Ricordi d’estate – I giochi

Giochi senza frontiere

Guardo i bambini, composti con zaini e grembiulini nuovi e mi fanno un po’ tenerezza. Chissà se come me, quando il primo di ottobre si riaprivano le scuole, provano nostalgia per i giochi dell’estate ormai in chiusura?

Io e mia sorella, finite le scuole, lasciavamo la città ed una volta arrivati a casa della nonna indossavamo la nostra divisa delle vacanze: pantaloncini corti, canottierina possibilmente a righe e sandali blu (quelli con gli occhi). Avevamo anche uno scamiciato per andare al mercato e un vestitino per andare a messa la domenica. Continua a leggere “Ricordi d’estate – I giochi”

La nonna portinaia

Quella volta in cui mi pronunciai contro la guerra.

Durante la mia infanzia, soprattutto quando ero ancora piccina, passavo molte ore della mia giornata con i nonni che erano i portinaia dello stabile nel quale abitavo.
Tanti sono i ricordi legati ad episodi di vita di quegli anni. Lui era un uomo magro, con dei bei baffoni e una piccola pelata sulla testa che io regolarmente annaffiavo confidando in una ricrescita dei capelli, gli dicevo sempre di aspettarmi perché quando sarei diventata grande lo avrei sposato. Lei era invece un donnone, aveva occhi di ghiaccio, grigi come i capelli che portava, accanita fumatrice, non era esattamente una lady per modi e parole. Proveniva da una famiglia povera, era stata una mondina, aveva vissuto la guerra, ed era arrivata in città con niente e un paio di zoccoli ai piedi.

Mi piaceva stare con loro in portineria, c’era sempre un bel via vai di persone in quella grande casa di ringhiera. Praticamente li ricordo sempre in quel piccolo alloggio al piano terra, con il gabinetto in cortile. Mia nonna, che non andava tanto per il sottile, non metteva il rotolo di carta igienica che oggi la pubblicità vuole soffice e profumato, ma l’elenco telefonico o le Pagine Gialle. Direi che i batteri proprio non la spaventavano, neanche quelli che avrei potuto prendere io!
Mi chiamava napuli, come chiamava tutti coloro che avevano origini meridionali, ma mi voleva un gran bene, mi chiamava anche in un altro modo, ma non posso scriverlo qui e non avrebbe neanche dovuto chiamarmi così, ma come dicevo, lei non era propriamente la raffinatezza in persona. Quando si arrabbiava nominava tutti i santi del paradiso, anche se in cucina teneva in bella mostra una foto di Papa Giovanni XXIII che appunto per lei, come viene ricordato ancora oggi, era il Papa buono.
Se andavamo insieme al mercato e lungo la strada passavamo davanti ai manifesti dei partiti politici, mi indicava quello nel quale erano disegnati la falce e il martello e mi diceva che io ero nata sotto quel segno. Io non capivo, ma lo facevo presente a mia madre che mi guardava stupita.

Era una donna autoritaria e nonostante non avessi legami di sangue con lei, con il tempo riconosco delle tracce del suo carattere in me. Sapeva essere generosa, anche con i napuli, se si liberava un alloggio, metteva sempre una buona parola se ne aveva necessità una famiglia meridionale, e qualche volta anticipava la somma dovuta a chi non riusciva a pagare l’affitto. Certo non bisognava farla arrabbiare, noi bimbi non potevamo far troppi schiamazzi nelle scale e non rispettare il silenzio nelle prime ore del pomeriggio.

Allora non si utilizzavano i bonifici bancari on line, e ogni mese i numerosi inquilini pagavano la pigione a mia nonna che poi mensilmente consegnava alla proprietaria di tutto il condominio.

La proprietaria era un’anziana ricca signora, molto gentile ed elegante. Ricordo che veniva con un bel cappotto e il cappellino in testa, e sedeva a capotavola mentre mia nonna preparava il caffè. Naturalmente la signora telefonava a mia nonna se avevano necessità di parlarsi. Fu così che un giorno in portineria squillò il telefono fissato alla parete, salii quindi sulla sedia lì accanto per poter arrivare alla cornetta e rispondere, al mio pronto la signora, che ovviamente mi conosceva, si presentò: Sono la signora Tedeschi!

Al che io risposi: ma noi non vogliamo fare la guerra!

La cucina della nonna – parte 2

La colazione della domenica

Solitamente i miei genitori arrivavano il sabato e alcune volte, si presentavano anche gli zii di Genova con i miei cugini.

In realtà mia nonna non sapeva mai chi e se sarebbe arrivato qualcuno, non aveva telefono, ma lei, per non sbagliare, preparava.

La mattina, se c’erano gli zii era obbligatorio l’uovo sbattuto. Mia zia ne preparava in quantità industriale, sbattendo le uova finchè non assumevano una consistenza “spumosa” e diventavano bianche. E mentre rimestava con energia proclamava: “belandi che ovetti!”.

Io in realtà, speravo sempre, visto che l’uovo lo mangiavo praticamente tutti i giorni, che si ricordassero di portare la buonissima “focaccia di Genova” di cui andavo ghiotta… Solitamente non mi deludevano! Continua a leggere “La cucina della nonna – parte 2”

Una vacanza in ammollo

In questi giorni di agosto a tante di noi saranno tornati alla mente i ricordi di altre vacanze: quando eravamo bambine a casa dei nonni, ragazze alle prese con la prima cotta al mare o mamme che correvano dietro ai pargoli che mangiavano la sabbia.

