Pesto il non pesto

Ricetta non ricetta

Se assaporo il pesto, mi ricordo le vacanze di Natale, di tanti ma tanti anni fa, sulla riviera ligure, il sole invernale tiepido teneva lontano l’inverno.

Ora invece siamo in estate, fa caldo, nel mio mio surrogato di orticello di piante aromatiche sopravvive il basilico, pianta forte direi, se considero il mio pollice verde…assai poco verde.

Così in questa domenica cittadina mi faccio il pesto…che farebbe arrabbiare i liguri, ma ho in casa una pianta di basilico, una manciata di mandorle, 3 piccole zucchine, aglio, olio evo, sale, grana. Frullo tutto e sento il profumo della Liguria, condisco la pasta mentre mi fischiano le orecchie, ma questo è il pesto nel quale ho pestato ciò che avevo…

pesto in ciotola bianca

Sono in vacanza senza essere in vacanza!

Cartolina da Capri

UN ricordo

Ho visitato varie località portandomi sempre belle immagini negli occhi, nella mente e nel cuore, come cartoline che viaggiano dentro di me.

Le vacanze dell’estate scorsa sono inesorabilmente lontane e non so quali ne prenderanno il posto. Allora mi rivedo circondata dall’acqua, perché non sono originale nei desideri, nella ricerca della mia calma. Al mare mi sento sempre in pace con l’universo e non mi chiedo da dove vengo, perché esisto e dove mai potrò andare, tanto mi interessa soltanto vivere quel momento, non perderlo, ci sarà poi il tempo per pensare ad altro.

Una settimana di luce azzurra che coinvolge

Capri

Capri può sembrare una meta turistica proibitiva, già soltanto per il costo del traghetto o dell’aliscafo. Anche io per anni mi sono concessa la classica gita giornaliera, conservando la segreta aspirazione di poter vivere l’isola quando finalmente parte l’ultimo aliscafo per Napoli e i ritmi diventano meno frenetici e la confusione diminuisce.

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Andare con i nostri libri

Estate!

Porta con sé la voglia di andare, il verbo che indica il movimento di persone e di cose.

Ci si allontana dal buio e dal freddo, dagli impegni, dal lavoro e dalle preoccupazioni, per spostare noi stessi e i nostri pensieri verso un luogo che ci regali, anche solo per un breve periodo, giorni diversi, rilassanti o…eccitanti.

Luglio è un mese di partenze ma, dato il periodo, questo nostro andare potrebbe essere più limitato, forse soltanto fuori l’uscio della nostra casa. Tuttavia possiamo farlo con i libri e i loro autori, con chi ha viaggiato al nostro posto, con chi ci accompagna verso luoghi che chissà se mai vedremo, dentro pensieri, epoche e storie che non sono nostre ma nelle quali potremmo riconoscerci.

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Un nonno

Un uomo di poche parole.

Era un uomo semplice, con il volto scavato e un paio di bei baffi, pochi capelli pettinati all’indietro e una pelatina sulla nuca che io da bambina regolarmente annaffiavo con gocce d’acqua. Così la chioma si sarebbe rinfoltita! Magro magro perché soffriva di ulcera, per digerire beveva litri di acqua con il bicarbonato, ho sempre immaginato che nello stomaco avesse bianchi crateri. Era nato al nord, ma aveva un cognome che indicava lontane origini sarde.

Era il marito della nonna portinaia La nonna portinaia, non aveva legami di sangue con me, ma divenne la mia figura maschile di riferimento. Ogni tanto gli ricordavo che doveva aspettare che diventassi grande, perché volevo sposarlo.

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Pausa di riflessione

A volte occorre “disintossicarsi”

Da più di un mese ho scelto di prendere una pausa di riflessione da Facebook, perché stupita e nauseata nel leggere fake news e commenti dai toni decisamente aggressivi e a tratti deliranti. La cosa che mi ha maggiormente colpita è stato rilevarlo in chi pensavo di conoscere, ma evidentemente alcuni aspetti sfuggono, vengono celati, controllati.

Mi accompagna la spiacevole impressione che il periodo che stiamo vivendo non ci stia facendo riscoprire migliori…e Gabriella lo aveva previsto! 

Tempo fa qui su Menti Vagabonde in  Comunicazione consapevole  abbiamo condiviso i punti del Manifesto della comunicazione non ostile redatto dall’Associazione Parole O_stili.

