Che piacere leggere Ilaria Corona!

Dice di lei: “Scrivo per dare vita agli universi paralleli della mia mente”

Alcuni mesi fa leggemmo un post di Ilaria Corona, scrittrice sarda, autrice di Come le erbe dei campi e amministratrice di una pagina Facebook che a noi piace tanto!

Ci colpì per l’estrema simpatia e perchè rispecchiava ciò che era nei nostri intenti quando aprimmo il blog, ma che faticavamo a far emergere.

Vogliamo ringraziarla perchè ci ha dato la possibilità di condividere i suoi articoli (sicuramente saranno molti) e abbiamo scelto di iniziare con questo che racconta di un periodo ormai passato, ci riporta in mente cose come

Le calze setificate lucide

Oggi le adolescenti vanno in giro senza vergognarsi, perché oggi seguono la moda ma soprattutto seguono la moda le loro mamme.
A disposizione hanno tanti negozi per fare shopping, hanno anche i negozi on line.
Ai miei tempi nel mio paese c’erano 3 opzioni:

-Postalmarket
-Mercatino
-Stefanel/Benetton

La terza l’ho messa per conoscenza, perché noi i soldi non li avevamo e compravamo al mercatino.
Quindi uscivo con i capelli sulla faccia per non farmi riconoscere, veloce come Forrest Gump e con la testa incavata nelle spalle. Ad un certo punto, verso la fine degli anni 80, se volevi essere qualcuno indossando la gonna, ti dovevi comprare le CALZE SETIFICATE LUCIDE.
Se non le avevi, era meglio che la gonna non te la mettevi. C’era il rischio di apparire in due modi ugualmente pessimi, con i collant comuni: se erano neri velatissimi ottenevi l’effetto VEDOVA in visita al camposanto; se erano color carne ottenevi l’effetto ANZIANA in fila dal medico. Ma con le setificate lucide no, con quelle eri figa. Che poi aveva voglia la San pellegrino di inventarsi le varie tonalità daino, antilope, nude, sun, moka, moro… quando andavo a comprarle nella merceria vicino a casa, la signora mi chiedeva “color carne o nere?” E mi guardava con fare inquisitorio.
Allora io tentavo con “ne…” e lei mi bloccava dicendo “sei piccola, prendi color carne che nere son da donna…mmmh ci siamo capiti”.Quindi per lei la Golden lady avrebbe creato due nuances: nero bottana e carne brava ragazza. “Le ha setificate?” E al pronunciare la parola “setificate” il negozio si riempiva di fiori, le clienti si bloccavano in estasi e la signora apriva un tabernacolo d’oro alle sue spalle, dal quale tirava fuori le calze setificate. “Ecco cara”
Costavano più delle altre e lo so perché mia mamma urlava “non agganciarle che son setificate!!! Piuttosto mettine un paio di quelle quotidiane sopra!!!”
Ora, io ero appena uscita dall’incubo della calzamaglia di lana sotto alla tuta da ginnastica e stavo entrando in quello del doppio collant!!
A scuola erano proibite perché si sfilavano nelle sedie di legno mangiucchiate. Ma a Pasqua finalmente le indossai.

E quella mattina eravamo tutte in piazza di chiesa con le gambe lucenti, tipo il catarifrangente che segnala uno spartitraffico.
E quando la statua della Madonna incontrò quella del Gesù risorto il nuvolone si aprì e i raggi del sole illuminarono tutto. Ma proprio tutto, che con gli spari dei fucili in aria e i riflessi accecanti delle nostre gambe, sembrava una battaglia di Star Wars con le spade laser.


Ilaria Corona –
www.facebook.com/Ilaria-Corona-686662048374490/

Menti Vagabonde, un nuovo inizio

C’è sempre un presente da reinventare e un domani da progettare.

Eccoci qui, Marinella e Gabriella, alias Cassandra e Sibilla, due amiche legate da un’amicizia nata sui banchi di scuola nei mitici anni ’80.

Per i nostri cinquant’anni ci eravamo regalate un anno ricco e stimolante: una pagina nella quale raccontare le nostre riflessioni, cene, mostre di pittura, un corso di ballo e un viaggio a Londra, il nostro viaggio!

