Buongiorno “Signora”

Quando il passare degli anni fa paura

Quando ero giovane, il termine “Signora” era sinonimo di “anziana” (e il termine usato era meno signorile).

Alle Signore si dava del lei perché di un’età a cui si doveva rispetto, ma in realtà erano considerate delle “quasi-morte” che nulla desideravano se non diventare nonne o badanti dell’anziano marito.

Oggi che appartengo a questa categoria di donne, mi accorgo dell’errore grossolano di valutazione fatto dalla me ragazza, ma nello stesso tempo, mi rendo conto del fatto che attualmente il problema è un altro: noi donne “mature” facciamo fatica a calarci nella categoria delle “Signore”, continuiamo a valutarci con lo stesso metro di giudizio di quando avevamo trent’anni in meno.

Ci mettiamo in competizione con le nostre figlie e a volte anche con le nostre nipoti, vestendoci, truccandoci e, spesso, pubblicando foto che invece di liberarci da stereotipi e aspettative desuete, ci mortificano mettendo ancora più in evidenza gli anni trascorsi e i segni che hanno lasciato. Continua a leggere “Buongiorno “Signora””

Chi decide la strada?

Kitchen di Banana Yoshimoto

“Ognuno di noi pensa di avere molte strade e di potere scegliere da sé. Ma forse sarebbe stato più esatto dire che sogna il momento di scegliere. Anche per me è stato così. Ma ora lo so. Lo so con tanta chiarezza da poterlo mettere in parole. La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.”

Immagine di copertina di Katsushica Hokusai

Pausa di riflessione

A volte occorre “disintossicarsi”

Da più di un mese ho scelto di prendere una pausa di riflessione da Facebook, perché stupita e nauseata nel leggere fake news e commenti dai toni decisamente aggressivi e a tratti deliranti. La cosa che mi ha maggiormente colpita è stato rilevarlo in chi pensavo di conoscere, ma evidentemente alcuni aspetti sfuggono, vengono celati, controllati.

Mi accompagna la spiacevole impressione che il periodo che stiamo vivendo non ci stia facendo riscoprire migliori…e Gabriella lo aveva previsto! 

Tempo fa qui su Menti Vagabonde in  Comunicazione consapevole  abbiamo condiviso i punti del Manifesto della comunicazione non ostile redatto dall’Associazione Parole O_stili.

Temo che per molti siano lettera morta. Continua a leggere “Pausa di riflessione”

Oceani dentro di noi

Shantaram – Gregory David Roberts

“Ma in un certo senso si può dire che anche se abbiamo abbandonato il mare dopo milioni d’anni di vita nelle sue profondità, l’oceano è rimasto dentro di noi. Quando una donna porta in grembo un bambino, lo fa crescere nell’acqua, e l’acqua nel suo corpo è quasi identica a quella del mare, contiene quasi la stessa quantità di sali. La donna crea un piccolo oceano nel proprio corpo. Ma non solo. Il nostro sangue e il nostro sudore hanno quasi la stessa composizione dell’acqua di mare. Portiamo oceani dentro di noi, nel nostro sangue e nel nostro sudore. E con le nostre lacrime, piangiamo oceani”.   

 

Immagine di copertina: Calare del sole a Pourville, in mare aperto – Claude Monet

Scuola in casa

L’anno scolastico è giunto al termine.

Casa mia è stata una panetteria, una pasticceria, una sala cinema, una palestra, un’aula scolastica.

In giorni e in orari alterni mi sono ritrovata a scrivere al computer con accanto una figlia  in verticale, a lavare i piatti mentre qualcuno tentava di ascoltare la frase sussurrata di un attore, ad abbassare la voce al telefono con la zia che non sentiva mentre il professore di turno faceva lezione tramite zoom.

Molte famiglie hanno convertito un angolo della propria abitazione in scuola di ogni ordine e grado. Nessuno infatti avrebbe immaginato che bambini e ragazzi da un giorno all’altro avrebbero dovuto lasciare aule, compagni e professori e quell’atmosfera che a volte è fatta di squilibri ed equilibri. Numerose sono state le difficoltà per i genitori che hanno dovuto compensare un’attività scolastica gestita in modo diverso da ogni singola scuola e ancora da ogni singolo insegnante. Continua a leggere “Scuola in casa”

Una crostata per la nonna

Una festa non festa.

La mia mamma non era più venuta a casa mia…fase 1 fase 2 fase 3, in famiglia ci siamo attenuti e ci atteniamo alle misure necessarie per diminuire, per quanto possibile, i rischi di un eventuale contagio.

Ieri, in un pomeriggio piovoso, abbiamo ricevuto la prima visita ufficiale, senza abbracci e baci delle nipoti e relegando la nonna al divano affinché non stesse troppo vicina a qualcuno di noi.

Viviamo con ragionevoli dubbi e preoccupazioni, lontani anni luce dalle teorie complottiste e le baggianate che continuamente girano nel web, occorre rispetto per chi sta lavorando incessantemente e per chi sta lottando per il recupero della propria salute.

Quindi ci voleva una torta per accogliere l’ospite, ma senza uova, burro e latte quale dolce per accompagnare il tè?

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L’arte ci cura

Tiziano Terzani – Un altro giro di giostra

“L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quel che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato.”

Abbiamo bisogno di ritrovare qualcosa di noi…

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Scherzi del caffè

Amore e insonnia

… e poi capita che troppi caffè rendano le notti insonni. Guardi l’orologio sul comodino: è l’una… ma di dormire non se ne parla.

Decidi di rivedere quel film che ormai conosci a memoria: lo vedi due volte l’anno, quasi quanto Dirty Dancing! Sicuramente la noia ti concilierà il sonno.

Guardi l’orologio sul comodino: sono le 3 e 10 e tu stai correndo nella brughiera incontro a Darcy.

Orgoglio e Pregiudizio non annoia mai… accidenti a Jane Austen!

La peste

di Albert Camus

“Si ballava in tutte le piazze. Da un giorno all’altro il traffico era considerevolmente aumentato e le auto, divenute più numerose, circolavano con difficoltà nelle vie stracolme. Le campane della città suonarono a distesa per tutto il pomeriggio. Riempivano delle loro vibrazioni un cielo azzurro e dorato. Nelle chiese infatti si recitavano le azioni di grazie. Ma erano stracolmi anche i luoghi di svago, e i caffè, incuranti del futuro, distribuivano gli ultimi alcolici. Una folla di persone ugualmente eccitate si accalcava ai balconi, fra cui molte coppie che non avevano alcun timore di mostrarsi abbracciate. Tutti gridavano o ridevano. La scorta di vita accumulata nei mesi in cui ciascuno aveva messo l’anima in attesa, la spendevano quel giorno che era come il giorno della rinascita. L’indomani sarebbe cominciata la vita vera e propria con le sue cautele.” (…) Continua a leggere “La peste”

Sopra la mascherina

Occhi

Li ho sempre al centro dei miei pensieri, e sì che sono lì e mi osservano e osservano e io ne ho cura proprio perché sono così fragili.

Sono sempre stata maniacale nell’attenzione, a detta di chi mi conosce eccessiva, a volte ci ho scherzato su Sono miope, cosa ci posso far…ma anche quando sorrido e rido, prendo tutto sul serio.

Non ho quindi trovato così assillante la richiesta, il consiglio, quasi l’obbligo di lavare le mani e di non toccare bocca, naso e…occhi! Io che ero restia a farlo anche in tempi tranquilli, quando tutti non si preoccupavano più di tanto, e io invece vedevo, nonostante la miopia, potenziali pericoli microscopici.

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