Mamma orsa

Non chiamatemi “riccioli d’oro”

Quando mi sono sposata sono andata a vivere nella casa di famiglia di mio marito e così mia cognata che ne ha sposato il fratello. In realtà ogni famiglia ha un suo appartamento, ma le due famiglie hanno condiviso molta parte di vita in comune.

Con mia cognata abitava mio suocero, rimasto vedovo ancora con i bambini piccoli e nell’arco di quattro anni sono nati quattro maschietti. Insomma su una popolazione di nove persone due sole erano donne.

Tendenzialmente i “miei uomini” sono silenziosi e riservati e spesso mi sono definita “riccioli d’oro alla tavola dei tre orsi.

Con gli anni sono diventata una persona molto autonoma e non ho paura della solitudine, anzi spesso la ricerco.

Oggi, ad esempio, diversamente da ciò che prevedevo, mi sto godendo una mattinata di completo relax. Con il camper ci siamo spostati in montagna per sfuggire la calura di questi giorni e questa mattina mio marito, con la sua moto, ha deciso di percorrere una strada famosa ma impervia e non adatta a due persone: la Via del Sale.

Così di mala voglia ho deciso di non seguirlo e di godermi il mio camper… e sorpresa: mi sento serena e tranquilla. Da troppo tempo non mi capitava una giornata tutta mia!

Che piacere non pensare al pranzo, decidere in completa autonomia tempi e percorsi e che bello il “dolce far niente” e il silenzio!

Proprio vero: chi va con lo zoppo impara a zoppicare! Altro che riccioli d’oro, mi sono trasformata in “mamma orsa”.

Può un giorno d’amore riempire una vita?

Scelte difficili

Sembrerà strano, ma non tutti conoscono YouTube. Quando i miei allievi ne scoprono l’esistenza, solitamente, se ne innamorano. C’è chi si appassiona ai video di cucina e chi al fai da te, chi si dedica ai motori e chi ai consigli per i viaggi. Tutti però hanno una passione in comune: la musica.

Alcuni giorni fa, parlando di musica lirica, ho fatto ascoltare ad una mia allieva un brano che amo molto: Ah, non credea mirarti! tratto da La Sonnambula di Bellini.

È una canzone struggente, in cui la protagonista piange la fine del suo amore durato un sol giorno come il fiore che tiene in mano. In realtà l’amato è presente ed ascolta le sue parole ma non può palesarsi, perché lei è sonnambula e lui non osa svegliarla per non provocarle uno shock. Continua a leggere “Può un giorno d’amore riempire una vita?”

Pesto il non pesto

Ricetta non ricetta

Se assaporo il pesto, mi ricordo le vacanze di Natale, di tanti ma tanti anni fa, sulla riviera ligure, il sole invernale tiepido teneva lontano l’inverno.

Ora invece siamo in estate, fa caldo, nel mio mio surrogato di orticello di piante aromatiche sopravvive il basilico, pianta forte direi, se considero il mio pollice verde…assai poco verde. Continua a leggere “Pesto il non pesto”

Scuola in casa

L’anno scolastico è giunto al termine.

Casa mia è stata una panetteria, una pasticceria, una sala cinema, una palestra, un’aula scolastica.

In giorni e in orari alterni mi sono ritrovata a scrivere al computer con accanto una figlia  in verticale, a lavare i piatti mentre qualcuno tentava di ascoltare la frase sussurrata di un attore, ad abbassare la voce al telefono con la zia che non sentiva mentre il professore di turno faceva lezione tramite zoom.

Molte famiglie hanno convertito un angolo della propria abitazione in scuola di ogni ordine e grado. Nessuno infatti avrebbe immaginato che bambini e ragazzi da un giorno all’altro avrebbero dovuto lasciare aule, compagni e professori e quell’atmosfera che a volte è fatta di squilibri ed equilibri. Numerose sono state le difficoltà per i genitori che hanno dovuto compensare un’attività scolastica gestita in modo diverso da ogni singola scuola e ancora da ogni singolo insegnante. Continua a leggere “Scuola in casa”

