L’importanza di Internet

Non arrendiamoci alla “tristità”

Oggi, curiosando in una pagina dedicata ai viaggi, mi sono soffermata a leggere le considerazioni di una ragazza che esprimeva il suo disappunto perchè, molto spesso gli iscritti a questo gruppo chiedono consiglio sulla scelta di un operatore piuttosto che di un piano telefonico e su come poter utilizzare il proprio cellulare all’estero. Concludeva il post chiedendosi come si faceva una volta senza internet e con l’esclamazione: “che tristità!”… no, non è un errore di battituta, proprio “tristità”. Continua a leggere “L’importanza di Internet”

Voglia di vacanze

Quando c’è più sole, il cielo è più azzurro, fa più caldo, abbiamo…più voglia di scappare!

Che sia una lunga vacanza, una gita fuori porta, una passeggiata per guardare con occhi da turista la propria città, sentiamo l’esigenza di vestire i panni da viaggiatrice, qualcosa di allegro, confortevole, fresco e viaaaa…

Il consiglio di Francesca di Relove (Via Guastalla 6a, Torino)

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Sorellanza e non

È ormai trascorso del tempo da quando io e Gabriella siamo diventate Menti Vagabonde, da quando abbiamo sentito l’esigenza di dare una forma a tutto quello che ci univa – e che tuttora ci unisce -.

Questa forma, il blog, probabilmente era pensato più per noi due che per chi avrebbe potuto esserne interessato. Ora si è rafforzata in noi l’idea di creare qualcosa che possa diventare un ponte tra persone diverse e lontane e ancora una rete che colleghi noi con altre donne.

Nell’ultimo periodo ho sentito in me più forte l’idea di sorellanza, un termine che fa parte della storia del femminismo. Negli anni ’70 la scrittrice e attivista femminista statunitense Kate Millet anni con sorellanza indicava la solidarietà, il legame reciproco. Era un’idea che mirava ad ottenere un’unione sotto vari aspetti, senza differenze di classe, etnia, religione. Questo termine fu ripreso dall’antropologa Marcela Lagarde, un legame di amicizia tra donne che diventano quindi complici e lavorano assieme libere e forti, senza essere rivali, senza sentirsi concorrenti

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I genitori del terzo millennio

Nuovo appuntamento con Ilaria Corona

E’ stato l’articolo che su Facebook ci ha fatto conoscere la nostra amica: in poche ore un boom di condivisioni! Da allora siamo veramente tanti a seguire la sua pagina e a leggere i suoi racconti.

“La verità è che noi genitori del terzo millennio siamo pappamolla. Questi figli li trattiamo con i guanti e abbiamo mille accorgimenti, neanche fossero statuette dei Thun.

E siamo troppo informati.

Se nostro figlio si sveglia con le pustoline di sudamina, andiamo su Google e cerchiamo “Puntini rossi sul corpo”. 178 malattie trovate, di cui 12 sindromi rare. Tolto morbillo, rosolia e varicella che son vaccinati, sulle altre non resta altro che fare la conta. “Ronaldo vieni qua, solleva la maglia che devo controllare se il tuo esantema corrisponde a quello di questa foto. Che se è uguale dobbiamo correre dal dottor House”.

Quando eravamo bambini noi e ci veniva un eritema, la soluzione era il sapone SOLE. Il pannetto da 300 grammi, quello giallo.
“Lavati con quello, che ti passa”
“Mamma ho un certo prurito intimo”- “Sapone Sole”
Herpes? Sapone Sole.
Dermatite? Sapone Sole.
Acne? Sapone Sole. Continua a leggere “I genitori del terzo millennio”

Una vita in 40 scatoloni!

(Continua da “Una vita in 50 scatoloni!“)

Al primo piano ci sono le camere da letto ed una stanza adibita a ripostiglio e lì ci sarà da ridere.

Entro nella mia camera da letto: sicuramente prendo il mio portagioie e chincaglieria varia perchè la maggior parte delle mie collane, orecchini e bracciali sono frutto di regali e perchè, insieme ai miei due profumi, non posso farne a meno.

Apro gli armadi e non credo sarà un grosso problema: sono pieni di “lo tengo se mai dimagrissi”. Ci sono una ventina di capi “must have”, i miei comodi jeans e alcuni maglioncini che amo particolarmente, il problema sono le scarpe, credo ne prenderò almeno la metà. Con mio marito la scelta è ancora più facile: posso prendere tutto, non occuperà molto posto… e poi lui è ancora in garage! Continua a leggere “Una vita in 40 scatoloni!”

Una vita in 50 scatoloni

… e se toccasse a me?

Qualche giorno fa, al telegiornale è passata la notizia che finalmente gli sfollati del ponte Morandi di Genova potevano tornare alle loro case per circa due ore, con cinquanta scatoloni, a prendersi tutto ciò che ritenevano necessario.

Una vita in cinquanta scatoloni. Caspita! Mi sono guardata intorno e mi sono chiesta: “e se toccasse a me, cosa prenderei?” Continua a leggere “Una vita in 50 scatoloni”

Musicoterapia

La cura dell’anima

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto). Continua a leggere “Musicoterapia”

Grazie per non avermi dato l’amicizia

Incontro occasionale

Lo sconosciuto: Grazie per non avermi dato l’amicizia su Facebook

Io: Non ci conosciamo, non ci siamo neanche mai salutati!

Ho pochi amici su faccia libro, nel senso che chi è tra i miei contatti è da me conosciuto realmente, certamente se si fa parte di un gruppo: lavorativo, sportivo, o di qualsiasi altro genere, si tende a ritrovarsi su questo social. Però troppe persone digitano a ripetizione l’opzione “aggiungi agli amici”.

Che senso ha che ci si ritrovi un numero spropositato di “amici” che neanche si è in grado di gestire, perché una persona che non mi ha mai rivolto la parola dovrebbe saltare le buone maniere secondo le quali ci si saluta, ci si presenta, magari si scambiano due parole?

Lo so, a volte si può essere percepiti come antipatici e superbi.

Overanta

Cinque amiche al bar

Il mercoledì al mio paese è giorno di mercato. Solitamente io e le mie amiche ci ritagliamo un’oretta per prendere il caffè in un piccolo bar della piazza adiacente alle bancarelle e fare due chiacchiere. Come sono cambiati i tempi! In realtà il bar il mercoledì è offlimit agli uomini: gruppi più o meno numerosi di “casalingue” di ogni fascia d’età, ma in particolare “over-anta” stazionano e rumoreggiano davanti a tazze fumanti di caffè lunghi, corti, ginseng, dek e ovviamente macchiati! Continua a leggere “Overanta”