Informatica e matematica? Un gioco da ragazze

Una storia made in Amazon

“Determinate, tenaci e con una media dei voti invidiabile: Beatrice Occhiena e Rania Zaed, ventenni, sono le vincitrici della borsa di studio Women in Innovation (Donne nell’Innovazione) di Amazon, rivolta alle studentesse universitarie più brillanti nelle discipline scientifiche. Ma guai a chiamarle secchione!

Alle bambole, Beatrice ha sempre preferito i floppy disk. “Tutta colpa di nonno Antonio, ingegnere aerospaziale appassionato di informatica. Da piccola passavo molto tempo con lui. Seduta sulle sue ginocchia, smanettavamo sul pc oppure facevamo giochi di logica. Mi manca molto.” Ora che Beatrice Occhiena si è fatta grande, nonno Antonio sarebbe orgoglioso: a vent’anni è al suo secondo anno di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino, con la media del 29.

“Sembra facile a dirsi, ma sono una persona che si deve applicare. Non ho il colpo di genio, solo tanta costanza,” minimizza Beatrice. “Io, invece, in seconda elementare non riuscivo a imparare le tabelline,” si inserisce Rania Zaed, anche lei ventenne. Rania, con l’hijab che le incornicia un grande sorriso, è al secondo anno di Ingegneria Matematica al Politecnico di Milano con il massimo dei voti.

Beatrice e Rania non potrebbero essere più diverse. Beatrice è nata e cresciuta in una grande città, Torino, con mamma insegnante di lettere e papà tecnico informatico della Rai. Rania invece vive a Mozzate, un paesino in provincia di Como, mamma casalinga e papà proprietario di un autolavaggio. “I miei genitori sono emigrati dall’Egitto 30 anni fa e hanno puntato tutto su noi figli,” racconta Rania. “Ho due fratelli che stanno per laurearsi, rispettivamente in economia e in medicina. Fin da quando eravamo piccoli, i miei genitori hanno insistito perché studiassimo: assicurarci una buona istruzione è stata la loro missione, hanno fatto mille sacrifici.”

Rania ce la mette tutta, è brava a scuola e dopo le medie sceglie di fare il liceo classico: “Mi ha permesso di scoprire le fondamenta della cultura italiana ed europea, che ancora non mi appartenevano completamente.” Sui banchi del liceo, Rania ha una folgorazione. “Mi sono innamorata dei numeri grazie al mio professore di matematica, il primo a incoraggiarmi, assieme alla mia famiglia, quando ho deciso di iscrivermi a Ingegneria, mentre tanti cercavano di dissuadermi da una scelta che non era ‘da ragazze’.” Ma la strada è in salita. “Ero più indietro rispetto ai miei compagni di corso che venivano da studi scientifici. Non ho mollato: ho studiato ogni giorno finché non mi sono messa in pari.” In pari, e anche qualcosa in più: oggi Rania è una delle studentesse più brillanti del suo corso e, domani, sogna di lavorare nel campo della finanza.”

Tratto da  Storie di Amazon –  https://www.aboutamazon.it

Leggete l’articolo cliccando il link sopra, io l’ho trovato molto interessante, perchè mi piace leggere di ragazze che si impegnano per emergere in un settore lavorativo prettamente maschile. Sembra strano che agli albori dell’informatica, il lavoro della programmazione fosse lasciato alle donne perchè giudicato troppo semplice per un uomo e poi ci sia stato portato via perchè non ritenute più all’altezza. Eppure le donne hanno dimostrato in più campi di non temere la concorrenza maschile, per cui non nutro dubbi che ce la faremo anche nella tecnologia!

Password sicure

Qualche consiglio utile

Uno dei quesiti che più spesso mi viene posto riguarda le password e a come crearne di sicure. Essendo io una persona pragmatica, consiglio sempre di trovare un giusto compromesso tra quelle che sono le regole tracciate dagli addetti ai lavori e quello che io chiamo “buonsenso informatico”.

