Trucchetti per casalinghe perfette

Se sei alla ricerca di soluzioni…

You Tube è veramente il paese delle meraviglie. Non tanto perché si trovano cose meravigliose… sì anche quelle a dire il vero… ma perché io mi meraviglio continuamente di quello che viene pubblicato.

L’altra sera mentre cercavo una cosa che volevo far ascoltare anche a Sibilla, mi sono ritrovata sotto gli occhi quei video del tipo: 28 trucchi per mantenere la casa splendente in meno di 15 minuti, 20 trucchi geniali per le pulizie, casa pulita in un’ora, pulire il bagno in 4 minuti, la mia routine serale, 5 trucchetti per i lavori di casa.

Vuoi vedere che io in tutti questi anni di onorata carriera casalinga non ho mai capito nulla? Già vivo con l’ansia di sprecare il tempo, ora la prima casalinga trentenne mi dà il colpo di grazia e mi getta nella disperazione più nera… di sporco e calcare?

Giammai! Dovevo vedere di cosa si trattava, quali erano questi trucchetti. Così ho cliccato sul primo video… hai le maniglie in ottone da lucidare? Perché stancarsi strofinando con un panno. Basta smontarle (e già mi vedo perdere i pezzi), lasciarle a bagno nel ketchup, poi sfregare e sfregare e poi rimontarle. Semplice no? Mooolto più veloce che passare un qualsiasi prodotto. Chissà perché non ci ho mai pensato! Meno male che non ho questo tipo di maniglia eheheh!

Devi lavare il piumone del letto matrimoniale? Non entra nella tua lavatrice? Non portarlo in tintoria. Mettilo nella vasca da bagno, togli scarpe e calze, tira su i pantaloni e vai nella vasca, fai finta di pigiare l’uva per fare il vino... tra lavaggio e risciacquo non so per quanto ne avrai, sarà divertente, attenta al raffreddore e fatti dare una mano a tirar su il piumone che temo gocciolerà ancora acqua.

Vuoi che la tazza del water sia sempre profumata? Metti del dentifricio nei bordi, così ogni volta che schiacci lo sciacquone avrai un buon profumo di menta fresca.

Geniali!

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Non mi rimaneva che guardare come queste giovani e agitate giovani donne pulivano casa alla velocità di Wonder woman. Hanno un canale e un bel numero di follower che felici commentano che a guardare questi video vien proprio voglia di pulire.

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Queste fans non hanno mai guardato le loro mamme? Cosa hanno trovato di così strepitoso in queste performances? Forse una casa già in ordine e pulita? Non avere cani, gatti e bambini? Perché questo è quello che ho notato.

Il video più carino è stato quello di una giovane mamma che tutta contenta voleva mostrare come togliere il calcare dal box doccia con un noto anticalcare, nooo, mai vista una cosa simile! Però un sorriso me lo ha strappato la vocina della piccola bimba, che senza essere ripresa, continuava a disturbare la registrazione della mamma chiedendo di poter pulire anche lei. Gioia! Mi ha ricordato le mie, la più piccola si era voluta far regalare un set gioco con carrello, secchio, straccio e spazzolone.

Ora che ci penso che tristezza! Me lo merito che ora sia io a rincorrerla per farmi dare una mano.

Incubi

La notte porta consiglio?

È notte, ho freddo e comincio ad aver sonno, ma per natura non mi piace cedere facilmente alle braccia di Morfeo, per me è ancora presto…

Invece di far zapping tra un canale televisivo e l’altro, passo tra un commento e l’altro di Facebook e di WordPress.

Non c’è niente da fare, non riesco a non rimanere ogni volta basita di fronte a certe espressioni, alcune decisamente deliranti. Abbondano i toni aggressivi mentre la punteggiatura è in vacanza e dell’educazione si è perso l’indirizzo.

Non sarei realmente basita, ho ben voglia di replicare, dosando parole e toni, talvolta l’ho fatto, ma non credo valga ormai la pena di farsi coinvolgere. A che pro parlare ad un muro.. forse proprio solo il muro risponderebbe di aver capito.

Non rimane che utilizzare la lettura come mezzo di conoscenza, tempo fa un tormentone pubblicitario non martellava con il suo: se lo conosci lo eviti?

Leggendo si realizza ciò che non si vuol diventare e chi non si vuol considerare. Scopro infatti che qualcuno che più o meno conosco passa dal commento volemose tutti bene, è Natale, pace de qui e de là, a espressioni di ammirazione per chi appioppa epiteti, offende ed augura disgrazie varie.

