Torta “povera”

Tutti chef e pasticceri

In questi giorni di quarantena ci siamo ritrovati a improvvisarci chef e pasticceri, sperimentiamo infatti ricette che in passato non avremmo avuto neanche il tempo di provare.

Ci regaliamo e regaliamo soprattutto dolcezze, il cibo ha anche una funzione consolatoria…ma non dovremmo esagerare.

Purtroppo quanto sta accadendo sta ulteriormente aggravando la situazione economica di molte famiglie, mi sono ritrovata a riflettere sulla fortuna che tanti di noi hanno di poter fare i propri acquisti tranquillamente. Proprio perché in questi ultimi anni si è parlato maggiormente di spreco alimentare e poiché la situazione attuale ci sta ponendo davanti molti aspetti della vita che dovremmo provare a rivedere, ho pensato che dovrei darmi un senso della misura diverso.

Con poco è possibile fare molto

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Sguardi

Davanti ad una finestra

Siamo qui, noi che guardiamo fuori a strade e giardini silenti, al sole che ogni giorno ritorna a fare il suo dovere nonostante il mondo condivida giorni ostili.

La nebbia potrebbe sfumare i contorni di ciò che osserviamo, e lacrime di pioggia finalmente lavare via paura e malinconia…

Tutto più leggero e lontano…

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Giornata internazionale della felicità

Nonostante tutto?

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha istituito questa giornata nel 2012, con l’obiettivo di invitare gli stati membri a celebrarla e a promuovere attività di sensibilizzazione pubblica, in quanto la ricerca della felicità dovrebbe essere lo scopo fondamentale dell’umanità.

La classifica sui paesi più felici del mondo del 2019, i cui criteri sono: libertà, generosità, salute, reddito, buon governo, vede l’Italia al trentaseiesimo posto. Abbiamo recuperato qualche posizione rispetto al passato ma nelle prime posizioni vi sono invece tre paesi scandinavi: Finlandia, Danimarca e Norvegia.

Considerando ciò che succede nei vari paesi del mondo e la pandemia di Covid-19, come potrei definire la felicità?

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Scegliere

La prima settimana di questa quarantena italiana è ormai passata, altri giorni ci attendono

È una cosa seria, una situazione di emergenza che ha coinvolto tutti, non è un evento lontano, non è l’eco di notizie che distrattamente ascoltiamo.

Da tempo avevo la sensazione che il mondo girasse al contrario, avevo l’impressione che qualcosa di destabilizzante sarebbe accaduto. Ricordo un film che amo molto, e in particolare un passaggio del discorso finale di Charlie Chaplin ne “Il grande dittatore”:

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Crostata semi-integrale

Quarantena in cucina

Ormai sono trascorsi più giorni da quando abbiamo iniziato a convivere con la paura del corona virus, anzi del Covid-19.

Scorrendo le bacheche dei vari social, vediamo immagini di cibi allettanti e molti di noi si stanno cimentando a replicarli.

Studi scientifici ci consigliano di provare o di evitare questo o quel cibo, perché ricco di quelle proprietà che aiutano ad allentare o a favorire stress e depressione. Sono sempre quelli sconsigliati ad essere i più desiderati!

La frittura, il caffè, i carboidrati…chi di noi in questi giorni non ne sta approfittando? Ci ritroviamo a scegliere alimenti consolatori e tutto quello che appare troppo sano, lo associamo alla rinuncia.

Cerchiamo allora la via di mezzo, creiamo felicità per noi e per gli altri…cucinando anche con moderazione!

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È sabato: pizza?

Giovedì gnocchi, sabato pizza o focaccia!

Della nostra pizza non ci si stanca mai, se ne parla sempre (ma risparmiamoci le sterili polemiche) e a tutti sarà capitato di cimentarsi a sperimentare la propria ricetta o quella della mamma. Io non manco in questi tentativi, a volte più riusciti e a volte no. Nel primo caso in famiglia si fanno anche due risate, poiché cambio, aggiungo o tolgo, alla fine non ricordo più il dosaggio che più mi ha soddisfatto.

Una base che mi piace, quando desidero una focaccia più semplice e morbida, la ottengo con una farina tipo 2 e con una lunga lievitazione. Apro una parentesi. Io utilizzo raramente la farina 00, se non per alcuni dolci, preferisco la 0 e ancor di più quella integrale e semi integrale. Le acquisto da anni sfuse e bio in un negozio della mia città. Faccio pubblicità se vi segnalo quale? Non amo poi esagerare con il lievito, utilizzo quello fresco, i classici cubetti, o ancor di più quello granulare da far attivare in un po’ di acqua tiepida nella quale ho sciolto un cucchiaio di miele. Ultimamente però utilizzo soltanto il lievito madre essiccato, ma di una marca specifica, legata ad un programma televisivo, ottimo!

Dose per 1 kg di farina tipo 2 (o integrale).

Aggiungere 40 gr di lievito essiccato (o un cubetto di lievito di birra già sciolto nell’acqua) per circa 7/8 ore di lievitazione, diminuisco a 20 gr per tempi più lunghi, mischiare, cominciare ad impastare con 500 ml di acqua tiepida nella quale è stato sciolto 1 cucchiaio di miele. Una raccomandazione, occorre controllare se è troppa o poca l’acqua, l’impasto deve gradualmente diventare elastico, ma morbido, aggiungere 3 cucchiai di olio evo e infine 4 cucchiaini rasi di sale fino (sono circa 20 gr).