L’altro giorno scherzavo con la mia compagna di blog sull’onda dei suoi ricordi felici in campagna, all’aria aperta, finalmente libera dalla città con i suoi orari e le sue regole. Ho fatto mente locale per ricordare le mie vacanze. Oggi i bambini fanno viaggi avventurosi, talvolta in luoghi esotici… o insoliti. il massimo dell’avventura per me era partire con il treno dal nord per tornare al sud e fare il pellegrinaggio da nonne, zii e cugini. Non c’erano ancora i treni ad alta velocità, mi aspettavano lunghe ore di viaggio, ma io ero contenta, anzi mi pareva ancora più bello perché significava che andavo lontano. Mi piaceva partire con un libro per leggere per ore, cosa che invece non mi era possibile quando si decideva di utilizzare l’auto.

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La cucina della nonna – parte 1

Dieta “quasi” mediterranea

Amavo trascorrere l’estate dalla nonna per il piacere di vivere in completa libertà, ma anche per il piacere di mangiare cibi che normalmente o non erano previsti in casa mia o che cucinati dalla nonna acquistavano un altro gusto.

La mia vacanza iniziava il lunedì mattina, quando si andava al mercato. Come mi divertiva passeggiare tra le bancarelle aiutando mia nonna con la spesa! Continua a leggere “La cucina della nonna – parte 1”

Buon Ferragosto a tutti

Sull’onda dei ricordi rieccomi a casa della nonna

Per la nostra famiglia il 15 d’agosto non segnava l’apice dell’estate o l’apoteosi di vacanze da sogno, ma “la festa d’la Madona” (la festa della Madonna).

Mia nonna si alzava presto per preparare il pranzo nella convinzione, non sempre indovinata, che tutti i figli si sarebbero presentati per la grande festa. Continua a leggere “Buon Ferragosto a tutti”

Ricordi d’estate

Le vacanze dalla nonna

Vi ho già parlato di quella nonna che per non fare partire il figlio tra i partigiani lo tramortì con uno zoccolo. Bene quella nonna guerriera aveva un punto debole: io! Mia nonna mi adorava: ero la prima nipote femmina ed ero “coccolosa”.

Tutte le estati, finite la scuola partivo per un paio di settimane tra le colline astigiane e per me che abitavo in città, era una festa.

Come me anche tanti bambini, figli di amici di mio padre che erano andati a vivere tra Torino e Genova, venivano mandati dalla nonna per passare l’estate.

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Isola

Come l’estate scorsa, in partenza verso nuove avventure!

Prima o poi sentiamo nascere in noi il desiderio di staccare da ciò che costituisce la nostra vita, cerchiamo luoghi lontani che mettano chilometri tra noi e la nostra quotidianità.

Io amo le isole, mi piace sentire che tra me e la terraferma c’è dell’acqua, molta acqua in perenne movimento, movimento che mi avvicina e mi allontana fisicamente e soprattutto mentalmente da tutto.

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La nostra vecchia scuola

Cara amica, ti scrivo questo lungo messaggio in questa serata un po’ troppo calda, ma tranquilla.

Questa mattina sono uscita presto di casa per sbrigare alcune commissioni, avevo voglia di camminare e ho quindi passeggiato lungo il fiume. Così mi sono attardata e verso l’una del pomeriggio, quando i raggi del sole iniziavano a non dare più tregua, mi sono ritrovata davanti alla nostra vecchia scuola.

Stessa cancellata verde e ruggine, stessa facciata di mattoni marroni, diverse locandine di serate musicali affisse sui muri…ai nostri tempi non c’erano tutte queste serate…peccato! Di fronte c’è ancora la stazione dei pullman, sulle pareti i graffiti potrebbero ricordare quelli che abbiamo visto insieme durante il nostro viaggio a Londra, ma non sono così particolari, sono solo graffi colorati, scarabocchi su pareti sporche e scrostate. Sembrava un angolo di periferia, ma ero alle spalle del centro città, a due passi dalla dimora reale sabauda con i suoi giardini. Continua a leggere “La nostra vecchia scuola”

Non toccate le banane

Io e Johnny Stecchino: una storia in comune

Un film di Benigni che mi diverte molto è proprio Johnny Stecchino e la scena che mi fa sempre ridere è quella in cui il protagonista rischia di morire mentre ruba una banana e la mitica frase: “Se vai a Palermo non toccare le banane!”…. Come lo capisco!!!

Oddio, a Palermo non ho avuto problemi con le banane, ma a Torino sì.

Uno dei miei primissimi ricordi risale  a quando avevo circa quattro anni (quindi circa ..un tot di anni fa😊). I miei genitori, da bravi astigiani, avevano aperto una rivendita di vini e liquori in una zona prestigiosa della città, in un quartiere tranquillo. Durante il giorno, nella bella stagione, giocavo sui marciapiedi davanti al negozio. In quegli anni ai bambini si lasciava relativa libertà, per quanto ci fossero già molti dei pericoli odierni. Continua a leggere “Non toccate le banane”