Sono basita nuovamente!

A questo punto è meglio che vada a cercare oh Morfeo Morfeo perchè sei tu Morfeo?

Sto facendo un po’ di confusione, temo avrò degli incubi, già sento Sgarbi che urla: capre capre capre!

Come dargli torto? 😭

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Perle di saggezza da Facebook

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Spesso su Facebook vengono condivisi articoli di pseudo testate giornalistiche che ci rendono partecipi delle ultime scoperte scientifiche…

Uno studio rivela che viaggiare rende più felici che sposarsi e avere figli. Per quelle donne che intendono però percorrere questa strada e anzichè prendere un cane decidono di avere un cucciolo proprio, sappiano che quelle che ne hanno tre sono più serene di quelle che ne hanno uno o due (sempre che, come suggerisce la scienza, abbiano la sana e buona abitudine di togliersi le scarpe quando  entrano in casa).

Si consiglia di essere madri severe perchè con molta probabilità si cresceranno figli di successo. Cosa per altro non facile se si pensa che se si ha a che fare con i maschi essi raggiungono la piena maturità a 54 anni!!! Probabilmente questo rallentamento è dovuto al fatto che si ostinano a lavorare tutti i giorni anche oltre i 40 anni, momento in cui si dovrebbe cominciare a lavorare non più di tre giorni alla settimana… ovvio che non abbiano tempo di maturare! E tanto per rincarare la dose, gli scienziatoni, sono arrivati alla conclusione che i genitori sono in ansia per i figli anche quando non vivono più con loro!!! Non me lo sarei mai aspettato.

Se vi sentite tristi e di malumore un bel giro di shopping senza assurdi sensi di colpa, vi farà tornare il sorriso e tra l’altro vi farà anche dimagrire. Se poi abbinate anche una tavoletta di cioccolata, la linea è assicurata. Non pensate anche voi che siano notizie che fanno esclamare: “Dio c’è!”?

D’altronde non è la musica a farci commuovere, ma ciò che pensiamo mentre l’ascoltiamo ed è sempre meglio essere un po’ pazzi che noiosi!

Certo che c’è da farsi un sacco di domande su come vengano spesi i nostri soldi, ma a me non interessa: da quando Lonely Planet ha dichiarato che il Piemonte è la regione più bella del mondo, io vivo in paradiso.

Grimilde

Pubblico anche qui, su questa piattaforma, il manifesto della comunicazione non ostile di Parole O_Stili, un’associazione no profit che ha l’intento di sensibilizzare e responsabilizzare gli utenti ad una comunicazione non ostile nella Rete. Queste regole non dovrebbero neanche essere scritte, ma già scolpite dentro di noi, assimilate dal nostro organismo, fissate nella nostra mente. Non voglio arrendermi a ciò che sento e leggo. Abbiamo la possibilità di conoscere, di condividere informazioni, di ascoltare parole di chi può aprire i nostri orizzonti, invece riteniamo che ogni nostra opinione debba essere inconfutabile. Provochiamo e odiamo e non abbiamo remore nell’utilizzare un linguaggio eccessivo e offensivo. Siamo lo specchio di una società che critichiamo, siamo noi quella società.

Secondo un’antica credenza rompere uno specchio presagisce anni di sventure, ma se continueremo a rimirarci come la regina Grimilde, rischiamo di illuderci di vedere il bello dove non c’è più, diventeremo sempre più brutti e cattivi…nonostante lo specchio intatto.

Chi siamo?

Cassandra  Nel mio girovagare nel web, ogni giorno scopro un mondo ancora nuovo per me. Leggo e avverto la necessità che hanno molti di dare un senso a quanto scrivono, anche cercando di comprendere le idee dei blog altrui. Noto che alcuni cercano il proprio spazio instaurando un rapporto confidenziale con i propri follower mentre altri dosano gli interventi, altri ancora sentenziano facendo sentire il peso della loro cultura personale. Tutto questo probabilmente stimola la nostra curiosità – che mai ammetteremo – di scoprire chi si cela dietro ad un nickname o ad un’immagine.

Ognuno indossa una maschera, un velo, applica un filtro, qualcosa che renda liberi di esprimersi. Come di fronte ad un nuovo amore, tutti desideriamo valorizzarci e piacere.

