Corri – ops – leggi con me!

Questa mattina parliamo di letture

Ho riletto il post sotto riportato, finito in bozze quando è stato reimpostato questo blog. Io che amo la lettura e i miei libri che sistematicamente spolvero – non posseggo un kindle – , mi sono ritrovata in queste considerazioni. Ultimamente sono una lettrice pigra, che si attarda a leggere tutto ciò che è nei social con due libri a metà sul comodino. Non va bene! Quindi ho deciso di dare una svolta e assegnarmi un compito. Non accetterò più scuse e rinvii, ho ripreso un tomo che avevo messo a riposo da troppe settimana, come una sportiva che si allena giorno per giorno tornerò a leggere…velocemente. Chi correrà con me?

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This is America!

Sulle tracce della mitica Route 66

Mio marito riposa mentre io guido, per la prima volta, lungo le strade del West America. È il nostro primo giorno “on the road” e i chilometri percorsi sono già tanti, ma dobbiamo arrivare ad Amboy prima di sera ed è già pomeriggio inoltrato.

La radio suona canzoni country, mentre la macchina sembra andare da sola. La strada divide il deserto in due e il cielo terso sta prendendo i colori del tramonto.

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Youssef

Per non dimenticare

“Mamma perdonami, non ce l’ho fatta.

È salato questo mare, l’acqua rende rugose le mani.
Tra il caos delle onde non avrei mai pensato di tornare bambino e supplicare il tuo nome:
“Mamma” ma non è un grido d’aiuto ora, è un capriccio che mi coccola il cuore.

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“Mamma, mamma” piagnucolando, ma non è solo per me che dispero, ho paura che mie notizie ti strappino via il sonno e ti lacerino il cuore.
Chiedi scusa ai miei fratelli per le attenzioni tue che ho rubato ai loro successi, ma è Dio che ha donato al più sfortunato dei figli le pene e le attenzioni della madre.Ti lascio il ricordo del mio cuore e la sua traccia sulla terra ora che giace in mare, raccontalo tu che ne conosci luci e ombre, tu che lo conoscevi prima che provasse l’amore, prima che conoscesse la sofferenza.E mamma, ti prego, parla tu con Dio, tu che puoi, convincilo delle mie intenzioni.“Mamma” balbetto un’ultima volta; per far sì che le mie labbra, pronunciando la parola, si incontrino due volte e ti arrivino come baci.Youssef El Hirnou

Abbiamo scoperto Youssef per caso su Facebook. Ci ha colpito il suo modo di scrivere, la maturità di un ragazzo poco più che ventenne che vive e agisce come tutti i ventenni, ma che quando prende la penna in mano sa trasmettere con le parole emozioni come amore, passione, rabbia. Nel 2017 è stato pubblicato il suo primo libro: “Uè Africa!” Diario di un Marocchino, nel quale racconta la sua storia familiare e di quanto sia difficile integrarsi in un paese straniero, mantenendo viva la propria identità culturale. È poi partito per un lungo viaggio, ha toccato vari paesi quali Germania, Polonia, Russia, Mongolia, Cina, Vietnam, Thailandia, India, Egitto, Etiopia e altri ancora. Ha incontrato persone, visto luoghi, ha seguito pensieri che ha descritto attraverso i social. Da qualche tempo è rientrato a Torino e leggendo ciò che che abbiamo condiviso, pensiamo che dalla sua penna possano, anzi debbano, scaturire ancora tante e tante parole.

Se vuoi conoscere meglio Youssef El Hirnou seguilo su:

Alzati e cammina

Alziamoci,

corriamo corriamo che il sabato finalmente si avvicina.

Facciamo attenzione mentre sbirciamo la televisione tra previsioni meteo, elenco mattutino delle disgrazie di questo mondo e foto pubblicate sui social, il caffè scotta la lingua, il latte è stato versato, un santo in Paradiso è stato nominato.

Chi fa la coda al bagno, chi non trova la camicia nell’armadio, chi corre per le scale, chi chiama invano l’ascensore, chi ha perso l’autobus mentre qualcuno non sa dove l’auto ha parcheggiato.

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Noi siamo piccoli ma cresceremo

… Cantava Renato Rascel, chi è più “anta” che “enta” si ricorderà di chi stiamo parlando.