Quando il tutto sarà diventato una bella palla morbida, lasciarla in una ciotola, coperta con della pellicola o uno strofinaccio, a lievitare nel forno spento….e attenzione a non aprirlo durante la lievitazione! Una mezz’oretta prima di infornare, dividere l’impasto in 3/5 panetti, a seconda della grandezza delle teglie, (a me piace che la focaccia rimanga alta), stendere con le mani un po’ unte e lasciar riposare ancora.

Intanto scaldare al massimo il forno, poi regolare sui 200 gradi. In teoria bisognerebbe infornare ad una temperatura di 250 e poi diminuire, occorre conoscere il proprio forno e tenere d’occhio la cottura.

Versione focaccia: con la punta delle dita fare delle fossette nell’impasto, spennellare con una miscela di olio e acqua (in un bicchiere 50/100 ml in parti uguali), qualche granello di sale grosso e del rosmarino. E via in forno per circa mezz’ora. Avendo più teglie, a metà cottura cambiare di piano per evitare che qualcuna si bruci e magari spennellare ancora con la miscela di acqua ed olio. Per farcire si possono aggiungere pomodorini freschi o fettine di patate precedentemente sbollentate.

Questo impasto per me si presta anche alla versione Margherita con pomodoro, olio evo e sale fino, infornare per 15 minuti, poi aggiungere mozzarella e basilico e proseguire cottura ancora per circa 10 minuti. Una volta dorata e la base non cruda…è ora di mangiare!

Amicizia: come ci poniamo?

Cerchiamo qualche risposta

Nel corso degli anni, ognuno di noi avrà fatto considerazioni e discorsi sull’amicizia, sulla sincerità, sulle delusioni subite.

Noi donne tendiamo ad essere esclusive. Ad esempio ancora bambine, non abbiamo soltanto l’amica del cuore, ma quasi una fidanzata. Quante volte sarà capitato di provare una piccola delusione se la compagna di classe preferita cambiava posto nella fila e dava la mano ad un’altra bimba, o se giocava in un gruppo dal quale eravamo state, anche solo momentaneamente, escluse.

Ricordo che durante uno dei primi consigli di classe delle elementari di una mia figlia alcune mamme erano appunto molto preoccupate per il “rifiuto” che, a loro dire, subivano le figlie. Una delle insegnanti, grande esperienza e ottima preparazione, rispose che bisognava avere pazienza, erano fasi, e poi alle scuole medie avrebbero “scoperto” anche i maschi!

L’amicizia non è esclusività

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Plum cake alle carote

Prepariamoci un dolce…non troppo dolce

Io e Gabriella siamo amiche di vecchia…vecchissima data. Diverse e simili.

Origini diverse, io sud e lei nord, una bruna l’altra bionda, una vegetariana l’altra onnivora, una amante del mare l’altra della montagna, una che predilige outfit total black l’altra quelli con colori diversi, una pasticciona con PC e affini (caliamo un velo pietoso sulla questione password) e una che ne è appassionata tanto da farne il proprio lavoro.

Potrei continuare ancora l’elenco, ma tutto viene annullato dalla profonda e complice amicizia che ci lega. Non manchiamo mai di ascoltarci, confrontarci, confortarci, supportarci in idee e progetti.

Da tempo Gabriella mi suggerisce di condividere le mie ricette…ma come fare dato che cambio sempre la quantità delle dosi, sostituisco gli ingredienti e non sono capace a far fotografie? Non ho una Reflex e il mio smartphone cinese ha il vetro rotto simil ragnatela! Continua a leggere “Plum cake alle carote”

Carlevè ed Turin

E siamo a Carnevale

Devo dire che questa festa che sa di scherzi ed allegria, non esercita più su di me la sua attrazione. Però in questi giorni mi ritrovo a ricordare quando non era così e attendevo con ansia che arrivassero le giostre a Torino, nell’ampia e centrale Piazza Vittorio Veneto.

Il centro città cambiava atmosfera, anche perché quando ero ragazzina, non mi rendevo pienamente conto della bellezza particolare di questa città che mi appariva troppo tranquilla, quasi noiosa. Molti non saranno di questo avviso, soprattutto i nostalgici della vecchia Torino, ma a me piace questo presente, la confusione, i rumori, la movida dei giovani…a differenza dei miei coetanei, non dico: ah come erano belli i miei tempi! Io amo anche questi, con tutte le contraddizioni che ne conseguono.

Febbraio era il mese del travestimento

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Sono miope, cosa ci posso far…

Urge un mio intervento sul discorso sollevato dall’altra Menti: avere amiche con le lenti a contatto.

Amiche da dieci decimi, che ormai dovete mettere gli occhiali da presbite, avete idea di cosa vuol dire aprire gli occhi sul mondo e vedere che è appannato? Si nasce con gli occhi neri, azzurri, verdi…e a volte miopi. È segnato nel nostro DNA. Io ogni giorno ringrazio di esser nata dopo qualcuno che ha inventato le lenti sottili per gli occhiali, e soprattutto le lenti a contatto (pare che il primo ad aver avuto l’idea sia stato Leonardo da Vinci). Pensate come hanno vissuto coloro che sono nati miopi anni e anni fa! Continua a leggere “Sono miope, cosa ci posso far…”