Dopo aver condiviso tante esperienze, momenti allegri e tristi, cosa potevamo fare? Ricordare soltanto o iniziare una nuova avventura, cercando oltre il perimetro delle nostre vite, dandoci nuove possibilità, nuove prospettive? Non potevamo più fermarci, siamo diventate Menti Vagabonde.

Il tempo continua a scorrere, a cambiarci ed ora anche Menti deve guardare oltre e rinnovarsi.

Parleremo ancora di noi, di quello che vediamo e pensiamo, di quello che potremmo essere domani, ma vorremmo condividere il nostro cammino con altre donne, in particolare con chi ha superato i “diversi anta”.

Per questo vi invitiamo a contattarci se desiderate far conoscere il vostro blog, la vostra attività, un vostro nuovo progetto o semplicemente raccontarvi per ispirare le  donne che, come noi, non vogliono arrendersi agli anni che passano (e non desiderano avere un amante!).

Ovviamente non escluderemo giovani donne e sensibili uomini che vorranno confrontarsi con noi.

 

L’8 marzo per noi

Oggi si sprecheranno le mimose, fiore che comunque ci fa piacere ricevere.

Si sprecheranno le frasi e le poesie che decantato la beltà e la leggiadria femminile. Un po’ ci sono venute a noia.

Ascolteremo messaggi di personaggi vari che elencheranno i loro buoni propositi per tutelare maggiormente le donne in ambito lavorativo e privato. Quanto dobbiamo crederci?

Ieri un’altra donna è stata uccisa dal proprio compagno.

Poi abbiamo riletto le parole di una donna minuta e tenace, dovremmo riconoscerci in queste parole e ascoltare l’esortazione a non arrendersi mai! Continua a leggere “L’8 marzo per noi”

Evoluzione

firenze_scarpe_rosse_violenza_contro_donne.jpg

Siamo molto democratici qui in occidente:

perché mai le donne debbono coprirsi, portare il velo, perché non sono libere di uscire e di parlare liberamente con un uomo?

Però se ti hanno picchiata, stuprata, ammazzata

Con chi sei uscita? Eri da sola? A che ora sei tornata? Hai bevuto? Com’eri vestita? Prima ci stavi…poi hai detto no???

Te la sei cercata!

Ah come siamo evoluti!

AcidaMenti – Famiglie felici

Passeggiando in fiera, famiglie felici: mamma, papà con passeggini al seguito (tanti passeggini al seguito).. oh che bel bam… baarboncino, chihuahua, yorkshire.
E poi tutti a parlare di lotta contro il maltrattamenti sugli animali! Cosa c’è di peggio di un cane sul passeggino?

 

Vero: cane con il tutù.

Salva

Salva

Per te mamma

Guardo le mie scarpe eleganti che accompagneranno uno dei più importanti giorni nella mia vita… mi piacciono, eppure non sono il genere che pensavo avrei comprato. Mi piacciono eppure sento una fitta al cuore… caspita anche le scarpe hanno il potere di emozionarmi? Qualche giorno fa, guardando la foto che Cassandra mi ha scattato durante le prove del vestito nel negozio, ho provato la stessa sensazione e la voglia di accorciare un po’ quell’orlo… curati che sei stressata! Poi si è chiarito tutto, guardando una foto di un matrimonio di tanti anni fa: io e la mia mamma. Le scarpe sono simili alle mie, l’orlo del vestito pure… ci assomigliamo un po’ soprattutto in quello sguardo carico d’amore verso i nostri figli ed emozionate per ciò che sta per accadere.

Le persone che ami mancano particolarmente nei momenti difficili, ma non smettono di mancane in quelli felici: immagino continuamente il momento che a braccetto di mio figlio lo accompagnerò al suo posto, immagino gli sguardi ammirati e sorridenti che ci accarezzano… ma tu dove sei?

Mentre le lacrime scorrono, mi rivedo adolescente guardarti con un misto di incredulità e anche fastidio mentre, raccontando un’aneddoto su tua madre, lacrime di tristezza scendevano sulle tue guance… adesso è tutto chiaro.

Mi mancherai sempre ma non verrà mai a mancarmi la sensazione del tuo amore che avvolge il mio cuore.

