In questi giorni, in questo periodo

In tempo di pandemia

Mi rendo conto che ormai quando scrivo, esordisco spesso con: in questi giorni, in questo periodo…

Quello che era ieri, sembra si sia allontanato, sia meno delineato, chiaro, contestualizzato. Le persone mi sembrano diverse e lontane dall’idea che mi ero fatta di loro. Sono cambiate o più semplicemente erano già così? Quanto sono state influenzate da questi giorni, da questo periodo. C’è poi un aspetto particolare, questo cambiamento l’ho notato in chi per me ha una rilevante preparazione culturale e dovrebbe quindi aver maturato una certa esperienza, stabilità emotiva e capacità di discernere…fino ad ora…

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25 aprile 2020

Il nostro soffione

Quando è iniziata l’avventura di menti vagabonde abbiamo pensato a qualcosa che potesse rappresentare il nostro blog, abbiamo immaginato il soffione, conosciuto anche come dente di leone o più precisamente tarassaco.

Naturalmente ci siamo poi rese conto che non avevamo individuato qualcosa di originale, la sua immagine e il suo significato simbolico ricorre spesso, così come è presente in racconti e leggende: fate che ne abitavano la corolla, Teseo che ne mangiò i fiori per diventare forte e sconfiggere il Minotauro.

Noi semplicemente lo avevamo associato alla libertà, i semi che volano verso mete lontane rappresentano tuttora il nostro desiderio di rinnovamento e scoperta. Continua a leggere “25 aprile 2020”

All’asilo no!

… e niente vasca

Come ho raccontato in un precedente articolo (Un’infanzia turbolenta) da bambina frequentai solo l’ultimo anno di asilo, perché non ci volevo andare e mio padre, geloso della sua bambina, assecondò quel capriccio.

Decisero di iscrivermi l’ultimo anno, perché si resero conto che avevo bisogno di socializzare ed anche per cercare di “addomesticarmi”.

Lo  frequentavo solo al mattino, ma lo odiavo: non mi piacevano le maestre, alle quali “sentivo” di non essere simpatica, non mi piaceva correre nel salone a tempo di pianoforte e in mensa c’erano bambini che quando mangiavano si spiaccicavano il formaggino ovunque e io… davo di stomaco. Continua a leggere “All’asilo no!”

10 cose che non fai più usando la tecnologia

Curiosando sul web ho letto questo interessante articolo tratto dal sito Focus.it

Indubbiamente la tecnologia ha cambiato il nostro stile di vita e tante azioni che rientravano nella nostra quotidianità ormai sono sorpassate e alcune già dimenticate.  Probabilmente i teenagers di oggi non sanno neppure di cosa stiamo parlando.

Ma vediamo chi di voi ha una buona memoria

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La fête De la Saint-Jean

Opera di Jules Breton…

“Il quadro in cui (…) le ragazze continuano a ballare intorno a un falò della festa di San Giovanni. (…) Anche un solo passo ci permette de eludere la disperazione e trovare rifugio. Anche un solo movimento, la curiosità o la necessità di andare a trovare qualcuno, una persona che pensiamo ci possa aiutare, che un tempo abbiamo incontrato e a cui guardiamo con ammirazione. Un solo passo ci dà modo di metterci in viaggio, anche se poi attraverso quel piccolo moto saremo portati a scoprire che forse non avevamo così bisogno di cercare quella persona, di ascoltarne le parole o sentirne l’abbraccio. Perché qualcosa di inatteso accade, ci svia da quell’obiettivo e ci impone una sorta di risveglio e attenzione, di compassione e cura.”

(Tratto da Controvento di Federico Pace)

 

Vino moscato e fuga

Infanzia spericolata

Per sdrammatizzare questi giorni così densi di preoccupazioni e per festeggiare in quarantena il mio compleanno, ho detto alle mie figlie che avrei “alzato il gomito”…io che praticamente non bevo alcolici, giusto un bicchiere di vino quando le amiche mi guardano di traverso se ad una cena chiedo soltanto dell’acqua.