Sibilla – Anche noi abbiamo fatto la scelta di nascondere l’identità con immagini di profilo camuffate e nickname di fantasia: il tutto per sentirci libere di dire ciò che vogliamo e pensiamo. Ovviamente non ci interessa emulare certe mine vaganti che sui social tirano bordate a destra e a manca, dimenticando le semplici regole della buona educazione, però quell’ironia un po’ velenosetta che nelle nostre chiacchierate private esce con prepotenza, in Menti stenta a decollare: siamo troppo educate!!! Ci siamo pure innervosite quando qualche commento ci è sembrato un po’ troppo pepato! Il problema è che ci sentiamo sotto i riflettori e non riusciamo ad essere “vere” come le troniste della De Filippi.

Tu sai che ultimamente ho manifestato il desiderio di uscire dall’anonimato… però non vorrei togliere l’aura del mistero e ricadere nell’anonimato della normalità.

Eeee son problemi!!!

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URLA LO SMARTPHONE

Non sta piangendo il telefono…in quel caso era una storia piuttosto triste e non è mia intenzione parlare di problemi padri/madri/figli, ma di questo amato/odiato telefono, più precisamente: lo smartphone.

Il mio primo cellulare mi era stato regalato, era di seconda mano, per la forma e il peso ricordava la cornetta di un citofono, era un’arma contundente che avrei potuto utilizzare in caso di pericolo!

Mi piaceva l’idea di poter telefonare, in caso di necessità, libera da gettoni e monetine, e di poter essere rintracciata poiché la mia prima figlia era ancora piccina.

Ora i cellulari sono diventati dei veri e propri pc portatili, e neanche di questo vorrei parlare, io spesso devo ricorrere per tutte queste cose tecnologiche alla figlia adolescente che non ha il pollice verde, ma il pollice tecnologico! Quando chiedo il suo aiuto mi guarda con velata commiserazione.

Per non parlare di Sibilla, perché poi con lo smartphone è possibile fare tutta una serie di operazioni, entrare e uscire da social e siti che richiedono delle password, io puntualmente le dimentico!

Fortunatamente non ho segreti da custodire né necessità di transazioni finanziarie milionarie….e ho lei che mi recupera tutte le parole di accesso, diventando la custode dei miei “segreti”…guardandomi anche lei con commiserazione.

Direi che lo smartphone ha quasi perso la sua funzione di mettere in contatto, a voce, due interlocutori, ormai ci si parla con messaggi registrati o scrivendosi ma…ci sono gli urlatori. Qui devo dire che più che i ragazzi, siamo noi adulti ad eccedere, non ci fermano la presenza di altre persone accanto a noi, i luoghi chiusi, le code al banco dei salumi o alla cassa del supermercato, le metropolitane o i treni. Tutti raccontiamo di tutto, litighiamo con i figli, con il fidanzatofidanzatamaritomoglieforseamante………….

E quando abbiamo dei malanni? E le code all’Asl?

Questa mattina, dalla fermata dell’autobus e fintanto che non è scesa dal mezzo, una bella signora con i capelli bianchi ha messo al corrente tutti che la persona con la quale parlava avrebbe dovuto farsi ricoverare perché sentiva che non respirava bene e che lei era in giro per prenotazioni varie.

Non so perché al telefono si utilizzi un tono di voce decisamente alto, abbiamo l’impressione di non avere campo? Che il nostro interlocutore non si trovi effettivamente nella nostra stessa città o in Italia, ma più probabilmente sia in procinto di scalare la vetta di una montagna o sia in mezzo all’oceano con il capitano Achab? O meglio in procinto di salire sul prossimo Shuttle che verrà sparato nello spazio?

Confesso che talvolta alcune situazioni sono divertenti, intrattengono: quando qualcuno parla in un dialetto che mi è quasi incomprensibile o quando sento le mamme che riprendono il pargolo di turno, mi riconosco nelle stesse frasi apprensive o minacciose…soprattutto nelle seconde.

Spesso però ci si sente quasi a disagio, imbarazzati, intrusi nelle vite altrui. In un mondo di social nel quale condividiamo frasi, immagini, ormai condividiamo anche le urla, SAREBBE UTILE LIMITARCI A SCRIVERLE…MA NON VI IRRITANO ANCHE LE LETTERE MAIUSCOLE?!?

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Blackout

Ieri sera, nel mio paese, si è vissuta una tragedia: è mancata la luce. Non un blackout temporaneo, ma di molte ore: nella mia zona ben otto. Fantastici e inquietanti i commenti su Facebook.

