Amicizia: come ci poniamo?

Cerchiamo qualche risposta

Nel corso degli anni, ognuno di noi avrà fatto considerazioni e discorsi sull’amicizia, sulla sincerità, sulle delusioni subite.

Noi donne tendiamo ad essere esclusive. Ad esempio ancora bambine, non abbiamo soltanto l’amica del cuore, ma quasi una fidanzata. Quante volte sarà capitato di provare una piccola delusione se la compagna di classe preferita cambiava posto nella fila e dava la mano ad un’altra bimba, o se giocava in un gruppo dal quale eravamo state, anche solo momentaneamente, escluse.

Ricordo che durante uno dei primi consigli di classe delle elementari di una mia figlia alcune mamme erano appunto molto preoccupate per il “rifiuto” che, a loro dire, subivano le figlie. Una delle insegnanti, grande esperienza e ottima preparazione, rispose che bisognava avere pazienza, erano fasi, e poi alle scuole medie avrebbero “scoperto” anche i maschi!

L’amicizia non è esclusività

Quando qualcosa non funziona, ci chiediamo realmente se sono state eccessive le nostre aspettative? Tendiamo a pensare che siano gli altri a deluderci, a non comprenderci, fatichiamo a metterci in discussione. Chi ci è accanto non può avere la nostra stessa visione della vita, lo stesso modo di relazionarsi.

Diamoci a piccole dosi, talvolta gli altri non ce la fanno ad accettare tutto di noi

Ci sono persone poi che non sanno ascoltare e per contro parlano, parlano, parlano… passano il tempo a lamentarsi di tutto e di tutti e considerano l’amic* un contenitore che deve gestire il loro malessere. La posizione di mettersi in ascolto è la più delicata, la più difficile, occorre stemperare tensioni ed emozioni. Alcune amicizie riescono a sostenere tutto questo, altre no, sono più adatte ad esempio ad esprimersi attraverso una semplice passeggiata, un sorriso ed un caffè. Non si può chiedere altro? Probabilmente no, ma sono ugualmente una componente della nostra vita.

Non tutti possono comprenderci appieno, così come a noi può sfuggire molto del nostro prossimo

Quanto siamo stati in grado di rischiare di nostro, di dare senza avere il timore che qualcuno potrebbe approfittare di noi? Si è presenti con modalità e intensità differenti.

“Bello è fare il bene senza mirare al contraccambio” Aristotele.

Non so se negli anni sarò a credito o a debito di un’amicizia, intanto avrò beneficiato di una parola gentile, di un sorriso, e soprattutto di un bene prezioso come il tempo, l’importante è che quanto si è scambiato, seppur con dei limiti, sia stato autentico. L’amicizia femminile

10 pensieri riguardo “Amicizia: come ci poniamo?

  1. Condivido assolutamente la frase di Aristotele, per il resto sono un caso anomalo. Non ho mai avuto grandi amicizie tra le donne, anzi, delusioni a go go. Forse sono stata sfortunata, ma le donne le ho sempre trovate false, pettegole, buone solo a dire una cosa davanti e un’altra dietro, tacitamente invidiose. I migliori amici che ho sono uomini, veri, sinceri, schietti persino, meravigliosamente semplici; sono come li vedi, dicono quello che pensano e pensano quello che dicono, non ti giudicano, e di solito ascoltano. Anzi sono ottimi ascoltatori.

    Piace a 1 persona

    1. I rapporti sono fatti di incontri, e quindi sono diverse le esperienze di ognuno. Non so se la tua sia stata sfortuna, forse hai “cercato” nei luoghi sbagliati, domani, chissà, potrebbe nascere un’occasione inaspettata, magari lascia uno spiraglio aperto. Che gli uomini non giudichino mai, onestamente ho dei dubbi. Nel senso che ognuno di noi fa sempre una valutazione dell’altro, indipendentemente dal sesso…e non sempre lo ammettiamo. Anche io ho amici uomini con i quali ho ottimi rapporti, ma li vivo in un contesto di amicizia di coppia.

      Piace a 1 persona

  2. Proprio ieri sera parlavo al telefono con mia sorella. Il discorso è scivolato sull’onda dei ricordi agli anni delle scuole superiori , mia sorella ha rilevato quanto fosse immaturo il suo modo di rapportarsi alle compagne di classe, di cui cercava l’amicizia: se usciva a passeggio con un’ aspirante amica, si aspettava di averne tutta l’attenzione, mal sopportava che l’altra, più aperta, si mettesse a chiacchierare con i conoscenti incontrati per caso, più che disposta a far parte di un gruppo… Crescendo ha capito che l’esclusività non è requisito essenziale di un’ amicizia, ognuno dona quel che ha e che è in grado di donare e riceve grato solo quel che l’altro gli può dare, senza aspettarsi di più.

    Piace a 1 persona

    1. Proprio il nostro pensiero. Questa forma di amicizia, ancora immatura, ma comprensibile quando si è ancora molto giovani, a volte è riscontrabile anche in noi adulti. Spesso ci si lamenta, ma appunto, si dona quanto è possibile donare. Che senso avrebbe forzare se stessi e gli altri, mancherebbe quel rapporto di autenticità

      Piace a 1 persona

  3. l’amicizia è un punto dolente nella nostra vita sociale. Tendiamo a concederla con troppa facilità. Bastano due parole ed ecco la nuova amica/o. Per poi dimostrare tutta la nostra insofferenza quando capiamo che non era tale. L’amicizia è fatta di empatia a doppio senso – quella a senso unico è come il rapporto amoroso: non funziona – di ascolti, di parole e anche di litigi.
    O.T. la frase di Aristotele racchiude l’essenza del mio credo sull’amicizia

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.