L’8 marzo si avvicina… sono pronta!

Sono convinta che quando le donne parlano di uguaglianza tra i sessi, debbano intendere che dobbiamo avere gli stessi diritti insieme agli stessi doveri degli uomini, questo mantenendo il nostro essere donna e non diventando un uomo nel vero senso della parola. Invece mi rendo conto che ultimamente le cose stanno andando in questo senso.

Sembra che le donne vogliano acquisire tutti quei comportamenti che secoli e secoli di cattive abitudini e di cattive impostazioni hanno reso l’uomo quello che è oggi e soprattutto quello che è stato in passato.

A volte guardo le ragazze più giovani rinnegare tutte quelle azioni che non dovrebbero essere intese come un obbligo in quanto donna, ma come semplici regole di sopravvivenza e convivenza.

Io ho due figli maschi che cucinano e fanno i lavori di casa perché andando a vivere da soli hanno dovuto imparare a farli. Non penso siano eroi e non si sentono tali, per quanto io non gli abbia insegnato molto essendo io stata per la maggior parte del tempo casalinga e mi sia occupata a tempo pieno della gestione della casa.

Per contro molte loro amiche e conoscenti non cucinano, evitano qualunque incombenza casalinga perché frustrante e discriminante e se qualcuno contesta tali  atteggiamenti  viene accusato di volerle richiamare ad un ruolo che loro rifiutano e che vedono come sminuente.

Solitamente evito tali discussioni, in quanto madre di maschi non voglio sembrare … la classica madre di maschi, ma personalmente credo che si debba saper cucinare per il semplice motivo che la qualità di vita è migliore se si mangia in maniera equilibrata, che una camicia stirata bene fa un migliore effetto di una stropicciata e che un minimo d’ordine e di pulizia in casa rende più accogliente l’ambiente.

Non importa “chi deve fare cosa”, se non ci sono i soldi per la colf, lo faccia il primo che arriva a casa, è una questione di buon senso, rispetto e quieto vivere. Non si può parlare di competenze: se mangiare si deve, meglio farlo bene e mentre cucino bene per me, visto che conviviamo, lo faccio anche per te.

Per alcune anche fare i figli è diventato un limite, un impedimento alla vita sociale di un certo genere, al mantenimento di una certa avvenenza… meglio avere un cane, visto che si può portare in ufficio!

Fare un figlio è faticoso e doloroso, cambia la vita e spesso la carriera. Ma se noi stesse continuiamo a vedere questo stato di cose come una punizione divina, perdiamo l’occasione di pensare che sia un dono formare, nutrire e screscere dentro di noi una nuova vita. Non è facile e fa paura, ma io credo di avere avuto un grande privilegio nel nascere donna e nel partorire i miei figli!

Essere donna è una risorsa non un limite e bisogna lottare per abbattere gli impedimenti e le barriere che altri hanno creato per loro comodità, ma questo senza rinnegare la propria posizione e chi siamo.

Paradossalmente, credo che fosse più femminista mia madre, che non era femminista, che era una casalinga orgogliosa del proprio ruolo e ben conscia della sua importanza. Non permetteva a nessuno di criticare la sua posizione perché era ben consapevole della sua funzione all’interno della famiglia, del suo esserne il fulcro.

Credo che le donne debbano soffermarsi a guardare il passato e trarne insegnamento sia dagli aspetti positivi che da quelli negativi ed essere consapevoli che se noi cerchiamo di assomigliare agli uomini, avalliamo il pensiero che realmente non valiamo quanto loro. Essere uguali agli uomini non vuol dire essere uomini: in alcune cose siamo meglio noi, ma in altre, diciamocelo, sono meglio loro.

Non si dovrebbe puntare ad una coppia dove si mettono a disposizione le proprie risorse ed insieme si combattono i problemi della vita?

Il piacere di avere un compagno che, pur con i suoi difetti, ti ama… non vale qualche discussione in meno e un piatto di minestra (magari di dado) cucinato da noi?

AcidaMenti – lo scarico del water

“Oca giuliva

Verginella

Se l’è andata a cercare

Poteva aiutare gli italiani

Si deve far firmare una liberatoria

Che non si paghi il riscatto con i nostri soldi”

Scorro i social e leggo queste frasi, – evito di ripetere quelle che istigano e auspicano uno stupro – in merito al rapimento della giovane cooperante italiana rapita in Kenya. Queste frasi vomitate nel web sommergono il senso di appartenenza, la solidarietà, la stima per chi ha la capacità di dare forma al desiderio di rendersi utile e di poter aiutare quella parte di mondo abbandonata e sfruttata.

Istintivamente vorrei rispondere a tutti, poi mi dico che non ne vale la pena. Ha valore il parere di chi stimo, tutto il resto ha per me soltanto il suono del gorgoglio dell’acqua dello scarico del water.

AcidaMenti indiretti

Abbiamo poca voglia di condividere il nostro tempo

il nostro spazio,

il nostro denaro.

Su facebook però condividiamo poesie, aforismi, frasi di nostra creazione… 😦

spesso per farli arrivare indirettamente a qualcuno che dovrebbe indovinare che Sì stiamo parlando proprio a lui, proprio a lei!!!

Ehi proprio tu hai capito che te la stai tirando troppo?!?

Ehi proprio tu hai capito che mi stai sull’anima, che non dovevi fare questo, che non dovevi dire quello?!?

 

MANO-SEÑALANDOEhi tu non potevi dirlo direttamente all’interessato?

 

 

AcidaMenti: Gettali a casa tua!

Fumatore che ti senti defraudato dal diritto di fumare dove ti pare e non vuoi sentir ragioni sul danno che il fuma fa…

fuma! (Chissenefrega!)

Getta però i mozziconi di sigarette nei contenitori dell’immondizia e non sul marciapiede, sulla spiaggia, nel prato, in tutti i mari , in tutti i luoghi, in tutti i laghi, in tutto il mondo…ops questa era una canzone

Per decomporsi ogni mozzicone ci impiega da uno a cinque anni.

Alternativa: gettali sul pavimento di casa tua!

 

 

AcidaMenti – Lo sgambetto

Che poetici i post sulle donne condivisi sui social:

“Non c’è niente di più bello di una donna che

dopo un tradimento

dopo un abbandono

dopo un’amica falsa

dopo la tempesta

dopo una caduta

si rialza più bella che mai (!?!)

con cicatrici sul cuore

ma con il sorriso.”

…ma anche no! Dopo un po’ di cadute, non è meglio fare uno sgambetto?

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