Temo che per molti siano lettera morta. Continua a leggere “Pausa di riflessione”

Scuola in casa

L’anno scolastico è giunto al termine.

Casa mia è stata una panetteria, una pasticceria, una sala cinema, una palestra, un’aula scolastica.

In giorni e in orari alterni mi sono ritrovata a scrivere al computer con accanto una figlia  in verticale, a lavare i piatti mentre qualcuno tentava di ascoltare la frase sussurrata di un attore, ad abbassare la voce al telefono con la zia che non sentiva mentre il professore di turno faceva lezione tramite zoom.

Molte famiglie hanno convertito un angolo della propria abitazione in scuola di ogni ordine e grado. Nessuno infatti avrebbe immaginato che bambini e ragazzi da un giorno all’altro avrebbero dovuto lasciare aule, compagni e professori e quell’atmosfera che a volte è fatta di squilibri ed equilibri. Numerose sono state le difficoltà per i genitori che hanno dovuto compensare un’attività scolastica gestita in modo diverso da ogni singola scuola e ancora da ogni singolo insegnante. Continua a leggere “Scuola in casa”

Una crostata per la nonna

Una festa non festa.

La mia mamma non era più venuta a casa mia…fase 1 fase 2 fase 3, in famiglia ci siamo attenuti e ci atteniamo alle misure necessarie per diminuire, per quanto possibile, i rischi di un eventuale contagio.

Ieri, in un pomeriggio piovoso, abbiamo ricevuto la prima visita ufficiale, senza abbracci e baci delle nipoti e relegando la nonna al divano affinché non stesse troppo vicina a qualcuno di noi.

Viviamo con ragionevoli dubbi e preoccupazioni, lontani anni luce dalle teorie complottiste e le baggianate che continuamente girano nel web, occorre rispetto per chi sta lavorando incessantemente e per chi sta lottando per il recupero della propria salute.

Quindi ci voleva una torta per accogliere l’ospite, ma senza uova, burro e latte quale dolce per accompagnare il tè?

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L’arte ci cura

Tiziano Terzani – Un altro giro di giostra

“L’arte ci consola, ci solleva, l’arte ci orienta. L’arte ci cura. Noi non siamo solo quel che mangiamo e l’aria che respiriamo. Siamo anche le storie che abbiamo sentito, le favole con cui ci hanno addormentati da bambini, i libri che abbiamo letto, la musica che abbiamo ascoltato.”

Abbiamo bisogno di ritrovare qualcosa di noi…

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Volevo solo andare a Positano

Ricordi di un’estate

Durante la mia adolescenza ho avuto il privilegio di trascorrere le vacanze estive ospite di zii che avevano la casa in uno dei posti più belli del nostro sud Italia: la costiera amalfitana.

In un pomeriggio di agosto assolato e un po’ noioso, io e tre amiche decidemmo di fare un giretto nella rinomata Positano, ci trovavamo a Praiano, a circa una decina di chilometri di distanza. Ci venne la bella idea, non di prendere un autobus…ma di fare l’autostop, essendo in quattro ci sentivamo intraprendenti e sicure. Si fermò un signore di mezza età alla guida di un’auto grande e costosa, ci caricò e lungo il tragitto si divertì molto a sentire le bugie che raccontammo. La fantasia di quel momento ci ispirò: eravamo tutte sorelle e naturalmente povere, e dire che avevamo cercato di curare l’abbigliamento! Sorelle di primo e secondo letto, come si diceva allora, anche perché avevamo tutte più o meno la stessa età.

I nostri ipotetici genitori dovevano essersi quindi dati un gran daffare… Continua a leggere “Volevo solo andare a Positano”

Sopra la mascherina

Occhi

Li ho sempre al centro dei miei pensieri, e sì che sono lì e mi osservano e osservano e io ne ho cura proprio perché sono così fragili.

Sono sempre stata maniacale nell’attenzione, a detta di chi mi conosce eccessiva, a volte ci ho scherzato su Sono miope, cosa ci posso far…ma anche quando sorrido e rido, prendo tutto sul serio.

Non ho quindi trovato così assillante la richiesta, il consiglio, quasi l’obbligo di lavare le mani e di non toccare bocca, naso e…occhi! Io che ero restia a farlo anche in tempi tranquilli, quando tutti non si preoccupavano più di tanto, e io invece vedevo, nonostante la miopia, potenziali pericoli microscopici.

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