Piove, governo ladro!

TEMPI DIFFICILI

Sono un po’ arrabbiata e la parte più pragmatica di me se ne chiede il motivo: sono abbastanza grande da non dovermi stupire di nulla!

Inutile ribadire che questo è un anno difficile, economicamente parlando, soprattutto per il settore turistico. Quando però i telegiornali ci comunicano che gli italiani trascorreranno le loro vacanze in Italia e magari vicino a casa, come fosse un castigo, mi vien da sorridere. Essere “costretti” a fare le ferie nel paese che tutto il mondo sogna di vedere almeno una volta nella vita è come quella pubblicità che dice: “ti piace vincere facile!”

Ironia a parte, paradossalmente credo che questo sia un momento di grandi possibilità per quelle località che pur non essendo tra le top ten dei desideri vacanzieri, potrebbero approfittare per farsi conoscere e per far vivere un nuovo concetto di vacanza che, se oggi può apparire un ripiego, domani potrebbe essere una precisa scelta.

Il Piemonte è rinomato, tra le altre cose, anche per le sue splendide montagne. Alcune hanno sviluppato servizi di livello e sono frequentate sia in inverno che in estate, altre sembrano incapaci di mettersi in gioco.

Nella località in cui mi trovo in questi giorni, ci sono luoghi di inimmaginabile bellezza, possibilità di muoversi a piedi, bicicletta, moto, ma nessuno che lo faccia sapere al mondo vacanziero e senza che nessuno si sforzi per offrire questi servizi magari a prezzi alla portata di una massa provata da virus e crisi economiche.

La sensazione è che si cerchi di compensare le perdite facendole pagare a coloro che hanno cercato una via tranquilla per conciliare divertimento e distanziamento sociale. Il fatto di regalarsi una vacanza, non è indice di una situazione economica “paperonesca”!

Poche famiglie possono permettersi di spendere 200€ per notte, in quattro, pur con il servizio di mezza pensione, in un alberghetto a due stelle sulla strada! E se mangiare si deve, magari privilegiando i prodotti del luogo, è impensabile far pagare un semplice formaggio di malga, che il pastore vende direttamente dall’alpeggio a 8€ al chilo, nel piccolo emporio di paese, dai 23 ai 34 € al chilo: più di certi formaggi di nicchia quali il Castelmagno o la robiola d’Alba. Ma dai! Non vi sono state chieste ostriche e aragoste, ma una semplice fetta di Toma!

Che il governo debba prendersi oneri e responsabilità verso chi governa, non esclude che tutti, nel nostro piccolo, si debba fare fronte comune e cercare di pensare nel lungo periodo: le persone possono ammiccare quando si sentono truffate, ma domani non torneranno più ed è un vero peccato veder morire amene località per la cupidigia e l’ignoranza di coloro che pensano di essere più furbi di altri… magari gli stessi che si sentono vessati e oppressi!

 

5 pensieri riguardo “Piove, governo ladro!

  1. sante parole le tue. In Italia non esiste il concetto del turismo ma quello del turista da spennare. Poi ci si lamenta che si va in Croazia, Grecia e altri spendendo un decimo di quello che vogliono da noi. Nei grossi giri di turismo un po’ meno ma in quelle piccole località non toccate dai flussi turistici di massa sì, come hai ben descritto.

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