Ferragosto

Un sorriso e una riflessione in questo ferragosto del 2020.

Probabilmente molti lo vivranno con troppa “leggerezza” e altri invece con malinconia o preoccupazione. Noi vi auguriamo di trascorrerlo serenamente e magari con la mente tra castelli di sabbia, sentieri di montagna o al sole sul marciapiede…

Filastrocca vola e va
dal bambino rimasto in città.
Chi va al mare ha vita serena
e fa i castelli con la rena,
chi va ai monti fa le scalate
e prende la doccia alle cascate…
E chi quattrini non ne ha?
Solo, solo resta in città:
si sdrai al sole sul marciapiede,
se non c’è un vigile che lo vede,
e i suoi battelli sottomarini
fanno vela nei tombini.
Quando divento Presidente
faccio un decreto a tutta la gente;
“Ordinanza numero uno:
in città non resta nessuno;
ordinanza che viene poi,
tutti al mare, paghiamo noi,
inoltre le Alpi e gli Appennini
sono donati a tutti i bambini.
Chi non rispetta il decretato
va in prigione difilato”.
(Gianni Rodari)

Viaggiare! Perdere paesi!

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

(Fernando Pessoa)

Chi decide la strada?

Kitchen di Banana Yoshimoto

“Ognuno di noi pensa di avere molte strade e di potere scegliere da sé. Ma forse sarebbe stato più esatto dire che sogna il momento di scegliere. Anche per me è stato così. Ma ora lo so. Lo so con tanta chiarezza da poterlo mettere in parole. La strada è sempre decisa, non però in senso fatalistico. Sono il nostro continuo respirare, gli sguardi, i giorni che si succedono a deciderla naturalmente.”

Immagine di copertina di Katsushica Hokusai

Oceani dentro di noi

Shantaram – Gregory David Roberts

“Ma in un certo senso si può dire che anche se abbiamo abbandonato il mare dopo milioni d’anni di vita nelle sue profondità, l’oceano è rimasto dentro di noi. Quando una donna porta in grembo un bambino, lo fa crescere nell’acqua, e l’acqua nel suo corpo è quasi identica a quella del mare, contiene quasi la stessa quantità di sali. La donna crea un piccolo oceano nel proprio corpo. Ma non solo. Il nostro sangue e il nostro sudore hanno quasi la stessa composizione dell’acqua di mare. Portiamo oceani dentro di noi, nel nostro sangue e nel nostro sudore. E con le nostre lacrime, piangiamo oceani”.   

 

Immagine di copertina: Calare del sole a Pourville, in mare aperto – Claude Monet

La peste

di Albert Camus

“Si ballava in tutte le piazze. Da un giorno all’altro il traffico era considerevolmente aumentato e le auto, divenute più numerose, circolavano con difficoltà nelle vie stracolme. Le campane della città suonarono a distesa per tutto il pomeriggio. Riempivano delle loro vibrazioni un cielo azzurro e dorato. Nelle chiese infatti si recitavano le azioni di grazie. Ma erano stracolmi anche i luoghi di svago, e i caffè, incuranti del futuro, distribuivano gli ultimi alcolici. Una folla di persone ugualmente eccitate si accalcava ai balconi, fra cui molte coppie che non avevano alcun timore di mostrarsi abbracciate. Tutti gridavano o ridevano. La scorta di vita accumulata nei mesi in cui ciascuno aveva messo l’anima in attesa, la spendevano quel giorno che era come il giorno della rinascita. L’indomani sarebbe cominciata la vita vera e propria con le sue cautele.” (…) Continua a leggere “La peste”

Quando leggere è un doppio piacere

I nostri amici di WordPress

Siamo entrambe amanti della lettura anche se ognuna di noi ha gusti differenti. Questo non ci allontana, anzi è molto stimolante suggerirci reciprocamente letture che magari differiscono dalle nostre scelte abituali, in questo modo è possibile fare scoperte inaspettate.

Un genere sul quale ci troviamo sempre d’accordo è il fantasy. Ad introdurci in questo mondo fu un romanzo che abbiamo riletto più di una volta (uno dei pochi) e che sempre ci ha coinvolte: Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Praticamente di questa autrice abbiamo letto tutti i libri, ma purtroppo è morta da tempo e ci ha doppiamente abbandonate. Continua a leggere “Quando leggere è un doppio piacere”

25 aprile 2020

Il nostro soffione

Quando è iniziata l’avventura di menti vagabonde abbiamo pensato a qualcosa che potesse rappresentare il nostro blog, abbiamo immaginato il soffione, conosciuto anche come dente di leone o più precisamente tarassaco.

Naturalmente ci siamo poi rese conto che non avevamo individuato qualcosa di originale, la sua immagine e il suo significato simbolico ricorre spesso, così come è presente in racconti e leggende: fate che ne abitavano la corolla, Teseo che ne mangiò i fiori per diventare forte e sconfiggere il Minotauro.

Noi semplicemente lo avevamo associato alla libertà, i semi che volano verso mete lontane rappresentano tuttora il nostro desiderio di rinnovamento e scoperta. Continua a leggere “25 aprile 2020”

Buona Pasqua

da Marinella e Gabriella

“Pasqua era giunta, la festa della luce e della liberazione per tutta la natura! L’inverno aveva dato il suo addio, ravvolto in un fosco velo di nebbie, e sopra le turgide nuvole in corsa s’avvicinava ora la primavera.

Aveva spedito innanzi i suoi messaggeri di tempesta per destare la terra dal lungo sonno, ed essi fremevano su boschi e piani, battevan le ali sulle cime possenti dell’alpe e sconvolgevano il mare dal profondo.

Era nell’aria come un lottare e un muggire selvaggio, e ne usciva tuttavia quasi un grido di vittoria: ché tra le burrasche di primavera, frementi di vita, s’annunciava la resurrezione.”

Elisabeth Bürstenbinder Continua a leggere “Buona Pasqua”

Controvento

Letture in quarantena

In un momento in cui siamo costretti ad una vita “virtuale”, che pur aiutandoci obbliga a mantenere le distanze, abbiamo sentito la necessità di toccare i nostri libri, di sentire il profumo della carta. Così abbiamo aperto le nostre librerie e riscoperto:

Controvento – Storie e viaggi che cambiano la vita di Federico Pace

Si tratta di una serie di racconti in cui l’autore narra i viaggi di personaggi della letteratura, della musica, della pittura e di persone che, in qualche modo, hanno lasciato un segno nella società.

Federico Pace racconta il viaggio come percorso per trovare (o ritrovare) il proprio io, per cambiare la concezione della vita, per far chiarezza sulle proprie aspettative. Il viaggio è visto come un mezzo per conoscere se stessi, cambiare le proprie convinzioni e il modo di guardare gli altri.

 

Silvia Ceriegi di Trippando.it ci ha invitato a dare il nostro contributo al suo articolo Libri in quarantena suggerendo una lettura adatta a questo periodo