I libri che tornano

In quest’ultimo periodo sono in difficoltà.

Non riesco ad appassionarmi ad un romanzo, in bilico tra qualcosa di impegnativo e qualcosa di leggero. Poi la seconda opzione non mi piace, mi sembra una mancanza, un appuntamento al quale mi sottraggo, uno spreco di tempo. Per questo lascio per casa più di un libro aperto, passo da una pagina all’altra, da un capitolo all’altro sperando che un singolo paragrafo mi conquisti…finalmente. Non voglio cedere, anche se ora ignoro i sensi di colpa quando abbandono, almeno per un certo periodo di tempo, ciò che sul momento non riesco a comprendere. Prima o poi farò un nuovo tentativo, almeno uno, perché lo devo all’autore, al suo lavoro.

 

Per questo motivo, a volte, invece di iniziare una nuova lettura cerco un vecchio libro, rileggo la quarta di copertina per verificare se ne ricordo il contenuto e poi sfoglio le pagine leggendo alcuni passaggi. Ritrovo ciò che ancora non ero sicura di cercare. Anzi, le parole rintracciano me, si rimettono in fila, in ordine, si raccontano, mi parlano, mi spiegano.

Negli anni si accumulano titoli, storie, dialoghi, tanto si dimentica, ma tanto rimane impresso.

Arriva sempre il momento nel quale avremo bisogno ancora di quella frase, di quel racconto, dell’emozione o della riflessione che ci aveva trasmesso, e la cercheremo ancora, perché abbiamo condiviso alcune ore della nostra giornata e della notte, un amore non si dimentica e abbiamo bisogno di sentirci nuovamente consolati, sostenuti, incoraggiati, ispirati.

Bisogna riportare una dimensione spirituale nelle nostre vite ora intrappolate nella pania della materia. Dobbiamo essere meno egoisti, meno presi dall’interesse personale e più dedicati al bene comune. Bisogna riscoprire il senso di quel meraviglioso, lapidario messaggio sulla facciata del duomo di Barga in Garfagnana che lessi da ragazzo durante una gita scolastica e che da allora m’è rimasto impresso nella memoria. “Piccolo il mio, grande il nostro.”

(Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra)

 

 

 

8 pensieri riguardo “I libri che tornano

    1. Tutti, anche chi non vuol vedere, deve fare i conti con la situazione. Difficile a volte concentrarsi, programmare. I libri ci aiutano, anche quando facciamo fatica a seguirli 😉

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  1. Frase stupenda e incredibilmente attuale.
    Ricercare nei libri qualcosa che ci ha colpito è sintomo di costruttività, quel libro ha lasciato tracce.
    A volte quando si ritorna su qualcosa letto si scopre di avere anche un’altra visione rispetto la precedente…la magia del crescere e del leggere.

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