Giornata internazionale della felicità

Nonostante tutto?

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha istituito questa giornata nel 2012, con l’obiettivo di invitare gli stati membri a celebrarla e a promuovere attività di sensibilizzazione pubblica, in quanto la ricerca della felicità dovrebbe essere lo scopo fondamentale dell’umanità.

La classifica sui paesi più felici del mondo del 2019, i cui criteri sono: libertà, generosità, salute, reddito, buon governo, vede l’Italia al trentaseiesimo posto. Abbiamo recuperato qualche posizione rispetto al passato ma nelle prime posizioni vi sono invece tre paesi scandinavi: Finlandia, Danimarca e Norvegia.

Considerando ciò che succede nei vari paesi del mondo e la pandemia di Covid-19, come potrei definire la felicità?

Come un appagamento che coinvolge totalmente, psicologicamente e fisicamente, che travolge e coglie il destinatario quasi impreparato.

Ma la felicità ha in sé anche una forma di egoismo

Per sentirsi felici a volte si è costretti a chiudere il mondo fuori, a ignorare i problemi che lo opprimono, perché la felicità è effimera, non dura a lungo.

In questi giorni chiudiamo fuori casa un virus e la nostra abitazione è diventata un micro cosmo, una bolla, un nido nel quale possiamo rifugiarci e nel quale stiamo provando a rimodulare la vita con altri ritmi, con altre attività.

Nonostante la coabitazione continua, la mancanza di un effettivo e silenzioso spazio, l’ansia e la paura di un futuro ancora non programmabile, è possibile provare momenti di felicità esclusiva. Questa è una sensazione che quasi fa sentire in colpa, ma la vita è un insieme di istanti a volte irripetibili.

Io ricerco soprattutto la sensazione rassicurante e pacata che mi regala la serenità. È per me il riflesso della felicità delle mie figlie, credo nell’effetto dominio della positività, un effetto di cui abbiamo bisogno soprattutto ora.

Ricordo però che anni fa una delle mie figlie, di fronte alla mia preoccupazione nel vederla triste, mi disse con semplicità che non si può essere sempre felici.

12 pensieri riguardo “Giornata internazionale della felicità

    1. Vero, bisogna fare attenzione ai loro messaggi. Spesso si cade nell’errore di volerli vederli sempre sorridenti, generando solo frustrazione reciproca. Speriamo che un effetto domino parta in questi giorni così difficili. Buona giornata anche a te

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  1. I figli insegnano… Loro insegnano da quando li portiamo in grembo, ci insegnano soprattutto a diventare genitori e gli adulti che siamo . Ci ricordano tutto quello che siamo stati e quello che non vorremmo essere, basta ascoltarne i segnali. Vederli sereni e in salute é l’obbiettivo…per il resto ci penserà l’universo o chi per esso. L’esistenza in se, si basa sul principio dell’equilibrio. Quindi non si può pensare di ricercare una felicità continua …un essere umano equilibrato non può pensarlo !!! Però si può vivere serenamente e a posto con il proprio “io”, godendo di tutto ciò che di positivo risuona dentro noi …e a volte ci si può anche sentire incondizionatamente felici.
    La felicità o serenità, non dipende da ciò che ci manca, ma dal buon uso che facciamo con ciò che abbiamo.

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