Una giornata così

Ci sono giornate speciali durante le quali nessuno si preoccupa della legge di Murphy – chi se la ricorda –

Hai dormito bene, vedi il bicchiere mezzo pieno, non arrivano chiamate da un call center di vattelapesca, nessuno ti chiede dov’è questo e dov’è quello, non giri tre ore per trovare un parcheggio, non fai la coda alla cassa del supermercato, hai tempo di vedere un’amica, di parlarle, di fare una passeggiata perché ti va, senza meta, hai tempo di leggere quel libro iniziato un po’ di tempo fa, non ti dà neanche fastidio lo sbraitare dei personaggi della TV – chi sono? E chi lo sa! – Sembra quasi che tutto vada al suo posto, nessuno ti disturba, nessuno ti risponde in malo modo, il ritardatario cronico è diventato puntuale e anche il miope vede dieci decimi – qui ho esagerato -.

Quand’è stata l’ultima volta che abbiamo sentito di aver trascorso una giornata così?

Quando è successo che abbiamo ricevuto energia positiva e l’abbiamo restituita? Potremmo ancora trovare questa energia dentro di noi.

Perché la serenità degli altri è un riflesso anche dentro di noi. Perché è bello commuoversi quando si è allegri, anche se pare un controsenso, è ritagliarsi un attimo e osservare la vita, ascoltarne il brusio e le risate, è godersi il momento, la soddisfazione…e pensare agli anni che sono trascorsi senza cadere nel rimpianto.

Fiduciose che la vita che è stata, ancora verrà.

Modella “anta”

Oh ma che bella novità!

A volte mi soffermo sulle pubblicità televisive non tanto per il prodotto che viene appunto presentato, quanto sul modo in cui viene inviato il messaggio. Talvolta il messaggio diverte, emoziona, stupisce… altre volte non si capisce! In alcuni casi ciò che vedo è stupido, irritante, tanto da essermi chiesta cosa avessero mai mangiato queste menti creative, la digestione provoca brutti scherzi! Mah!

Dicevo, la novità…

In uno spot di una nota casa francese di automobili, la protagonista non è la solita modella giovane, bella e sexy, che si sdraia languidamente sul veicolo o schiaccia aggressivamente il piede sull’acceleratore… ma una bella signora “anta” con i capelli grigi, elegante in modo originale e colorato.

Eh sì che un’auto viene guidata a tutte le età!

Finalmente… fino all’ultimo ho temuto che saltasse fuori un assorbente per l’incontinenza, ma questa volta dovremmo averla scampata eheheh!

Sorellanza e non

È ormai trascorso del tempo da quando io e Gabriella siamo diventate Menti Vagabonde, da quando abbiamo sentito l’esigenza di dare una forma a tutto quello che ci univa – e che tuttora ci unisce -.

Questa forma, il blog, probabilmente era pensato più per noi due che per chi avrebbe potuto esserne interessato. Ora si è rafforzata in noi l’idea di creare qualcosa che possa diventare un ponte tra persone diverse e lontane e ancora una rete che colleghi noi con altre donne.

Nell’ultimo periodo ho sentito in me più forte l’idea di sorellanza, un termine che fa parte della storia del femminismo. Negli anni ’70 la scrittrice e attivista femminista statunitense Kate Millet anni con sorellanza indicava la solidarietà, il legame reciproco. Era un’idea che mirava ad ottenere un’unione sotto vari aspetti, senza differenze di classe, etnia, religione. Questo termine fu ripreso dall’antropologa Marcela Lagarde, un legame di amicizia tra donne che diventano quindi complici e lavorano assieme libere e forti, senza essere rivali, senza sentirsi concorrenti

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Il viaggio nel cortile

Io ero la nipote della portinaia, un grande privilegio, potevo far scendere i bambini a giocare nel cortile dello stabile, sempre che la nonna, generale dei marines mancata, fosse in giornata buona.

Una volta però noi bimbi vivemmo una bellissima avventura…nel cortile di casa.

Nel cortile vi era un panificio, per la consegna del pane veniva utilizzato un furgoncino che per alcuni giorni rimase parcheggiato in quanto era guasto, non so come né perché, io e la mia combriccola avemmo il permesso di salirci e di utilizzarlo per i nostri giochi.

Divenne una sorta di camper. Che viaggi in quel cortile, a rotazione qualcuno guidava, altrimenti si stava dietro, come in una piccola casa, come quelle case sugli alberi che tutti desideravamo.

Viaggiammo per qualche giorno, la città, il quartiere, il palazzo, quel cortile non esistevano più, macinavamo chilometri nel mondo dei sogni e delle avventure, in quel mondo dove i bambini diventano quel che desiderano, possono avventurarsi senza paura, senza rischi, ridendo stupidamente perché è così bello ridere senza cercarne il motivo.

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Chi ti segue su Instagram?

