Buon compleanno Renato

Renato Zero compie 70 anni.

Per me, e per molti della mia generazione è senza età, è Renato e basta. Anticipatore di temi e di uno stile che non ha eguali, se non pallide imitazioni.

Ricordo di averlo scoperto una domenica pomeriggio del 1976, ospite della trasmissione Piccolo slam con l’indimenticabile Stefania Rotolo e Sammy Barbot. I suoi capelli lunghi, il suo trucco, cantava Madame…Una folgorazione, io che ascoltavo le radio private e che cercavo di registrare le canzoni con il mio mangiacassette, avevo trovato qualcuno che andava fuori dai canoni tradizionali.

Il mio primo concerto di Renato Zero risale alla promozione dell’album EroZero, in tour con un tendone, ecco Zerolandia…

“è meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani
Spendere tutti i sogni eludendo i guardiani
Finché il tuo cuore intatto
e il tuo coraggio non mente
Ti ritroverai uomo dietro un fantasma di niente
Ti mostrano il sorriso e poi li scopri assassini
Ti vendono la morte pur di fare i quattrini
E sulla pelle del tuo ultimo fratello innocente
C’era rimasto un buco solamente
La tua idea, la tua idea
Non mollare difendi la tua idea
Ricordi quando ti nasceva una canzone
E quando la speranza aveva gli occhi tuoi
Vincerai se lo vuoi
Ma non farti fregare gli anni tuoi
Il blu del cielo forse adesso ha una ragione
Ferma l’amore non lasciarlo andare via… Via
Chi di violenza vive, forse ha quella soltanto
Prendi la gioia adesso prima che sia rimpianto
La tua macchina rossa potrai averla anche tu
Ma non è a 300 all’ora che vivrai di più
La tua idea
La tua idea
Quando sparisce col sorriso la paura
Ti vivrò accanto, farò il viaggio insieme a te
Sarò io la tua idea
Credimi
Tu non devi smettere di giocare agli indiani
Il tuo destino non è nella ruota
Ma è nelle tue mani
Ed è per questo, credimi
Che è meglio fingersi acrobati
Che sentirsi dei nani”

Ancora oggi mi sommerge una marea di emozioni proprio quando riascolto i brani della scaletta. Sono ancora quella ragazzina seduta sulle gradinate un po’ lontane dal palco, sulle panche in legno non numerate, ma io mi ero portata un piccolo binocolo! Un musical che rappresentava il conflitto tra la vita e la morte, un susseguirsi di canzoni e abiti, ballerini, ero nel paese dei balocchi, in un mondo fantastico, rifugio di noi ragazzi. Ci sentivamo amici anche se non ci conoscevamo, ci univa Renato.

Ogni generazione ha miti di giovani cantanti che esprimono genio e sregolatezza, poesia e dolore. Renato infondeva fiducia, forza, lui rappresentava ciò che non avevamo il coraggio di essere. Si cantavano le paure, la rabbia, il desiderio di avere un mondo che ascoltasse le istanze di chi non voleva omologarsi a quegli anni, coltivava il germoglio di speranza che serbavamo nel cuore, avremmo potuto avere un mondo migliore, essere noi quel mondo?

Quello è stato per me il concerto che ha condensato più di tutti spettacolo, messaggi, musica, emozioni, ammirazione per quello che riusciva a fare Renato con la sua voce e i suoi abiti esagerati, colorati, luccicanti.

Ho visto altri concerti, anche con l’amica Gabriella, altre canzoni, un periodo di crisi e la rinascita, il doppiaggio del personaggio di Jack Skeletron in Nightmare Before Christmas di Tim Burton, che tanto amano le mie ragazze.

Ogni canzone è legata ad un periodo della mia vita, della vita di chi segue Renato da anni, negli ultimi concerti se ci si guarda attorno, tanti di noi hanno i capelli bianchi, qualcuno è con i propri figli se non nipoti…e tanti di loro si chiamano Renato!

Dietro alle maschere, ai nostri capelli bianchi e alle nostre rughe, compare comunque sempre un sorriso, non abbiamo ribaltato il mondo, quanto accade in questo periodo purtroppo ne è la dimostrazione, ma io ho ancora voglia di canticchiare Arrendermi mai, chi mi segue?

(…)Arrendermi, mai
Io non voglio arrendermi
Non sarò mai un atomo senza volontà
Ritroverò un’altra volta l’amore
Il dolore, la pietà, la speranza, la mia età
Il robot è fermo là
L’ho sconfitto e non lo sa, lui ride
Crede di aver vinto già
Ma il mio cuore batte ancora
Vivo, vivo!…

11 pensieri riguardo “Buon compleanno Renato

    1. In fondo, chi non lo è, però…”Dietro questa maschera c’è un uomo e tu lo sai
      L’uomo d’una strada che è la stessa che tu fai
      E mi trucco perché la vita mia
      Non mi riconosca e vada via

      Batte il cuore d’ogni giorno
      E un’esperienza in più
      La mia vita e nella stessa direzione tu
      E mi vesto da re perché tu sia
      Tu sia re di una notte di magia (…)

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