Il cinema sul balcone

Il cinema sul balcone nelle sere d’estate era veramente divertente.

Quando ero ancora una bambina abitavo in una casa di ringhiera, ovvero un edificio con lunghe balconate sul lato cortile, per cui la vita sociale era molto vivace. C’era sempre qualcuno che passava davanti alle varie porte (rigorosamente con i vetri) e alle finestre. Tutti vedevano tutto e sentivano di tutto. I più fortunati erano coloro che abitavano alla fine del ballatoio, perché potevano mettere un piccolo cancello e delimitare il proprio spazio, altrimenti era tutto un aprire e chiudere cancelli.

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Fortunati erano anche i bimbi che abitavano alle estremità di una balconata, perché potevano facilmente organizzare il cinema. Consisteva in un lenzuolo bianco pinzato su una  parete o sulla porta del bagno in comune, e in un proiettore con le diapositive o che proiettava filmini super 8 mm, qui eravamo già molto moderni!

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Dal pomeriggio, al primo piano dello stabile, veniva affisso il cartello con l’annuncio dello spettacolo e l’orario, non ricordo bene il costo del biglietto, credo circa cinque o dieci lire. Si aspettava quindi il buio e tutti noi bambini ci sedevamo uno accanto all’altro in fila per due su sgabellini e sedioline.

Ricordo di aver tentato anche io di fare una proiezione, ma i miei genitori mi negarono il permesso, così mi limitai a fare la spettatrice pagante fino a che tutti non diventammo troppo grandi da preferire i cartoni animati televisivi alle diapositive.

Me ne sono ricordata in questi giorni, guardando il mio nipotino smanettare con il tablet, non so se avrebbe apprezzato quel tipo di cinema, non abita poi in una casa di ringhiera. Ora che ci penso quei balconi mi hanno vista giocare in un sacco di modi, più di quanto avrei potuto fare in un giardino o in un cortile.

Eravamo una bella banda e non ci mancava la fantasia, ma questa è un’altra storia…

La scarpa persa

Era di qualcuno che voleva indirizzarla contro una persona, un cane o un gatto? Di qualcuno che l’ha gettata via per disfarsene? Oppure di qualcuno che l’ha persa senza accorgersene o ancora perché è dovuto scappar via?

Irrimediabilmente persa, abbandonata, come ciò che ormai vecchio è ritenuto inutile.

Pensieri notturni

È ora di andare a nanna, la notte porta consiglio…ma chi dice che voglio consigli…so sbagliare da me…tanto mi spezzo ma non mi piego…chi la dura la vince…o chi l’ha dura la vince? L’importante è partecipare…ma a cosa?

Alla vita ovviamente! 

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(Notte stellata – Vincent Van Gogh)

Di chi aver paura

Di mio padre rammento spesso una frase che era una sorta di ammonimento, allora ero troppo piccola, pensavo si riferisse soltanto alla paura che avevo dei bau bau della notte, dei fantasmi.

Non devi aver paura dei morti, ma dei vivi.

Anni dopo ho ritrovato le sue parole

( tratto da “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti).

Non ti senti un po’ antipatica?

 

Dopo…

le luci, i colori, gli alberi e gli alberelli, le palline che rotolano e fanno felice il gatto – per chi ha un gatto -, le pecorelle che proprio non stanno su – troppa carta, troppe montagne, mica c’erano tutte quelle montagne e tutta quella neve, finta, che svolazza in ogni dove –.

Dopo…

la cera delle candele che mannaggia mi ha macchiato la tovaglia, i regali da cercare, i pacchi e i pacchetti e la carta da regalo che mi è avanzata e che proverò a riciclare il prossimo Natale, la corona appesa alla porta d’entrata che ogni tre per due cade, il tappeto natalizio nel quale ci si inciampa sempre, i piatti decorati che mi regalano da anni e non so più dove conservare, le code al supermercato, il delirio agli scaffali dei giocattoli dove ti fermi con lo smartphone per riguardare le foto dei giochi che ti suggeriscono di acquistare e – mamma mia che brutti questi giochi ma se piacciono a lui, vabbè – almeno al negozio dei mattoncini Lego mi posso divertire e vedo bambini che costruiscono e non giocano con mostriciattoli vari, però più che bambini vedo dei ragazzini, meno male che il fanciullino sopravvive!

Dopo…

il numero da prendere al banco del pesce, e cucinare e lavare e cucinare, e mangiare e mangiare e a volte non digerire, anche perché ti senti maledettamente in colpa quando pensi alle mense dei poveri, a chi muore di fame, a chi proprio non ha tempo e voglia di festeggiare e ti riprometti di non finire di nuovo a fare una spesa esagerata e ad esagerare!

Dopo…

aver fatto l’infermiera all’influenzata di turno, aver perso una prenotazione sempre a causa dell’influenza, può sembrare un disastro, ma è stato bello avere vicino la tua famiglia e creare il caos tra chiacchiere a volume troppo alto e bambini che corrono a destra e a manca.

Adesso però che sei quasi contenta perché è finita la festa, che ognuno è tornato ai propri impegni…e a casa sua, che puoi provare a riprendere il tuo ritmo, che hai deciso di non spremerti le meningi alla ricerca di buoni propositi che tanto non realizzerai, – così tutto ciò che sarà nuovo e positivo ti allieterà la vita – …non ti senti un po’ antipatica?

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Trucchetti per casalinghe perfette

Se sei alla ricerca di soluzioni…

You Tube è veramente il paese delle meraviglie. Non tanto perché si trovano cose meravigliose… sì anche quelle a dire il vero… ma perché io mi meraviglio continuamente di quello che viene pubblicato.

