La forza delle illusioni

Dobbiamo continuare a illuderci nel desiderare un mondo migliore, perché forse sarà proprio la forza delle illusioni di ieri e di oggi a diventare la certezza di un futuro migliore.

La scultura in copertina è del sud coreano Seo, è tratta dalla serie Meditation ed esposta vicino al belvedere di Capri. Per le sue opere l’artista utilizza catene di acciaio inossidabile di macchinari industriali e biciclette.

Isola

Come l’estate scorsa, in partenza verso nuove avventure!

Prima o poi sentiamo nascere in noi il desiderio di staccare da ciò che costituisce la nostra vita, cerchiamo luoghi lontani che mettano chilometri tra noi e la nostra quotidianità.

Io amo le isole, mi piace sentire che tra me e la terraferma c’è dell’acqua, molta acqua in perenne movimento, movimento che mi avvicina e mi allontana fisicamente e soprattutto mentalmente da tutto.

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Appocundria

Mentre sbrigo le mie faccende quotidiane in solitaria, tra bucato da stendere e indumenti da stirare, la musica mi fa spesso compagnia.

Mi piace crogiolarmi nei suoni legati ai miei ricordi adolescenziali, quando consumavo cassette e dischi in vinile di Renato Zero, Pino Daniele e i Queen.

Allora Pino Daniele era il più adatto per struggermi per un amore non corrisposto, rimpiangere le vacanze ormai finite o affliggermi davanti agli esercizi di ragioneria. Dopo la sua prematura scomparsa, è colui che risveglia l’appocundria.

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Ciclo femminile

Qualcosa mi sfugge?

Sui social si parla continuamente di ciclo mestruale, in particolare del “free blending”, che tradotto in italiano significa: sanguinamento libero. Pratica che venne promossa dall’atleta Kiran Gandhi durante la maratona di Londra del 2015. Intendeva lanciare un messaggio contro i pregiudizi e le discriminazioni.

Probabilmente chi è anta anta si interessa di argomenti che riguardano invece la menopausa, le vampate di caldo ecc. ecc.

Tutti aspetti, fasi, periodi, momenti, che sono assolutamente naturali e vanno vissuti come passaggi che una donna attraversa durante la propria vita. Di questi argomenti parlo con tranquillità, ho due figlie e quindi l’argomento è naturale, attuale. Anche la mia famiglia contribuisce alle vendite delle aziende di assorbenti e affini e di conseguenza a pagare allo Stato il 22% di IVA! Continua a leggere “Ciclo femminile”

La nostra vecchia scuola

Cara amica, ti scrivo questo lungo messaggio in questa serata un po’ troppo calda, ma tranquilla.

Questa mattina sono uscita presto di casa per sbrigare alcune commissioni, avevo voglia di camminare e ho quindi passeggiato lungo il fiume. Così mi sono attardata e verso l’una del pomeriggio, quando i raggi del sole iniziavano a non dare più tregua, mi sono ritrovata davanti alla nostra vecchia scuola.

Stessa cancellata verde e ruggine, stessa facciata di mattoni marroni, diverse locandine di serate musicali affisse sui muri…ai nostri tempi non c’erano tutte queste serate…peccato! Di fronte c’è ancora la stazione dei pullman, sulle pareti i graffiti potrebbero ricordare quelli che abbiamo visto insieme durante il nostro viaggio a Londra, ma non sono così particolari, sono solo graffi colorati, scarabocchi su pareti sporche e scrostate. Sembrava un angolo di periferia, ma ero alle spalle del centro città, a due passi dalla dimora reale sabauda con i suoi giardini. Continua a leggere “La nostra vecchia scuola”

Specchiarsi come Grimilde

Non voglio arrendermi a ciò che sento e leggo.

Manchiamo di responsabilità nel comunicare tramite la Rete. Dovremmo tutti rispettare delle regole, anzi dovrebbero ormai essere scolpite dentro di noi, assimilate dal nostro organismo, fissate nella mente.

Abbiamo la possibilità di conoscere, di condividere informazioni, di ascoltare parole di chi può aprire i nostri orizzonti, invece riteniamo che ogni nostra opinione debba essere inconfutabile.

Provochiamo e odiamo, non abbiamo remore nell’utilizzare un linguaggio eccessivo e offensivo.

Siamo lo specchio di una società che critichiamo, siamo noi quella società.

Secondo un’antica credenza rompere uno specchio presagisce anni di sventure, se continueremo a rimirarci come la regina Grimilde, rischiamo di illuderci di vedere il bello dove non c’è più, diventeremo sempre più brutti e cattivi…nonostante lo specchio intatto.

Il gioco

Ogni giorno giochiamo la nostra partita.

Lungo è l’elenco di quelle perse…mai sottovalutare la capacità di recuperare.

Neanche la possibilità di cambiare le regole del gioco, perché dovremmo rimanere in una determinata casella e avere sempre lo stesso ruolo?

È vero le regole sono necessarie, create da tradizioni, esperienza e convenzioni per arrivare ad un ordine, a un procedimento, a un metodo, a un accordo.

L’imprevisto è caso, disordine, contrattempo, conseguenza…eventualità senza una ragione…apparente, volontà ancora inespressa.

Forse perdiamo le nostre partite quando dimentichiamo le ragioni dell’esistenza di alcune regole. Forse perdiamo perché alcune sono necessarie, ma altre ce le siamo imposte, o abbiamo lasciato che governassero la nostra vita. Il gioco è vero, bello e stimolante quando partecipiamo realmente e passiamo al livello successivo.

Siamo sempre le stesse, siamo ogni giorno diverse.

Una giornata così

Ci sono giornate speciali durante le quali nessuno si preoccupa della legge di Murphy – chi se la ricorda –

Hai dormito bene, vedi il bicchiere mezzo pieno, non arrivano chiamate da un call center di vattelapesca, nessuno ti chiede dov’è questo e dov’è quello, non giri tre ore per trovare un parcheggio, non fai la coda alla cassa del supermercato, hai tempo di vedere un’amica, di parlarle, di fare una passeggiata perché ti va, senza meta, hai tempo di leggere quel libro iniziato un po’ di tempo fa, non ti dà neanche fastidio lo sbraitare dei personaggi della TV – chi sono? E chi lo sa! – Sembra quasi che tutto vada al suo posto, nessuno ti disturba, nessuno ti risponde in malo modo, il ritardatario cronico è diventato puntuale e anche il miope vede dieci decimi – qui ho esagerato -.

Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo sentito di aver trascorso una giornata così? Continua a leggere “Una giornata così”

Modella “anta”

Oh ma che bella novità!

A volte mi soffermo sulle pubblicità televisive non tanto per il prodotto che viene appunto presentato, quanto sul modo in cui viene inviato il messaggio. Talvolta il messaggio diverte, emoziona, stupisce… altre volte non si capisce! In alcuni casi ciò che vedo è stupido, irritante, tanto da essermi chiesta cosa avessero mai mangiato queste menti creative, la digestione provoca brutti scherzi! Mah!

Dicevo, la novità… Continua a leggere “Modella “anta””