Salva

Essere ma anche apparire

Sibilla Ieri passeggiando sotto il sole ligure, pregustavo il piacere di vedere un po’ di abbronzature sul mio, solitamente, pallido viso. Una mia amica mi metteva in guardia sul rischio invecchiamento della pelle causato dai raggi del sole e da lì è cominciata una piacevole discussione sull’età e la cura di sé.
Cara Cassandra non siamo più ragazzine (anche se per qualche giorno ancora mi godo la nostra differenza d’età😋) e spesso abbiamo affermato che il non essere più così giovani ci dà il vantaggio di non essere più in competizione con le altre per attirare l’attenzione di quei maschietti che, ad oggi, risentono del tempo come noi. Anzi, spesso ridiamo di quelle donne che pretendono di vestirsi come ventenni e si atteggiano come tali, diventando una patetica caricatura con dispendio inutile di energie e soldi. È una bella soddisfazione smarcarsi da certi stereotipi e dire liberamente di preferire un buon libro ad una serata erotica (posso pubblicarlo?)! Certo però che avere cura di se stessi, per la propria soddisfazione, è altrettanto piacevole. Credo che ognuno di noi abbia il dovere di non abbandonarsi alla sciatteria: anche quando sono a casa mi preparo come se dovesse venire qualcuno a farmi visita.

img_2176D’altronde anche solo il postino o il venditore della Folletto può suonare il campanello e “aborro” l’idea di aprire la porta con addosso una tuta consunta, una maglia sporca di sugo o i capelli in disordine. Ci vuole poco per stare comoda ma “in ordine”, aiuta nell’acquisire sicurezza: bisogna supplire ai danni del tempo… magari con un colpo di spazzola in più è un po’ di fard. O no?

Cassandra Cara amica, ti rispondo dalla città, per cui rimango bella pallida e mi evito le rughe e le macchie solari, visto che una già ce l’ho 😦  , ha ragione la tua amica nel dire che il sole invecchia, fai caso, le attrici e le presentatrici televisive hanno tutte la pelle bianchissima, dovremmo camminare anche noi con un bel faro sparato sul viso che spiana tutto! Ritorno al nostro discorso, ovvero che gli anni dovrebbero sollevare dalla competitività: come potremmo mai gareggiare con la bellezza della giovinezza? Mi piacciono il sole, un po’ di abbronzatura – pazienza per le macchie – avere i capelli e il trucco a posto…ma non necessariamente abbinati a stivaletti con tacchi a spillo, minigonna e soprattutto completi animalier che a quanto pare dai quaranta in su vanno tanto, mi vengono i brividi! Curarsi non credo voglia dire cercare ostinatamente di apparire come non si è più, ovvero ragazzine, tantomeno apparire come Milf. Con questo non voglio dire che io non condivida rapporti nei quali c’è una grande differenza di età, ognuno è libero di scegliere e di essere scelto, questo è un altro discorso. Il punto è, secondo me, cercare di valorizzare quello che si è in quel dato momento, in quel dato periodo. Non siamo solo quello che c’è dentro di noi, è vero, siamo anche quello che appare, e quindi va valorizzato e non mortificato. Ormai anche gli uomini si guardano allo specchio in modo diverso, è apprezzabile la cura del corpo da parte sia dei ragazzi sia degli uomini che hanno superato i quaranta, ma ogni tanto ho la sensazione che ci sia qualcosa di maniacale, che invece di aiutare ad acquisire sicurezza, sia invece qualcosa che evidenzia tutte le insicurezze. Ormai mancano pochi giorni e saremo sommerse da pubblicità su creme, gel, fanghi, pillole, cereali e yogurt per ventre piatto, glutei tonici e cosce snelle. Si salvi chi può!

00811203Confesso che in casa preferisco l’abbigliamento comodo, anche perché tanto il postino suona sempre due volte…in zona da me poi c’è la postina eheheh!

