Un’infanzia turbolenta

Non sempre è l’adolescenza l’età più difficile

Mia sorella mi prende in giro e mi definisce “bacchettona”, come non capirla? Chi mi conosce mi giudica seria, giudiziosa e poco incline ai colpi di testa. La mia amica Marinella è entrata nella mia vita alle superiori, quando normalmente si tende a trasgredire, ad essere ribelle, ma, come lei, raramente io ho superato “il limite”.

Però… mia madre potrebbe raccontarvi un’altra storia: vissi la mia età ribelle dai due ai cinque anni, poi ci pensò lei a raddrizzarmi.

In quel periodo detti il meglio di me

In quegli anni i miei genitori aprirono un piccolo negozio di vini, nell’esclusivo quartiere di Torino chiamato Crocetta. Mio padre in realtà lavorava come magazziniere in un supermercato e nelle ore libere si occupava del negozio, mentre mia madre lo gestiva a tempo pieno.

A due anni presi la mia prima “sbornia”. Un giorno un rappresentante, lasciò un campione affinché i miei genitori lo assaggiassero: un boccale di birra pieno di vino rosso che io bevvi tutto. A quei tempi i giovani genitori astigiani non ritenevano fosse un crimine che i figli assaggiassero un sorso di vino.

Quando mia madre vide il bicchiere vuoto credette l’avesse bevuto mio padre e viceversa pensò lui, ma quando si parlarono e io dormii due giorni filati, capirono cos’era successo.

Per togliermi il vizio mio padre passò alle maniere forti: un giorno mi versò dell’aceto rosso nel bicchiere e io lo trangugiai in un sol sorso. Ripresi a bere vino… dieci anni fa.

Se mi chiedete se ho mai fumato, posso dirvi di si: a quattro anni. Mia madre fumava e io insistevo per provare e lei un giorno mi passò la sigaretta. Ricordo di aver dato una bella tirata… e basta. Il fumo non deve essermi piaciuto visto che da quel giorno non ho mai più messo una sigaretta in bocca!

Verso i cinque anni mi diedi al crimine. Con un’amica decisi di rubare la frutta al verduriere. All’epoca la merce era esposta anche al di fuori del negozio, l’altra bambina con fare furtivo sottrasse una bella mela e mi diede il via. Io corsi e proprio mentre stavo per afferrare una banana, una mano mi agguantò e mi strapazzò. Inutile dire che sulla porta del negozio mi attendeva mia madre…

Ma niente, il furto era più forte di me! Di fronte al negozio c’era l’oratorio e un bel giorno apparvero i primi dispenser di Coca Cola in bottiglia. Noi vendevamo anche le bibite, ma i miei genitori non erano molto propensi a viziarmi e poi quelle bottigliette di Cola erano troppo invitanti. Così iniziai a rubare la moneta dalla cassa del negozio… ma un giorno mia madre mi sorprese: trascorsi un’intera giornata con le mani legate  dietro la schiena “come i ladri” (oltre alla solita ripassata).

Ricordo anche quando decisi di capire cosa succede se si aprono le porte di un ascensore in movimento. Realizzai che non conveniva nel momento stesso che mi arrivò un ceffone da farmi girare la testa dalla spaventatissima commessa che poi lo disse a mia madre e ovviamente…

E quando infilati la testa tra le sbarre delle inferriate delle finestre dei garage al piano terra? Entrare fu facile, ma toglierla con le orecchie che ostacolano l’operazione… attimi di terrore, poi finalmente arrivò il mio papà che… mi lasciò lì.

Mi sorge un dubbio: ma i miei genitori veramente mi amavano? Devo fare un lungo discorso con mio padre.

Forse avrebbero dovuto mandarmi alla scuola materna per socializzare? All’epoca, ancora figlia unica, mi godevo il mio status e non volevo saperne di andare all’asilo (come si chiamava allora), per cui mi iscrissero solo l’ultimo anno, dopo tre mesi di lacrime e fughe mi ritirarono… ma questa è un’altra storia.

Come potete capire, avendo avuto una infanzia piena e avventurosa, poi non sentii più la necessità di trasgredire, preferii lasciare il palcoscenico alla mia dolce sorellina.

24 pensieri riguardo “Un’infanzia turbolenta

  1. Eccomi la sorellina diabolica che ancora oggi i figli chiamano “Grimilde”…..non ti ho deluso ho continuato sulle tue orme, però a me all’asilo mi hanno portato a 2 anni e dalle suore!! Tranquilla anche li non ti ho deluso…..

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      1. non ne sono così convinta che tu abbia messo la testa a posto,i tuoi occhi ti fregano…dicono più di quanto tu voglia,fare le marminele ti piace ancora.

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  2. Gabri, che peccato, eri sulla buona strada. E poi eri anche atletica una caretteristica importante per chi si da alla vita spericolata e avventurosa. Da te, dai due ai cinque anni,s’intende, Tom Sawier e Huckleberry Finn, Pippi Calzelunghe e Peppa Pig avrebbero imparato moltissimo.

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  3. Ah però! Quello che ai figli non bisognerebbe mai raccontare! 🤣🤣🤣🤣🤣 anche io ero terribile, ma non solo fino ai 5, mia mamma era disperata con me! Ma difficilmente racconto delle vicende che reputo possano essere poco educative ai miei figli, e forse forse non vorrei donargli un manico di coltello per essere pugnalata un giorno! 🤷🏻‍♀️

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