Una nuova amica

TeoDieta – cibo e spiritualità: la strana coppia

Tra i motivi che ci hanno spinto ad aprire un blog, c’è la voglia di conoscere persone interessanti, soprattutto se nostre coetanee, perchè ci piace pensare che l’età non è un deterrente, ma uno stimolo a reinventarsi, a mettere a disposizione degli altri le proprie esperienze di vita.

È proprio in quest’ottica che ci fa piacere ospitare nelle nostre pagine una nuova amica: Maria Fiorito, che ci parla di lei e della sua creatura…

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Tempo di vendemmia

Io sono la cittadina di questo duo che è menti vagabonde, una parte dei miei ricordi bucolici risale ad alcuni momenti trascorsi nella casa dei nonni di Gabriella.

Entrambe abbiamo avuto un parente centenario, io una nonna e lei un nonno. Quando l’ho conosciuto era già molto in avanti con gli anni, ancora oggi non saprei descriverne le caratteristiche fisiche se non che non fosse molto alto e avesse una magra corporatura. La mia immaginazione lo aveva associato alla tipica figura del vecchietto di molti film western, quello che parlava con la pipa in bocca, fischiettando un po’ e sentendo poco. Ora non so se effettivamente suo nonno fischiettasse parlando, ma quasi sicuramente non sentiva più molto bene. Continua a leggere “Tempo di vendemmia”

Viaggiare con le amiche

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse. (Milan Kundera)

Lo scorso fine settimana io e la mia compagna di blog siamo riuscite finalmente a ritagliarci un paio di giorni tutti per noi, a mettere qualche chilometro di distanza tra noi e la nostra città, la nostra famiglia e gli amici che frequentiamo…non tutti in effetti, in quanto siamo diventate un terzetto femminile con una nostra cara amica comune.

Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo.
Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni. (Fernando Pessoa)

Non è stato così importante decidere la meta, più pressante era il desiderio di stare insieme senza il problema del tempo, del pensiero di dover adempiere agli impegni giornalieri. Libere per alcune ore di non avere ruoli, se non quello di essere donne e amiche che si vogliono bene e si stimano. Continua a leggere “Viaggiare con le amiche”

Qualche novità!

In questi giorni, se avete fatto una capatina da noi, potreste aver notato qualche cambiamento nel menu di questo blog.

Abbiamo cercato di rendere più chiara e veloce la consultazione.

Il nostro ieri è una finestra sul nostro passato, ricordi che condividiamo e che potrebbero essere spunti di riflessione e confronto.

AcideMenti siamo noi oggi, con lo sguardo su quanto accade nel nostro tempo, su quello che ci colpisce e che può interessare a noi donne “anta” A volte saremo un po’ acidine – sarà l’età? –

TecnoVagabonde riguarderà il mondo tecnologico declinato al femminile.

Le nostre amiche è uno spazio che riteniamo molto importante. È di chi desidera condividere qualcosa con noi. Perché mentivagabonde vuole essere anche un tramite, creare una rete di collaborazione tra donne.

Marina è il personaggio immaginario creato da un’amica, @loryfashion. Tra noi è nata un’amicizia che si è concretizzata in una collaborazione.

Non ci resta che accogliervi in questa nostra “casa”.

Benvenute e benvenuti!

Ricordi d’estate – I giochi

Giochi senza frontiere

Guardo i bambini, composti con zaini e grembiulini nuovi e mi fanno un po’ tenerezza. Chissà se come me, quando il primo di ottobre si riaprivano le scuole, provano nostalgia per i giochi dell’estate ormai in chiusura?

Io e mia sorella, finite le scuole, lasciavamo la città ed una volta arrivati a casa della nonna indossavamo la nostra divisa delle vacanze: pantaloncini corti, canottierina possibilmente a righe e sandali blu (quelli con gli occhi). Avevamo anche uno scamiciato per andare al mercato e un vestitino per andare a messa la domenica. Continua a leggere “Ricordi d’estate – I giochi”

La nostra vecchia scuola

Cara amica, ti scrivo questo lungo messaggio in questa serata un po’ troppo calda, ma tranquilla.

Questa mattina sono uscita presto di casa per sbrigare alcune commissioni, avevo voglia di camminare e ho quindi passeggiato lungo il fiume. Così mi sono attardata e verso l’una del pomeriggio, quando i raggi del sole iniziavano a non dare più tregua, mi sono ritrovata davanti alla nostra vecchia scuola.

Stessa cancellata verde e ruggine, stessa facciata di mattoni marroni, diverse locandine di serate musicali affisse sui muri…ai nostri tempi non c’erano tutte queste serate…peccato! Di fronte c’è ancora la stazione dei pullman, sulle pareti i graffiti potrebbero ricordare quelli che abbiamo visto insieme durante il nostro viaggio a Londra, ma non sono così particolari, sono solo graffi colorati, scarabocchi su pareti sporche e scrostate. Sembrava un angolo di periferia, ma ero alle spalle del centro città, a due passi dalla dimora reale sabauda con i suoi giardini. Continua a leggere “La nostra vecchia scuola”

La nascita di una collaborazione

Nel mondo dei social ci chiamiamo tutti amici o follower.

Siamo amici virtuali che non sempre interagiscono, talvolta persi dietro a numeri, statistiche, like e cuoricini. Questo mondo richiede un nuovo modo di lavorare, crea figure e ruoli diversi. Appare come un grande gioco, ma se se il gioco è bello e si vuole partecipare, occorre darsi delle regole…che vanno rispettate, perché dietro alle immagini e alle parole che navigano nella rete ci sono persone in carne e ossa.