 

img_2174Sibilla Concordo con te che l’eccessiva attenzione all’estetica genera storture, però mi rendo conto che oggi, più che in passato, sento l’esigenza di curare il mio aspetto, mi rendo conto di non avere più l’età dalla mia parte 😏. Detto ciò credo che piacersi aiuti a stare meglio con se stessi e con gli altri. A questo punto mi sorge un dubbio: ma è giusto giudicare con durezza certe coetanee che si sentono bene con leggings leopardati e scollature ombelicali? Non è che siamo veramente un po’… bacchettone? 😉

Cassandra Forse lo siamo…ma non direi che giudichiamo con durezza, non mi sembra che nessuna delle due si sia mai azzardata a fare commenti offensivi, un parere non è una sentenza di condanna; se qualcuno mi chiede un’opinione, con la dovuta accortezza, rispondo sinceramente. Certamente occorre dedicare del tempo a se stesse, io lo faccio, a maggior ragione con il trascorrere degli anni, tempo per il benessere fisico e psichico, trasmettiamo ciò che pensiamo e sentiamo, nessun fondotinta potrebbe mai mascherare chi siamo veramente.

Intanto mettiamo in atto i nostri buoni propositi, perché questa mattina mi sono imbattuta in questo post…ma sia l’una che l’altra mi fanno un po’ paura!!!

18191423_10211098147844046_2060227496_n

 

Noi blogger: considerazioni sulle considerazioni


Cassandra è la PR del nostro blog, chi ci segue con un po’ di attenzione se ne sarà già reso conto. Lo dimostra anche il fatto che i suoi articoli hanno più seguito dei miei, sia in termini di like che di commenti: mai e poi mai ammetterò che lei è più brava.

Già immagino Cassandra ridere come una pazza, perchè la nostro amicizia è tale che mai e poi mai lei crederà che la mia ultima affermazione sia vera.

Leggo spesso i commenti che scambia con alcuni dei nostri followers e, in questi giorni, mi sono soffermata in particolare a leggere un articolo molto interessante di un blogger scrittore che mi ha fatto riflettere.

Io e Cassandra abbiamo deciso di aprire questo blog per una serie di motivi. Prima di tutto il desiderio di fare qualche cosa insieme: in gioventù abbiamo spesso considerato la possibilità di avviare un’attività lavorativa nostra, ma i rispettivi impegni famigliari e forse una “leggera” mancanza di coraggio ci hanno fatto accantonare questo progetto. Abbiamo voluto creare un qualcosa che unisse le nostre predisposizioni: Cassandra ama le materie umanistiche, io quelle scientifiche, lei è sempre stata brava con le parole (vi assicuro che parla tanto!!!) io ho sempre adorato l’informatica (tenete conto che non siamo ragazzine e quindi ho cominciato da autodidatta con un vecchio Windows 95). Bene, un blog poteva unire queste due nostre sfaccettature! Infine, l’idea di ampliare le nostre conoscenze, intese come persone, anche se solo virtualmente e il confrontarci con altri ci stuzzicava: in fondo se la finalità fosse stata solo quella di scambiare opinioni tra di noi, con il cellulare sarebbe stato più comodo!

Scrivere in un blog ci aiuta a ritagliare un piccolo spazio nostro, ci sprona ad informaci, a concentrarci su ciò che vogliamo comunicare, ma soprattutto ad evitare che gli anni che passano e le generazioni che ci surclassano facciano di noi delle rassegnate donne di mezz’età!


Per fortuna nostra non siamo scrittrici, per cui viviamo questa esperienza con entusiasmo, ma anche con serenità. Cassandra mi ha appena scritto che “più cerchi qualcosa di speciale e più pensi di non trovarlo” (è l’abito per il matrimonio di mio figlio!): credo sia una grande verità in ogni campo della vita. Per quanto riguarda i blogger scrittori o aspiranti tali, penso che in tutte le arti, purtroppo, siano pochi quelli che emergono e non sempre sono i migliori, specialmente in questa società dove il fattore “C” è molto importante e dove entrano in campo presupposti che nulla hanno a che fare con l’arte stessa. Poi, la solitudine del blogger che consulta spesso con ansia e timore la pagina delle statistiche e fa la conta dei “like”, non mi pare  tanto diversa da quella dello scrittore di un secolo fa che correva ogni giorno alla buca delle lettere per verificare se ci fosse qualcosa per lui: cambiano i tempi e i sistemi ma non cambia la sostanza.
Sibilla