Il tutto è partito in modo tranquillo: decine di persone hanno cominciato con il comunicare la loro condizione di non vedenti, poi si è passati a fare supposizioni su cosa fosse avvenuto, pochi hanno pensato che, forse, il vento che soffiava, i fulmini e i tuoni che si potevano vedere fuori dalla finestra di casa, avessero un nesso con la situazione. Dopo circa un’ora il malcontento ha cominciato a serpeggiare: faccine arrabbiate concludevano commenti sempre più al vetriolo. Chi chiedeva in modo categorico che si cominciasse a fare qualcosa e chi dubitava sulla credibilità del gestore; qualcuno comunicava di aver visto quattro “ragazzini” su camioncino dell’Enel aggirarsi incapaci vicino alle centraline e chi controllava che malviventi non cercassero di introdursi furtivamente nelle abitazioni (tranquilli macchine della polizia e dei carabinieri pattugliavano il paese deserto). Ovviamente, tutti erano solidali con la poverina che si è passata un’ora chiusa in ascensore.
Dopo un paio di ore alcune quartieri sono tornati alla normalità ed allora si è cominciato a supporre che certe zone, da sempre sede di case più belle: “le ville”, proprio perchè abitate da persone “altolocate”, fossero state trattate con un occhio di riguardo e con precedenza sul resto del popolo… si sa è sempre la povera gente che ne fa le spese!
Ovviamente quasi tutti d’accordo sull’incapacità dei nostri governanti (da quelli del comune a quelli residenti a Roma) di far fronte a così immane catastrofe: si sa loro se ne fregano, badano al loro orticello e che gli altri si aggiustino… d’altrone vivono quasi tutti “alle ville” dove la luce o è già tornata o, addirittura, non è andata via!!
Qualcuno ha ventilato che si trattasse di una strategia di marketing… mah!
Solo una voce si è levata fuori dal gruppo e ha proposto di prenderla con più filosofia e approfittarne per passare un po’ di tempo in famiglia, magari accendendo qualche candela (ehehe non so quanti ne abbiano una in casa!), raccontando aneddoti di gioventù ai propri figli, facendo giochi che non prevedessero l’uso di internet o semplicemente guardando fuori dalla finestra il temporale che in realtà poi da noi non c’è stato! Tanto casino per niente!
Effettivamente io ricordo che quando capitava di restare senza luce, i miei figli si divertivano un sacco: accendere le candele, fare finta di essere mostri o fantasmi, giocare a carte.
In realtà il poverino dall’animo poetico è stato massacrato da chi “pretendeva” che la luce tornasse, ma “illuminante” è stato il tizio che ha replicato: “Potrà anche esser bello o addirittura bellissimo fare questa esperienza…… ma sarebbe Meraviglioso e FANTASTICO se si potesse decidere di farlo senza che ci si trovi costretti……“. Costretti da chi? Possibile che non si sia più in grado di accettare che a volte certe cose succedono e basta? Non sarebbe più semplice?

Leggere questi commenti su Facebook mi ha fatto riflettere su come la gente non riesca più a dare il giusto peso alle cose: se sicuramente alcuni avranno avuto un reale disagio nel restare senza luce, penso che la maggioranza avrebbe potuto prenderla con più filosofia. Ma è proprio da “incidenti” di questo tipo che si percepisce la misura del populismo imperante e di come le persone si sentano sempre più vittime di carnefici spesso invisibili.

Cosa ho fatto io ieri sera? Sono andata a letto presto e ho guardato al computer (con batteria carica ehehe) un paio di puntate di Games of Throne che, previdente, ho scaricato un paio di giorni fa (faccina sorridente).

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Noi blogger: considerazioni sulle considerazioni


Cassandra è la PR del nostro blog, chi ci segue con un po’ di attenzione se ne sarà già reso conto. Lo dimostra anche il fatto che i suoi articoli hanno più seguito dei miei, sia in termini di like che di commenti: mai e poi mai ammetterò che lei è più brava.

Già immagino Cassandra ridere come una pazza, perchè la nostro amicizia è tale che mai e poi mai lei crederà che la mia ultima affermazione sia vera.

Leggo spesso i commenti che scambia con alcuni dei nostri followers e, in questi giorni, mi sono soffermata in particolare a leggere un articolo molto interessante di un blogger scrittore che mi ha fatto riflettere.