Come potrete leggere sotto, alcuni suggerimenti sono assolutamente da seguire: in teoria lo sono tutti, ma spesso si scontrano con fattori esterni come l’età, la memoria o la predisposizione. Continua a leggere “Password sicure”

Anita Borg

L’informatica che credeva nella “sorellanza”

Anita Borg non è stata solo una programmatrice di grande talento, ma è stata la musa ispiratrice di tante donne che si sono avvicinate alla tecnologia.

Nacque nel 1949 a Chicago in Illinois. Nel 1969 iniziò a programmare e a lavorare in molte aziende tecnologiche americane. Sviluppò un sistema di comunicazione via mail, il Mecca, in un periodo che ancora non si parlava di community.

Nel 1987 fondò Systers, la più grande comunità del mondo tra donne che operavano nell’informatica e che condividevano opinioni, pensieri e si scambiavano informazioni tecnologiche. Continua a leggere “Anita Borg”

Computer, smartphone e tablet

Facciamo chiarezza

Menti Vagabonde è per me un luogo dove evadere dalla routine quotidiana e dove esprimere anche aspetti personali sconosciuti a chi mi conosce. Sono però una donna che fa un lavoro molto particolare e appagante: insegno l’uso delle nuove tecnologie agli “over cinquanta”. Il computer, in particolare, per me, non è solo uno strumento di lavoro, ma una passione e mi piace condividerla con gli altri.

Continua a leggere “Computer, smartphone e tablet”

Margaret Hamilton

Continuando le mie ricerche sulle donne e l’informatica ecco un altro personaggio sconosciuto alla maggior parte di noi, ma fondamentale in uno dei più grandi progetti nella storia dell’umanità: lo sbarco sulla luna!

Margaret Hamilton, nata in America nello stato dell’Indiana nel 1936 è una brillante informatica che ha sviluppato il software (programma) che si trovava a bordo della navicella spaziale Apollo 11. Esso aveva il compito di guidare operazioni molto delicate come il decollo e l’allunaggio. Continua a leggere “Margaret Hamilton”

Karen Spärck Jones

La scienziata a cui Google può dire grazie

Ecco un’altra donna di cui non si conosce molto benchè sia colei che ci ha dato la possibilità di utilizzare i motori di ricerca che tanto ci aiutano nella vita quotidiana e non solo.

Nata nel 1935 nello Yorkshire in Gran Bretagna, si laureò in Filosofia  e iniziò la sua carriera come insegnante. Continua a leggere “Karen Spärck Jones”

Suor Mary Kenneth Keller

Casa, chiesa e informatica

Riprendiamo la nostra navigazione tra le donne dell’informatica parlando di una suora.

Mary Kenneth Keller, nacque a Cleveland, nell’Ohio, nel 1913, fu probabilmente  la prima donna ad ottenere un PhD in informatica negli Stati Uniti. Cos’è il PhD? Acronimo di Philosophiae Doctor è l’ultimo livello di istruzione universitaria mondiale e dà accesso a lavori prestigiosi e ovviamente molto ben retribuiti. Continua a leggere “Suor Mary Kenneth Keller”

L’importanza di Internet

Non arrendiamoci alla “tristità”

Oggi, curiosando in una pagina dedicata ai viaggi, mi sono soffermata a leggere le considerazioni di una ragazza che esprimeva il suo disappunto perchè, molto spesso gli iscritti a questo gruppo chiedono consiglio sulla scelta di un operatore piuttosto che di un piano telefonico e su come poter utilizzare il proprio cellulare all’estero. Concludeva il post chiedendosi come si faceva una volta senza internet e con l’esclamazione: “che tristità!”… no, non è un errore di battituta, proprio “tristità”. Continua a leggere “L’importanza di Internet”

Ricatti online

Deformazione professionale

Spesso quando parlo con le mie amiche, si finisce col parlare di tecnologia, internet e, visto che è il mio lavoro, mi trovo a dispensare consigli e opinioni. La sicurezza è un argomento molto comune e sentito e non solo dalle mie amiche, per questo vi giro un articolo, di alcuni mesi fa che è tornato molto attuale.

