta paura, cominciò a fare fuoco e fiamme per cercare di convincerlo a restare, ma zio Giovanni era determinato a partire.

Come sappiamo, i partigiani non operavano alla luce del sole e quindi mio zio aveva preso accordi per ritrovarsi in un dato luogo in una data ora. La mattina si era alzato all’alba, e non so esattamente la dinamica del fatto, ma mia nonna con una poderosa zoccolata alla testa l’aveva tramortito facendolo svenire.

Quando si riprese il convoglio era passato insieme alla sua carriera di partigiano e salvatore della patria. Quante volte abbiamo riso di questa storia, soprattutto guardando mia nonna, ormai anziana, indifesa e persa in un mondo tutto suo, che ci osservava con occhi dolci e biricchini!

Quando ho consigliato questo metodo a Marinella ho visto una certa consapevolezza nello sguardo della mia amica, mentre mi ha fatto ridere lo sguardo scandalizzato di sua figlia.

– “Nooo, non si fa, non è giusto!”.

– “Forse no”, ho pensato… ma a noi i mesi di vita persi a stare in pena per loro chi ce li ridà?

Vado a cercare uno zoccolo.

Donne con le gonne

Il diritto di non essere uomo

Quando le donne parlano di uguaglianza tra i sessi, dovrebbero rivendicare gli stessi diritti e agli stessi doveri degli uomini, mantenendo il loro essere donna e non cercando di diventare uomo nel vero senso della parola. Invece mi rendo conto che ultimamente le cose stanno andando in questo senso.

Sembra che le donne vogliano acquisire tutti quei comportamenti che secoli e secoli di cattive abitudini e di cattive impostazioni hanno reso l’uomo quello che è oggi e soprattutto quello che è stato in passato. Continua a leggere “Donne con le gonne”

Dire “ti amo” è facile

…quello che viene dopo è un po’ più difficile.

In questi giorni di forzata inattività, con le vacanze fuori dalla porta, gli amici lontani, cado spesso preda di inquietudine, insofferenza, come diceva una vecchia pubblicità: “voglia di qualcosa di buono”.

Assodato che i dolci fanno ingrassare e poi la voglia di qualcosa di buono, nel mio caso, si traduce in “voglia di novità” non mi resta che percorrere due strade: schiantarmi con i film di Jane Austen o schiantarmi con…. Sex and the city.

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Musicoterapia

La cura dell’anima

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto). Continua a leggere “Musicoterapia”

Racconto toscano

Racconti di viaggio

La coppia, in vacanza in Toscana, entra nel bar e ordina due caffè “un po’ lunghi”. Dal retro appare indaffarata e chiacchierona una cameriera non più giovanissima che inizia un battibecco scherzoso con il barista.

– Il mio titolare dice che sono innamorata, vero signora che è una bella cosa?

La donna in attesa del caffè trasale e sebbene contrariata, risponde con un sorriso: – “Vero! Il problema è esserlo di quello giusto, altrimenti è un bel guaio!”. La cameriera annuisce con un sorriso e sparisce dietro la porta della cucina. Continua a leggere “Racconto toscano”