L’altra sera mentre cercavo una cosa che volevo far ascoltare anche a Sibilla, mi sono ritrovata sotto gli occhi quei video del tipo: 28 trucchi per mantenere la casa splendente in meno di 15 minuti, 20 trucchi geniali per le pulizie, casa pulita in un’ora, pulire il bagno in 4 minuti, la mia routine serale, 5 trucchetti per i lavori di casa.

Vuoi vedere che io in tutti questi anni di onorata carriera casalinga non ho mai capito nulla? Già vivo con l’ansia di sprecare il tempo, ora la prima casalinga trentenne mi dà il colpo di grazia e mi getta nella disperazione più nera… di sporco e calcare?

Giammai! Dovevo vedere di cosa si trattava, quali erano questi trucchetti. Così ho cliccato sul primo video… hai le maniglie in ottone da lucidare? Perché stancarsi strofinando con un panno. Basta smontarle (e già mi vedo perdere i pezzi), lasciarle a bagno nel ketchup, poi sfregare e sfregare e poi rimontarle. Semplice no? Mooolto più veloce che passare un qualsiasi prodotto. Chissà perché non ci ho mai pensato! Meno male che non ho questo tipo di maniglia eheheh!

Devi lavare il piumone del letto matrimoniale? Non entra nella tua lavatrice? Non portarlo in tintoria. Mettilo nella vasca da bagno, togli scarpe e calze, tira su i pantaloni e vai nella vasca, fai finta di pigiare l’uva per fare il vino... tra lavaggio e risciacquo non so per quanto ne avrai, sarà divertente, attenta al raffreddore e fatti dare una mano a tirar su il piumone che temo gocciolerà ancora acqua.

Vuoi che la tazza del water sia sempre profumata? Metti del dentifricio nei bordi, così ogni volta che schiacci lo sciacquone avrai un buon profumo di menta fresca.

Geniali!

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Non mi rimaneva che guardare come queste giovani e agitate giovani donne pulivano casa alla velocità di Wonder woman. Hanno un canale e un bel numero di follower che felici commentano che a guardare questi video vien proprio voglia di pulire.

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Queste fans non hanno mai guardato le loro mamme? Cosa hanno trovato di così strepitoso in queste performances? Forse una casa già in ordine e pulita? Non avere cani, gatti e bambini? Perché questo è quello che ho notato.

Il video più carino è stato quello di una giovane mamma che tutta contenta voleva mostrare come togliere il calcare dal box doccia con un noto anticalcare, nooo, mai vista una cosa simile! Però un sorriso me lo ha strappato la vocina della piccola bimba, che senza essere ripresa, continuava a disturbare la registrazione della mamma chiedendo di poter pulire anche lei. Gioia! Mi ha ricordato le mie, la più piccola si era voluta far regalare un set gioco con carrello, secchio, straccio e spazzolone.

Ora che ci penso che tristezza! Me lo merito che ora sia io a rincorrerla per farmi dare una mano.

È di nuovo notte

Avevo una terra, cercavo una nuova terra. Terra nella quale affondare le mie mani e i miei piedi, dove far crescere frutti, dove far crescere come fiori i miei figli. Un posto per ripararmi, per sentirmi al sicuro, dove far riposare le mie ossa.

Volevo una terra, non la desideravo soltanto, la volevo fortemente, non più straniera, ma accogliente.

Volevo una terra, tutti ne hanno diritto, anche io, anche i miei fiori.

Ma vedo solo un orizzonte, e acqua, solo salata acqua, che non disseta, che non ti nutre, che non è terra.

È di nuovo notte…

Colpa del prosecco

“Ciò che neghi ti sottomette, ciò che accetti ti trasforma. “(Carl Gustav Jung)

Conoscevo questa frase, l’ho ritrovata ieri, casualmente, alla vigilia di questo nuovo anno. Jung direbbe: principio di sincronicità.

Penso sia un proposito e un augurio. Eh sì, basta fare inutili, improbabili e ardui progetti che diventando inattuabili peseranno come macigni. Voglio vedere poi come si potranno buttare alle spalle quando ci appresteremo ad affrontare il prossimo anno, Dio piacendo.

Iniziamo questo anno con consapevolezza, guardando finalmente, da persone adulte e responsabili (lasciando comunque vivo dentro di noi il fanciullino che abbiamo dimenticato dentro la pagina del libro😅) la nostra vita.

Ci piace, non ci piace? Certamente non sarà perfetta, ma non lasciatevi ingannare da chi appare perennemente felice e perfetto. La vita è dura, durissima, dannatamente unica. Non rendiamoci schiavi di tutto quello che certamente è difficile accettare, ma che occorre affrontare senza se e senza ma.

Siamo qui, ora, credo sia già tanto, il più bel regalo dell’anno, con tutte le possibilità spianate davanti a noi. Forse non le vediamo ancora tutte espresse chiaramente, però sono dentro di noi. Spesso non vogliamo utilizzare questi verbi: vedere, ammettere, accettare, provare.

Questa mattina sembro uno di quei fantomatici guru, o life coach come va molto di moda oggi, che imperversano nel web o che ritroviamo nei libri che ogni tanto compriamo o ci regalano.

È colpa del prosecco!

In sostanza volevo solo farvi gli auguri per questo 2019…credo che anche Sibilla sia d’accordo con me per il pensiero e gli auguri… speriamo!

Cassandra.

Buon Natale!

Cassandra e Sibilla augurano a tutti coloro che ci seguono e soprattutto a quel gruppo di sostenitori che ci incoraggia con commenti, battute e consigli a non smettere di crederci, serene feste, ricche di risate, affetto e buona compagnia.

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