Pian pianino sì cresciamo, grazie a chi ci segue da tempo e ha visto i nostri inizi, i nostri tentativi e le relative correzioni e grazie a chi ha dato uno sguardo soltanto recentemente al nostro blog e ha deciso di continuare a seguirci. Nonostante non si corra da ciascuno di voi a scriverlo o per nostra natura non si chieda un like, sappiate che apprezziamo il vostro interessamento e vi leggiamo e, quando il tempo lo consente, lasciamo un nostro commento. Continua a leggere “Noi siamo piccoli ma cresceremo”

Viaggiare con le amiche

E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse. (Milan Kundera)

Lo scorso fine settimana io e la mia compagna di blog siamo riuscite finalmente a ritagliarci un paio di giorni tutti per noi, a mettere qualche chilometro di distanza tra noi e la nostra città, la nostra famiglia e gli amici che frequentiamo…non tutti in effetti, in quanto siamo diventate un terzetto femminile con una nostra cara amica comune.

Desidero partire: non verso le Indie impossibili o verso le grandi isole a Sud di tutto, ma verso un luogo qualsiasi, villaggio o eremo, che possegga la virtù di non essere questo luogo.
Non voglio più vedere questi volti, queste abitudini e questi giorni. (Fernando Pessoa)

Non è stato così importante decidere la meta, più pressante era il desiderio di stare insieme senza il problema del tempo, del pensiero di dover adempiere agli impegni giornalieri. Libere per alcune ore di non avere ruoli, se non quello di essere donne e amiche che si vogliono bene e si stimano. Continua a leggere “Viaggiare con le amiche”

Forza di gravità materna

È la gravità a farmi rimanere con i piedi sulla terra? Sono un essere pesante che guarda al cielo con invidia, ogni tanto mi illudo di essere leggera per sollevarmi dall’umano peso della vita e delle sue responsabilità.

Ho sbagliato, sto sbagliando, sbaglierò, mi guardi con occhi che giudicano la mia umana imperfezione.

Maternità, senso materno, spirito, istinto, dentro c’è tutto. Quanto sono riuscita a fare e quanto invece no. Non ho risposte per alcune domande, non ho soluzione per certi quesiti. Continua a leggere “Forza di gravità materna”

Quando ho cominciato ad amarmi

Iniziamo una nuova settimana in una stagione che ormai sta mostrando i suoi colori autunnali, con una poesia che esprime un po’ di noi e, sicuramente, anche un po’ di voi.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
mi sono reso conto che il dolore e la sofferenza emotiva
servivano a ricordarmi che stavo vivendo in contrasto con i miei valori.
Oggi so che questa si chiama autenticità.

Quando ho cominciato ad amarmi davvero e ad amare,
ho capito quanto fosse offensivo voler imporre a qualcun altro i miei desideri,
pur sapendo che i tempi non erano maturi e la persona non era pronta,
anche se quella persona ero io.
Oggi so che questo si chiama rispetto. Continua a leggere “Quando ho cominciato ad amarmi”

La mia beauty routine…

La cura della propria persona non è soltanto la vetrina dietro la quale ci mettiamo per essere apprezzati dagli altri, ma è lo specchio nel quale desideriamo guardarci e confortarci, piacerci, rassicurarci. L’approvazione che scorgiamo negli altri, nei complimenti che neghiamo per pudore o che invece cerchiamo senza farci scoprire, le illusioni alle quali a volte abbiamo bisogno di credere, sono tutte necessarie per stare bene e rincorrere la giovinezza che dal corpo pian piano fugge via. “Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.Continua a leggere “La mia beauty routine…”

La moda nella terra di mezzo

È stata la settimana della moda, anzi della fashion week a Milano. Ho visto qualche servizio e diverse immagini pubblicate nei vari social.

La moda è espressione, comunicazione, arte, visione sul futuro e sguardo sul passato. Nella moda si sperimenta, si ricerca, si reinventa con lo studio di materiali, linee, tradizioni culturali.

A qualcuno starà venendo l’orticaria, perché mai una donna che non si occupa di moda…ne parla? Diciamo che io sono una che guarda e un capo Armani, da sempre il mio preferito, oh se lo gradirei proprio! Continua a leggere “La moda nella terra di mezzo”