Io e Cassandra abbiamo deciso di aprire questo blog per una serie di motivi. Prima di tutto il desiderio di fare qualche cosa insieme: in gioventù abbiamo spesso considerato la possibilità di avviare un’attività lavorativa nostra, ma i rispettivi impegni famigliari e forse una “leggera” mancanza di coraggio ci hanno fatto accantonare questo progetto. Abbiamo voluto creare un qualcosa che unisse le nostre predisposizioni: Cassandra ama le materie umanistiche, io quelle scientifiche, lei è sempre stata brava con le parole (vi assicuro che parla tanto!!!) io ho sempre adorato l’informatica (tenete conto che non siamo ragazzine e quindi ho cominciato da autodidatta con un vecchio Windows 95). Bene, un blog poteva unire queste due nostre sfaccettature! Infine, l’idea di ampliare le nostre conoscenze, intese come persone, anche se solo virtualmente e il confrontarci con altri ci stuzzicava: in fondo se la finalità fosse stata solo quella di scambiare opinioni tra di noi, con il cellulare sarebbe stato più comodo!

Scrivere in un blog ci aiuta a ritagliare un piccolo spazio nostro, ci sprona ad informaci, a concentrarci su ciò che vogliamo comunicare, ma soprattutto ad evitare che gli anni che passano e le generazioni che ci surclassano facciano di noi delle rassegnate donne di mezz’età!


Per fortuna nostra non siamo scrittrici, per cui viviamo questa esperienza con entusiasmo, ma anche con serenità. Cassandra mi ha appena scritto che “più cerchi qualcosa di speciale e più pensi di non trovarlo” (è l’abito per il matrimonio di mio figlio!): credo sia una grande verità in ogni campo della vita. Per quanto riguarda i blogger scrittori o aspiranti tali, penso che in tutte le arti, purtroppo, siano pochi quelli che emergono e non sempre sono i migliori, specialmente in questa società dove il fattore “C” è molto importante e dove entrano in campo presupposti che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. Poi, la solitudine del blogger che consulta spesso con ansia e timore la pagina delle statistiche e fa la conta dei “like”, non mi pare  tanto diversa da quella dello scrittore di un secolo fa che correva ogni giorno alla buca delle lettere per verificare se ci fosse qualcosa per lui: cambiano i tempi e i sistemi ma non cambia la sostanza.
Sibilla

Non me ne frega niente (di Levante)

Buongiorno, io sono allergica ai “buongiorno” che mi arrivano con messaggini vari, gif animate, card, tramite whatsapp, facebook e via dicendo…voi direte “che antipatica!” Non è che non apprezzi il saluto e il sorriso delle persone, anzi! Mi piace…- ops ma questo era nell’altro post – chi lo fa con interesse nei confronti delle persone alle quali lo rivolge, e non perché ogni mattina deve sparare a raffica con la tastiera dello smartphone.

Questa mattina, però, pubblico questo mio Buongiorno! Non che: “Non me ne frega niente”, ma perché mi fa piacere condividere le notizie e le cose buone che riguardano la nostra gioventù. In questo brano sono presenti le considerazioni che spesso leggo qui tra voi e che ci facciamo ogni tanto io e Sibilla. Inoltre lo dedico ai cosiddetti “internet haters”…diamogli qualcosa in più da odiare 😉

Sogno
La pace nel mondo
Ma a casa sono brava a far la guerra
La storia è sempre quella
Noi siamo tutti uguali
Ma il colore della pelle conta

Se parte la rivolta
Combatto con lo scudo dello schermo
le armi da tastiera
Di giorno sto in trincea
Lancio opinioni fino a sera

Non me ne frega niente
Se mentre rimango indifferente il mondo crolla
E non mi prende
Non me frega niente
Se mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me
Non me ne frega niente, di niente

Scorrono immagini porno
Mi scandalizzo
Inizio la bufera
Codardo chi non c’era
A scrivere sul diario da che parte sta la verità

Ma in piazza scendo solo per il cane
Non mi vogliate male
Ho sempre poco tempo per lottare senza

Non me ne frega niente
Se mentre rimango indifferente il mondo crolla
E non mi prende
Non me frega niente
Se mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me
Non me ne frega niente, se spente le luci tutto quello che succede non si vede
Non me ne frega niente, di niente

Se il mondo crolla non mi prende
Se il mondo crolla non mi prende

Non me ne frega niente
Se mentre rimango indifferente il mondo crolla
E non mi prende
Non me frega niente
Se mentre la gente grida aiuto io prego non capiti a me
Non me ne frega niente, se spente le luci tutto quello che succede non si vede
Non me ne frega niente, di niente
Non me ne frega niente, di niente
Niente di niente

(Levante)

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