Instagram è un altro mondo

Da qualche anno ormai l’immagine ha preso il sopravvento sulla parola e anche come Menti ho iniziato a seguire Instagram, sto cercando di capirne…o magari carpirne le potenzialità.
Per ora non mi ci vedo molto a fare stories e a parlare con la telecamera…no non perché abbia da ridire su chi sa crearne di simpatiche e interessanti, ma se prima non riesco a piazzare filtri e qualcosa di luccicante che distragga lo spettatore… avrei i pori della pelle e i segni del tempo troppo in primo piano!

Comunque, anche su questo social contano i follower, per l’account personale proprio non mi interessa, – perché mai qualcuno che non conosco dovrebbe seguire proprio me? – per Menti Vagabonde invece vorrebbe dire avere una maggiore interazione con altre donne.

Ogni tanto però è utile controllare chi chiede di seguire…

La foto rivela eheheh! Abbondano le richieste da parte di: osteopati, ortopedici, venditori di programmi e prodotti per il dimagrimento che si bevono, che si mangiano, che si spalmano, personal trainer, specialiste in ricostruzione unghie e ricostruzione sopracciglia, parrucchieri, estetiste, psicologi…

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Il rischio di essere ripetitivi

 

Riflessioni dell’inverno del 2017 che oggi ritornano, con ulteriore forza…

Ho pensieri vari e sparsi nella testa, che nascono dopo un avvenimento o un’emozione provocata da un incontro, dalla scena di un film, dal ritornello di una canzone trasmessa alla radio. Sicuramente non formulo pensieri originali, innovativi, che nessuno ha mai condiviso.

Penso che a seconda delle stagioni, del periodo della nostra vita, delle difficoltà di questa vita, persone diverse in luoghi diversi si ritrovino ad affrontare le stesse problematiche e poi a fare le stesse riflessioni, contemporaneamente. Anche qui, sulla piattaforma WordPress.

A volte si scrive con il dubbio di sbagliare, di elaborare ciò che qualcuno ha già scritto, anche se con parole diverse e sottolineando differenti aspetti. Qualcuno lo fa istintivamente, di getto, qualcun altro invece soppesando ogni verbo. Continua a leggere “Il rischio di essere ripetitivi”

Fuga da casa

Lo sguardo di una madre.

Quando ero ancora una bambina ero un po’ timida, immagino già il sorrisetto di Gabriella in questo momento, invece è vero, d’altronde occorre fare esperienza e crescere per definire il proprio carattere.

Desideravo che il nonno mi portasse allo zoo cittadino, era poco distante dalla portineria dei nonni, per cui era possibile arrivarci tranquillamente a piedi. Se ci ripenso, poveri animali, vivevano in un ambiente inadatto e in spazi angusti. Fortunatamente questo zoo è chiuso da tantissimi anni, ma allora era il luogo per poter vedere veramente da vicino gli animali che popolavano la mia fantasia.

Quel giorno non potevano accontentarmi, così mentre gli adulti erano distratti dal pranzo, ricordo di aver lasciato il mio gioco e di aver deciso di uscire, era facile, la portineria era ovviamente al piano terreno e la porta non era chiusa per l’andirivieni di persone. Avevo circa quattro anni, camminavo speditamente, con un ombrellino chiuso anche se piovigginava, in men che non si dica raggiunsi un ponte molto trafficato. Fui notata da una signora che mi affidò ad un vigile che dirigeva il traffico e che mi accompagnò in caserma.

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Donne…e pubblicità

Siamo incontinenti solo noi donne?

Attenzione alla corsa, al colpo di tosse…

Insomma per i nostri cari creativi della pubblicità, la donna passa dall’assorbente per il ciclo mestruale a quello per le urine. Senza mezzi termini, è tutto naturale! Il pannolino e il pannolone fanno capolino in particolare all’ora di pranzo e cena. Tanto per gradire!

Siamo donne delicate, soffriamo di mal di testa per questo e per quello, ma abbiamo la fortuna di avere a disposizione una serie di pillole adatte alle varie situazioni, non mancano quelle per il ciclo…ci saranno anche quelle per la troppa pipì?

Comunque le donne sono belle, nonostante il ciclo, nonostante le perdite urinarie, nonostante l’approssimarsi dell’estate e della temuta prova bikini perché la cellulite…è una malattia!!! Aiuto! Continua a leggere “Donne…e pubblicità”

Il biennio scolastico

Il cartellone dell’ultimo tabù

Ho frequentato un istituto superiore che era il parente povero del corso di Ragioneria. Io che non amavo i numeri e la partita doppia, avevo scelto una scuola che prevedeva materie di tipo economico. Il corso prevedeva un esame dopo i primi tre anni per ottenere sia il diploma di qualifica sia l’accesso ai due anni successivi necessari per l’esame di maturità. La prima intenzione era quella di ottenere la qualifica per iscrivermi al corso di infermiera professionale, invece decisi di proseguire.

Non sono diventata un’infermiera!

Tutto sommato non mi dispiacevano le materie, soprattutto non mi dispiacevano le professoresse! Eh sì, le donne hanno avuto un ruolo importante. Durante il biennio ho molto apprezzato la professoressa di italiano, donna indipendente, preparata, aveva un ottimo rapporto con la nostra squinternata classe quasi tutta femminile. Continua a leggere “Il biennio scolastico”