La signora in rosso

Vi ricordate il film “The woman in red” del lontano 1984?

Un consiglio, evitate di danzare su di una grata dalla quale fuoriesce l’aria, ma concedetevi una serata romantica. Vediamo cosa ci consiglia Francesca di Relove

“Scegliete un abito “total red” dalla scollatura generosa ma elegante, che suggerisce senza ostentare, lungo poco oltre il ginocchio, dalla linea morbida, che scivoli sul vostro corpo sottolineandolo con dolcezza. Abbinate dei sandali col tacco (anche non altissimo, ma obbligatorio!) color cipria o nude, che allungano la gamba e raccontano la vostra femminilità! Raccogliete i capelli per scoprire il collo e indossate un paio di orecchini colorati pendenti per incorniciare il viso e creare la giusta armonia visiva, che rifletta all’esterno la vostra armonia interiore!”

(Relove, Via Guastalla 6a, Torino)

Intanto ascoltiamoci…

Non siamo banali

Relove

Svegliarsi al mattino e scoprire che i raggi del sole si allungano nella stanza. Il lenzuolo buttato di lato perché fa già caldo.

Un cinguettio lontano dà l’illusione di essere lontano, da qualche parte, non in città.

La voglia di caffè e le notizie del telegiornale, il bucato da stendere sul balcone assolato.

Un sorriso allo specchio del bagno e lo scroscio dell’acqua della doccia.

Sentire che quell’energia che sembrava addormentata dà invece la sua scossa, pensare agli impegni della giornata.

Aprire il proprio armadio in cerca di ispirazione, aver voglia di darsi una nuova immagine e di amarsi per quello che si è, di nuovo.

Relove, Francesca…

(Via Guastalla 6/a, Torino)

“Aperitivo con le amiche! Un momento di svago e divertimento, un piccolo lusso da concedersi appena possibile! Optate per un look confortevole ma sempre raffinato: un jeans a vita alta per sottolineare il punto vita, top bianco per illuminare il viso e un soprabito leggerissimo con le maniche a tre quarti per definire l’insieme con estro! Perchè le belle signore non sono mai banali!”Perchè nessuna di noi è banale…

Relove, un nuovo appuntamento

Nei giorni scorsi Francesca, anima di Relove, ci ha raccontato la sua storia.

Il simbolo di menti è il soffione, il fiore di Tarassaco che quando sfiorisce diventa una sfera leggera che si disperde nel vento portando lontano i suoi semi.

È cambiamento!

Francesca è creativa, ha un entusiasmo contagioso che traspare anche dai messaggi che ci scambiamo, desidera andare lontano con i suoi progetti, lasciamoci contagiare…e consigliare ancora.

Power dressing!

Uno dei contributi della moda all’emancipazione femminile, il tailleur!

Perfetto per una cerimonia: l’accento luminoso degli strass e la linea ironica della giacca sdrammatizzano il tono formale di questo capospalla, sempre e comunque chic! Abbinato ai sandali in tinta per essere super femminili e sofisticate e, perché no, più slanciate!

La pochette vintage aggiunge il gusto originale di una donna che si conosce e sa quello che vuole, e non ha paura di mostrarlo !

#50sfumaturedite #believeinyourself”

Relove, via Guastalla, 6/a Torino

Relove, una nuova vita

Proseguendo nella nostra idea di condividere con altre donne racconti, esperienze, iniziative, desideriamo presentarvi Francesca, ideatrice a anima di Relove, abbigliamento second hand.

Nelle prossime righe la nostra amica si racconterà e rimarrà ancora con noi perché ha aderito ad una nostra proposta.

Noi non siamo fashion blogger, non vestiamo grandi firme, non siamo preparate e informate sulle novità nel campo della moda, ma ci piace la cura, l’attenzione. Francesca ci proporrà qualche outfit pensato per noi donne “anta”, ma sempre nell’ottica di una moda e uno stile sostenibile, popolare.

“Qualcuno mi ha definito un animaletto curioso.
Beh, è vero, sono molto curiosa, anche permalosa, testarda, sensibile, estroversa.
Mi nutro di contatti umani, di scambi e confronti di idee ed emozioni.
Ho una sfrenata passione per la moda, mi diverto ad utilizzare gli abiti e gli accessori come strumenti di comunicazione, di espressione della personalità.
Si può e si deve giocare con la propria immagine, dar voce alle tante sfaccettature del proprio carattere, interpretare ruoli diversi a seconda dell’occasione. Continua a leggere “Relove, una nuova vita”