Ci sono poi meccanismi che si mettono in moto quasi da soli perché la simpatia, l’intuizione, una certa visione delle cose non si possono pianificare a tavolino, o ci sono o non ci sono, come l’amicizia, come l’amore.

Noi menti vagabonde abbiamo avuto l’occasione di conoscere @loryfashion. Loredana ha una bella pagina su Instagram: è creativa, si occupa di comunicazione, insegna, disegna bozzetti e fa un milione di altre cose. Continua a leggere “La nascita di una collaborazione”

Sorellanza e non

È ormai trascorso del tempo da quando io e Gabriella siamo diventate Menti Vagabonde, da quando abbiamo sentito l’esigenza di dare una forma a tutto quello che ci univa – e che tuttora ci unisce -.

Questa forma, il blog, probabilmente era pensato più per noi due che per chi avrebbe potuto esserne interessato. Ora si è rafforzata in noi l’idea di creare qualcosa che possa diventare un ponte tra persone diverse e lontane e ancora una rete che colleghi noi con altre donne.

Nell’ultimo periodo ho sentito in me più forte l’idea di sorellanza, un termine che fa parte della storia del femminismo. Negli anni ’70 la scrittrice e attivista femminista statunitense Kate Millet anni con sorellanza indicava la solidarietà, il legame reciproco. Era un’idea che mirava ad ottenere un’unione sotto vari aspetti, senza differenze di classe, etnia, religione. Questo termine fu ripreso dall’antropologa Marcela Lagarde, un legame di amicizia tra donne che diventano quindi complici e lavorano assieme libere e forti, senza essere rivali, senza sentirsi concorrenti

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Mezza mela

Da bambine abbiamo immaginato l’amore romantico, siamo cresciute con il mito delle due metà di Platone, ricercando la mezza mela che ci completi e nella quale poterci specchiare.

E se invece la mezza mela fosse composta da spicchi?

Ogni donna ha bisogno di amore, che sia di un compagno, di un genitore, di una sorella, di un figlio, di un’amica. Non un’unica persona, ma persone che ci completano con le loro differenze.

Nonna Angelina e lo zoccolo

Metodi educativi a prova di bomba

Rileggendo il sottotitolo sorrido, perchè mai parole furono più veritiere e vi spiego il perchè.

Mia nonna era una donna di campagna indurita dalle prove della vita. Era una di quelle persone all’apparenza fragili ma, che all’occorrenza, esibiva un carattere non sempre piacevole.

Io e Marinella, tra le altre, abbiamo anche la fortuna/sfortuna di avere in comune la stessa situazione in fatto di figli. Sarà che sono nati il 26 con qualche mese di differenza, sarà il caso, però i nostri due pargoli amano la vita non convenzionale e i viaggi alternativi.

Così ecco che qualche mese fa cercavo di rassicurare la mia amica quando sua figlia ha deciso di seguire il sogno di lavorare in Africa con un’organizzazione umanitaria e… “sbam!” eccomi qua a cercare rassicurazioni dopo che mio figlio ci ha comunicato di aver lasciato un buon lavoro, Londra, e aver deciso di prendersi sei mesi “sabatici” per viaggiare zaino in spalla per l’Asia orientale. Certo i nostri ragazzi sono più vicini ai trenta che ai vent’anni, ma si sa la mamma è sempre la mamma.

Ora cosa c’entra questo con mia nonna? C’entra… c’entra… E’ a lei che ho pensato quando Marinella mi parlava dei suoi timori e sempre a lei quando il mio ragazzo mi ha comunicato i suoi progetti.

Dovete sapere che avevo uno zio che al tempo della seconda guerra mondiale era un ragazzo abile al servizio militare, ma essendo il più grande di quattro fratelli venne esonerato dal partire per il fronte. Questa cosa però non lo aveva reso particolarmente orgoglioso e fu così che un giorno comunicò alla famiglia di aver deciso di unirsi ai partigiani.

Non lo avesse mai detto: nonna Angelina, che era alta un metro e cinquanta e quando si arrabbiava faceva comunque tanta paura, cominciò a fare fuoco e fiamme per cercare di convincerlo a restare, ma zio Giovanni era determinato a partire.

Come sappiamo, i partigiani non operavano alla luce del sole e quindi mio zio aveva preso accordi per ritrovarsi in un dato luogo in una data ora. La mattina si era alzato all’alba, e non so esattamente la dinamica del fatto, ma mia nonna con una poderosa zoccolata alla testa l’aveva tramortito facendolo svenire.

Quando si riprese il convoglio era passato insieme alla sua carriera di partigiano e salvatore della patria. Quante volte abbiamo riso di questa storia, soprattutto guardando mia nonna, ormai anziana, indifesa e persa in un mondo tutto suo, che ci osservava con occhi dolci e biricchini!

Quando ho consigliato questo metodo a Marinella ho visto una certa consapevolezza nello sguardo della mia amica, mentre mi ha fatto ridere lo sguardo scandalizzato di sua figlia.

– “Nooo, non si fa, non è giusto!”.

– “Forse no”, ho pensato… ma a noi i mesi di vita persi a stare in pena per loro chi ce li ridà?

Vado a cercare uno zoccolo.