La peste

di Albert Camus

“Si ballava in tutte le piazze. Da un giorno all’altro il traffico era considerevolmente aumentato e le auto, divenute più numerose, circolavano con difficoltà nelle vie stracolme. Le campane della città suonarono a distesa per tutto il pomeriggio. Riempivano delle loro vibrazioni un cielo azzurro e dorato. Nelle chiese infatti si recitavano le azioni di grazie. Ma erano stracolmi anche i luoghi di svago, e i caffè, incuranti del futuro, distribuivano gli ultimi alcolici. Una folla di persone ugualmente eccitate si accalcava ai balconi, fra cui molte coppie che non avevano alcun timore di mostrarsi abbracciate. Tutti gridavano o ridevano. La scorta di vita accumulata nei mesi in cui ciascuno aveva messo l’anima in attesa, la spendevano quel giorno che era come il giorno della rinascita. L’indomani sarebbe cominciata la vita vera e propria con le sue cautele.” (…) Continua a leggere “La peste”

Quando leggere è un doppio piacere

I nostri amici di WordPress

Siamo entrambe amanti della lettura anche se ognuna di noi ha gusti differenti. Questo non ci allontana, anzi è molto stimolante suggerirci reciprocamente letture che magari differiscono dalle nostre scelte abituali, in questo modo è possibile fare scoperte inaspettate.

Un genere sul quale ci troviamo sempre d’accordo è il fantasy. Ad introdurci in questo mondo fu un romanzo che abbiamo riletto più di una volta (uno dei pochi) e che sempre ci ha coinvolte: Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Praticamente di questa autrice abbiamo letto tutti i libri, ma purtroppo è morta da tempo e ci ha doppiamente abbandonate. Continua a leggere “Quando leggere è un doppio piacere”

Si può essere tecno-solidali

Too Good to Go: l’App contro gli sprechi

Sabato 9 maggio si è celebrato il “Planet Fair Trade” ossia la Giornata Mondiale del Commercio Equo e Solidale.

Anche in ambito tecnologico si nota un certa attenzione a questa tematica. Sempre più spesso si legge o si sente parlare di nuove App volte alla salvaguardia del nostro pianeta e delle sue risorse.

Ad esempio ho trovato molto interessante una nuova applicazione che possiamo scaricare sui nostri smartphone, presentata nell’articolo che potete leggere qui sotto. Continua a leggere “Si può essere tecno-solidali”

A proposito di figli dimenticati

Traumi per la vita!

Vi ho raccontato di quando mia madre mi “dimenticava” all’asilo. Probabilmente era solo in ritardo, ma per me bambina che odiava frequentare quelle aule e che aspettava solo il momento di tornare a casa, ogni minuto di attesa era una sofferenza. A distanza di cinquant’anni mi rivedo sbirciare la porta con la paura che lei non arrivasse.

Mentre scrivevo il racconto mi è tornato in mente un fatto accaduto tanti anni dopo con uno dei miei figli.

Frequentavo un laboratorio che si teneva in un locale all’interno della scuola elementare che lui frequentava e che si protraeva oltre l’orario di uscita dei bambini. Solitamente chiedevo alla “bidella” (perché così le chiamavamo senza alcuna mancanza di rispetto) di accompagnarlo da me.

Quel giorno però lui mi chiese espressamente di non farlo, perché ormai era grande e poteva raggiungermi anche da solo. Un po’ titubante acconsentii.

Suonò la campanella di fine lezioni e attesi il suo arrivo… Passarono cinque minuti, sei, dieci e allora, insospettita, andai in cerca del mio bambino. Continua a leggere “A proposito di figli dimenticati”

Perchè le donne invecchiano peggio degli uomini?

Un’autorevole risposta

In questi giorni sto facendo caso ad alcuni passaggi pubblicitari in cui, come il solito, il ruolo della donna non più giovane è quello di illustrare come affronta i problemi di salute legati all’età.

È indubbio che solo noi donne soffriamo di incontinenza, stitichezza e dissenteria, ginocchia scricchiolanti e problemi di sovrappeso.

Mi è tornato in mente un capitolo di un libro che ho letto alcuni anni fa: Ave Mary di Michela Murgia. L’ho cercato e vorrei che leggeste anche voi questo estratto.

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