Essere ma anche apparire

Sibilla Ieri passeggiando sotto il sole ligure, pregustavo il piacere di vedere un po’ di abbronzature sul mio, solitamente, pallido viso. Una mia amica mi metteva in guardia sul rischio invecchiamento della pelle causato dai raggi del sole e da lì è cominciata una piacevole discussione sull’età e la cura di sé.
Cara Cassandra non siamo più ragazzine (anche se per qualche giorno ancora mi godo la nostra differenza d’età😋) e spesso abbiamo affermato che il non essere più così giovani ci dà il vantaggio di non essere più in competizione con le altre per attirare l’attenzione di quei maschietti che, ad oggi, risentono del tempo come noi. Anzi, spesso ridiamo di quelle donne che pretendono di vestirsi come ventenni e si atteggiano come tali, diventando una patetica caricatura con dispendio inutile di energie e soldi. È una bella soddisfazione smarcarsi da certi stereotipi e dire liberamente di preferire un buon libro ad una serata erotica (posso pubblicarlo?)! Certo però che avere cura di se stessi, per la propria soddisfazione, è altrettanto piacevole. Credo che ognuno di noi abbia il dovere di non abbandonarsi alla sciatteria: anche quando sono a casa mi preparo come se dovesse venire qualcuno a farmi visita.

img_2176D’altronde anche solo il postino o il venditore della Folletto può suonare il campanello e “aborro” l’idea di aprire la porta con addosso una tuta consunta, una maglia sporca di sugo o i capelli in disordine. Ci vuole poco per stare comoda ma “in ordine”, aiuta nell’acquisire sicurezza: bisogna supplire ai danni del tempo… magari con un colpo di spazzola in più è un po’ di fard. O no?

Cassandra Cara amica, ti rispondo dalla città, per cui rimango bella pallida e mi evito le rughe e le macchie solari, visto che una già ce l’ho 😦  , ha ragione la tua amica nel dire che il sole invecchia, fai caso, le attrici e le presentatrici televisive hanno tutte la pelle bianchissima, dovremmo camminare anche noi con un bel faro sparato sul viso che spiana tutto! Ritorno al nostro discorso, ovvero che gli anni dovrebbero sollevare dalla competitività: come potremmo mai gareggiare con la bellezza della giovinezza? Mi piacciono il sole, un po’ di abbronzatura – pazienza per le macchie – avere i capelli e il trucco a posto…ma non necessariamente abbinati a stivaletti con tacchi a spillo, minigonna e soprattutto completi animalier che a quanto pare dai quaranta in su vanno tanto, mi vengono i brividi! Curarsi non credo voglia dire cercare ostinatamente di apparire come non si è più, ovvero ragazzine, tantomeno apparire come Milf. Con questo non voglio dire che io non condivida rapporti nei quali c’è una grande differenza di età, ognuno è libero di scegliere e di essere scelto, questo è un altro discorso. Il punto è, secondo me, cercare di valorizzare quello che si è in quel dato momento, in quel dato periodo. Non siamo solo quello che c’è dentro di noi, è vero, siamo anche quello che appare, e quindi va valorizzato e non mortificato. Ormai anche gli uomini si guardano allo specchio in modo diverso, è apprezzabile la cura del corpo da parte sia dei ragazzi sia degli uomini che hanno superato i quaranta, ma ogni tanto ho la sensazione che ci sia qualcosa di maniacale, che invece di aiutare ad acquisire sicurezza, sia invece qualcosa che evidenzia tutte le insicurezze. Ormai mancano pochi giorni e saremo sommerse da pubblicità su creme, gel, fanghi, pillole, cereali e yogurt per ventre piatto, glutei tonici e cosce snelle. Si salvi chi può!

00811203Confesso che in casa preferisco l’abbigliamento comodo, anche perché tanto il postino suona sempre due volte…in zona da me poi c’è la postina eheheh!

 

img_2174Sibilla Concordo con te che l’eccessiva attenzione all’estetica genera storture, però mi rendo conto che oggi, più che in passato, sento l’esigenza di curare il mio aspetto, mi rendo conto di non avere più l’età dalla mia parte 😏. Detto ciò credo che piacersi aiuti a stare meglio con se stessi e con gli altri. A questo punto mi sorge un dubbio: ma è giusto giudicare con durezza certe coetanee che si sentono bene con leggings leopardati e scollature ombelicali? Non è che siamo veramente un po’… bacchettone? 😉

Cassandra Forse lo siamo…ma non direi che giudichiamo con durezza, non mi sembra che nessuna delle due si sia mai azzardata a fare commenti offensivi, un parere non è una sentenza di condanna; se qualcuno mi chiede un’opinione, con la dovuta accortezza, rispondo sinceramente. Certamente occorre dedicare del tempo a se stesse, io lo faccio, a maggior ragione con il trascorrere degli anni, tempo per il benessere fisico e psichico, trasmettiamo ciò che pensiamo e sentiamo, nessun fondotinta potrebbe mai mascherare chi siamo veramente.

Intanto mettiamo in atto i nostri buoni propositi, perché questa mattina mi sono imbattuta in questo post…ma sia l’una che l’altra mi fanno un po’ paura!!!

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