Dire “ti amo” è facile

…quello che viene dopo è un po’ più difficile.

In questi giorni di forzata inattività, con le vacanze fuori dalla porta, gli amici lontani, cado spesso preda di inquietudine, insofferenza, come diceva una vecchia pubblicità: “voglia di qualcosa di buono”.

Assodato che i dolci fanno ingrassare e poi la voglia di qualcosa di buono, nel mio caso, si traduce in “voglia di novità” non mi resta che percorrere due strade: schiantarmi con i film di Jane Austen o schiantarmi con…. Sex and the city.

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Due risate in compagnia

L’allegria fa bene anche a chi ti sta vicino

Questo è il periodo dei pranzi BARRA cene BARRA apericene BARRA aperipranzi BARRA merende per augurare Buon Natale agli amici della palestra, del lavoro, della scuola ecc… ecc… ecc…

Anche io non mi sono sottratta a questa piacevole  consuetudine (quando c’è da mangiare non mi tiro mai indietro… già mi vedo Cassandra scuotere la testolina) e quindi più di una volta mi sono trovata attorno a qualche tavolo a ridere e scherzare con altre persone in vena di far festa.

Quest’anno è però successa una cosa che mi ha fatto riflettere, soprattutto perchè si è ripetuta in due ritrovi diversi con persone diverse. Continua a leggere “Due risate in compagnia”

Una vita… in pochi scatoloni!

(Continua da “Una vita in 40 scatoloni!”)

Salgo in mansarda, la stanza degli sposi, so che qui farò in fretta. Uno scatolone lo userà mio marito per raccogliere tutte le cianfrusaglie che ha comprato nei vari mercatini di cose vecchie (speriamo vadano perse negli spostamenti!). Un paio serviranno per portare via i regali del matrimonio che sono rimasti a casa e qualche effetto personale dei ragazzi.

Alla fine ho ancora avanzato qualche scatola: rifaccio il giro… sicuramente riuscirò a riempirle tutte!…”No, ti ho detto che le pentole non le prendo!” Continua a leggere “Una vita… in pochi scatoloni!”

Una vita in 40 scatoloni!

(Continua da “Una vita in 50 scatoloni!“)

Al primo piano ci sono le camere da letto ed una stanza adibita a ripostiglio e lì ci sarà da ridere.

Entro nella mia camera da letto: sicuramente prendo il mio portagioie e chincaglieria varia perchè la maggior parte delle mie collane, orecchini e bracciali sono frutto di regali e perchè, insieme ai miei due profumi, non posso farne a meno.

Apro gli armadi e non credo sarà un grosso problema: sono pieni di “lo tengo se mai dimagrissi”. Ci sono una ventina di capi “must have”, i miei comodi jeans e alcuni maglioncini che amo particolarmente, il problema sono le scarpe, credo ne prenderò almeno la metà. Con mio marito la scelta è ancora più facile: posso prendere tutto, non occuperà molto posto… e poi lui è ancora in garage! Continua a leggere “Una vita in 40 scatoloni!”

Una vita in 50 scatoloni

… e se toccasse a me?

Qualche giorno fa, al telegiornale è passata la notizia che finalmente gli sfollati del ponte Morandi di Genova potevano tornare alle loro case per circa due ore, con cinquanta scatoloni, a prendersi tutto ciò che ritenevano necessario.

Una vita in cinquanta scatoloni. Caspita! Mi sono guardata intorno e mi sono chiesta: “e se toccasse a me, cosa prenderei?” Continua a leggere “Una vita in 50 scatoloni”

Amiche per sempre

Quando un grazie è troppo poco

Qualche giorno fa io e Marinella abbiamo pranzato assieme a casa sua. E’ stata una giornata serena, calda e rilassante.

Per me questo non è stato un anno semplice e probabilmente ci vorrà ancora del tempo prima che possa dire: “anche questa è passata!”, ma nello stesso tempo ho la fortuna di avere molte amiche che mi sostengono e una in particolare che sa sempre dire le cose giuste e dare la giusta proporzione alle cose.

Ero rientrata da pochi minuti a casa quando il cellulare mi ha avvisato dell’arrivo di un nuovo messaggio: era di Marinella. Continua a leggere “Amiche per sempre”

Musicoterapia

La cura dell’anima

Nella mia vita la musica è stata una presenza costante e insostituibile. Ha rappresentato momenti di gioia, disperazione e di crescita in generale.

Negli anni le varie tracce hanno dato vita ad un concerto che risveglia in me ricordi insostituibili.

La prima è stata una canzone di Mina del 1967: ho il flash di una biondina che cantava a squarciagola “quando la banda passoooo!!”, anche se il mio primo grande amore nacque nel 1969 quando Massimo Ranieri cantava “Se bruciasse la città”. Ammetto che ancora oggi ho un’ammirazione infinita per questo bravissimo e poliedrico artista (ed è sempre un bell’ometto). Continua a leggere “Musicoterapia”

Altri-Menti!!

Io sono vero/a – Io sono fatto/a così

Quante volte l’ho sentita questa frase! A volte in un unico concetto, altre in due idee separate: l’una sottintendeva l’altra. Ma come dice Meryl Streep in un noto post di Facebook (certe volte lo dicono anche altri personaggi famosi “overanta” 😉 ), ho ormai un’età che proprio non ne ho più voglia di ascoltare certe castronerie!! E diciamocelo: “Sei fatto/a così? E un bel chi se ne frega?” oppure mi dici: “Se ti piace io sono così altrimenti…” –  “ecco… appunto… altrimenti”. Continua a leggere “Altri-Menti!!”

Miss Gaya 2018

Una questione di rispetto

Questo è il nome di un concorso di bellezza dedicato alle donne omosessuali, tenutosi alcuni giorni fa.

Leggendo questo titolo e capendo a chi era rivolto ho provato un senso di fastidio… no, no, non per il popolo “gayo” ma per il senso di questo concorso.

Ricordo una serie in cui una improbabile mamma dal nome Iva Zanicchi spiegava ad un’amica di avere un figlio “gayo” e se il personaggio strappava un sorriso in questo contesto mi pare che si cada nel ridicolo. Continua a leggere “Miss Gaya 2018”

Tas

Lo scoiattolo giapponese

Avevamo uno scoiattolo (o come diceva C. uno “scogliattolo”) che i miei bambini avevano voluto chiamare Tas come il famoso cartone animato “Taz il diavolo della Tasmania” (notare la licenza linguistica: la Z si era trasformata in S). Attenzione non era uno scoiattolo come se ne possono vedere a volte nei boschi, era giapponese: più piccolo… molto più piccolo!

Il problema era che non essendo cucciolo era veramente molto selvatico e quindi di poca compagnia. Lo tenevamo in una grande gabbia attrezzata, dove lui scorazzava avanti e indietro, su e giù. Col tempo e tanta pazienza aveva anche cominciato ad avvicinarsi per prendere qualche pezzo di pane o qualche nocciolina. Continua a leggere “Tas”