“Purtroppo da qualche mese ha ripreso vigore questa pratica illecita: invio di mail con richiesta di denaro.

Negli ultimi due mesi ne ho ricevute ben tre e tutte molto simili. Sono mail che saltano subito all’occhio perchè nell’oggetto è indicata una propria password (anche vecchia) e noi sappiamo che le password “dovrebbero” essere segrete.

Una volta aperta la mail compare un testo interamente in inglese che, riassumendo, dice di essere in possesso di un video in cui siamo ripresi mentre, a nostra volta, guardiamo un video pornografico. Ci comunica inoltre che, grazie ad un programma spia installato nel nostro computer, sono in possesso dell’indirizzo di tutti i nostri contatti di posta, facebook ed altro. A questo punto scatta la richiesta di denaro da versare in Bitcoin (moneta virtuale, difficilmente tracciabile): non una grande cifra, ma pur sempre un’estorsione. Ovviamente  ci spiega che sa che abbiamo letto la mail e che è inutile contattare la polizia postale perchè irragiungibile. Se desiderassimo una prova, il delinquente è disponibile ad inviare il nostro video ad una selezione de nostri contatti.

Ovviamente per chi non frequenta siti pornografici risulta subito chiaro che non può esserci nessun video, ma, visto che ognuno in casa propria fa quel che vuole, chi si sente in difetto proverà un brivido di paura al pensiero che tutti vengano a conoscenza di questo lato intimo… soprattutto i propri compagni.

Bene: non esiste nessun video, non siete stati infettati da alcun virus e soprattutto non dovete mai pagare! Questi cyberdelinquenti lanciano di queste bombe nel gruppo e qualcuno che ci casca c’è: essendo la cifra mai troppo esosa, c’è chi pensa che in fondo la propria privacy valga un piccolo sacrificio. Se anche fosse vero, pensate che una volta pagato veramente il video verrebbe cancellato? O piuttosto prontamente verrabbe richiesto altro denaro? C’è chi, rispondendo a queste mail si è rovinato perdendo ben più della reputazione!

Cosa fare allora? Prima di tutto, per sicurezza, cambiate la password incriminata da tutte le vostre registrazioni, tenendo ben in mente che ogni sito deve avere una sua propria password: qui sotto vi allego un piccolo schema per la scelta di una password sicura. Quando possibile, non aprire queste mail e in ogni caso non rispondete ma inviatele nella cartella SPAM.

Altra cosa molto importante è collegarsi al sito della polizia postale per segnalare l’accaduto: www.commissariatodips.it

(Articolo tratto dal blog: https://lezionidicomputer.com/)

Hedy Lamar: l’attrice scienziata

La “femme fatal” che inventò la connessione wireless

Eccoci nuovamente a parlare di donne e tecnologia… e che donne!!

Hedy Lamar è l’archetipo dell’attrice sensuale degli anni 30. Non solo, fu addirittura la prima ad interpretare una scena di nudo nel film Estasi. Ovviamente la la pellicola fu censurata e in alcuni Paesi tolta dal mercato.

Eppure, la quasi laureata in Ingegneria (rinunciò agli studi per seguire la carriera artistica), non solo fu bella e fatale ma fu anche una ricercatrice e scienziata.

Sempre negli anni ’30 brevettò, con l’amico e compositore George Antheil, un sistema di codifica delle informazioni che avrebbe consentito di comandare a distanza i mezzi navali e addirittura i siluri, suscitando ovviamente l’interesse degli apparati militari.

Di fatto gettò le basi dei sistemi informatici wireless (senza fili) e della telefonia mobile.

Niente male per essere una donna, un’attrice e un sex simbol!

E se scoprissimo che Belen…?