Mi è stato quindi chiesto se ricordo di aver mai esagerato…mai! Come Gabriella sono ligia alle regole e non mi piacciono gli eccessi, diciamo che sono un tantino noiosa sotto questo aspetto.

Dopo aver letto i suoi trascorsi di infanzia turbolenti Un’infanzia turbolenta, mi sono resa conto che effettivamente anche io ho dato il meglio di me quando ero ancora una bambina, forse per questo siamo così amiche?

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Mani in pasta

Mai come in questo periodo ci controlliamo le mani

Mani che sono il prolungamento di noi e arrivano ovunque vogliamo arrivare. Ci danno la percezione di chi ci circonda perché una stretta di mano, una carezza o un fuggevole tocco, ci restituiscono la reazione di chi abbiamo cercato.

Con le mani abbiamo toccato il suolo e da lì ci siamo alzati quando ancora bambini non sapevamo dove avremmo voluto e potuto arrivare, tesi a toccare e a prendere ciò che ci circondava e ancora oltre, anche adesso.

Le mani fanno: indicano, prendono, modellano, creano, curano. Così nominate in questi giorni di pandemia, non possono del tutto assolvere al loro ruolo di contatto con gli altri.

Dobbiamo averne cura non soltanto con manicure e creme, abbiamo infatti bisogno di litri di acqua e sapone altrimenti il gesto più bello, una mano tesa, diventa il tramite di un pericolo invisibile. Continua a leggere “Mani in pasta”

Buona Pasqua

da Marinella e Gabriella

“Pasqua era giunta, la festa della luce e della liberazione per tutta la natura! L’inverno aveva dato il suo addio, ravvolto in un fosco velo di nebbie, e sopra le turgide nuvole in corsa s’avvicinava ora la primavera.

Aveva spedito innanzi i suoi messaggeri di tempesta per destare la terra dal lungo sonno, ed essi fremevano su boschi e piani, battevan le ali sulle cime possenti dell’alpe e sconvolgevano il mare dal profondo.

Era nell’aria come un lottare e un muggire selvaggio, e ne usciva tuttavia quasi un grido di vittoria: ché tra le burrasche di primavera, frementi di vita, s’annunciava la resurrezione.”

Elisabeth Bürstenbinder Continua a leggere “Buona Pasqua”

Controvento

Letture in quarantena

In un momento in cui siamo costretti ad una vita “virtuale”, che pur aiutandoci obbliga a mantenere le distanze, abbiamo sentito la necessità di toccare i nostri libri, di sentire il profumo della carta. Così abbiamo aperto le nostre librerie e riscoperto:

Controvento – Storie e viaggi che cambiano la vita di Federico Pace

Si tratta di una serie di racconti in cui l’autore narra i viaggi di personaggi della letteratura, della musica, della pittura e di persone che, in qualche modo, hanno lasciato un segno nella società.

Federico Pace racconta il viaggio come percorso per trovare (o ritrovare) il proprio io, per cambiare la concezione della vita, per far chiarezza sulle proprie aspettative. Il viaggio è visto come un mezzo per conoscere se stessi, cambiare le proprie convinzioni e il modo di guardare gli altri.

 

Silvia Ceriegi di Trippando.it ci ha invitato a dare il nostro contributo al suo articolo Libri in quarantena suggerendo una lettura adatta a questo periodo

 

 

Tecnologia al nostro servizio

Stare in compagnia restando a casa

In queste settimane abbiamo potuto constatare come la tecnologia sia una grande risorsa in tempo di Covid-19. In realtà, da appassionata oltre che da interessata, non ho mai nutrito dubbi a tal proposito.

Come già scritto in precedenti articoli, sono insegnante di computer, ma la mia utenza non è costituita da bambini e ragazzi giovani e scattanti. Le mie lezioni sono rivolte ad un pubblico più maturo e i miei allievi hanno, quasi tutti, raggiunto e superato l’età pensionistica.

Molti hanno figli e nipoti all’estero, altri no, ma oggi siamo tutti lontani seppur geograficamente vicini.

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